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Pierin
Inviato il: Giovedì, 12-Feb-2009, 13:15
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Interessato
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A Scimun do 21.03.08:
chì a Zena mi, che ho 87 anni, ho sempre sentio dï VINTIMIGGIA e non VINTIMIGLIA. Ben tutto o resto. Ciao.
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 18-Mar-2009, 11:16
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Indipendentista
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X SPQI
Mi riferisco alla situazione presente dell'Italia, non alla cartina dei Cantoni.
Spiegazioni ce ne sono tante e dubito che ce ne sia una sola talmente valida da giustificare lo sbriciolamento territoriale e la stratificazione del potere amministrativo. Sono curioso di leggere la Sua.
 
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SPQI
Inviato il: Mercoledì, 29-Apr-2009, 13:57
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Patriota Ligure
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Con estremo ritardo.

Non so che dire, spiegazioni ce ne sono a bizzeffe e trovo che non ve ne sia una capitale, perciò non saprei da dove cominciare.

Ragioni storiche?

Le ragioni storiche vanno viste sotto tanti punti di vista:
1) quello nazionale, di una nazione cioè che non esiste e se è esistita lo si deve ad una dittatoria violenta e capillare, radicata cioè nella mentaità delle pesone.

2) una situazione politica che, salvo la parentesi romana, è storicamente non omogenea con decine di territorii controllati da altrettante etnie pergiunta spesso divise al loro interno, conosciuta nel periodo post imperiale come "fenomeno del campanilismo"

3) dall'estrema vivacità etnica e culturale che nella storia si è stratificata nei diversi territorii non consentendo l'omologazione sotto una specifica dominazione politica o culturale dell'intero territorio

Ragioni etniche?

1) L'italia è innanzi tutto un paese di transizione fra mondo meditrraneo, teutonico, gallico e balcanico con un sostrato di per sè già frammentato.
L'estrema chiusura di alcune aree si contrappone all'eccessiva apertura di altre. La vocazione alla partenza ora contrasta con la vocazione all'accoglienza ed ora vi si completa, a seconda di dove ci si trovi

2) La dominzione greca e araba di alcune regioni, la loro frequentazione costante da parte di popolazioni provenienti da altre zone del paese, la necessità di opporvisi, di imporvisi, di sapervisi rapportare ha plasmato un tipo riscontrabile in alcune società locali, il cui fondamento non è la società in sè ma il clan, il gruppo d'appartenenza ed il rapporto con l'altro gruppo è spesso conflittuale.

3) di contro viè una cultura più prettamente mitteleuropea con esse generalmente non conciliabile seppure non scevra da irrazionalità e portata con la dominazione oltre che con lo scambio sena poi contare tutte quelle aree di "transizione" che impedisono una soluzione di continuità fra due modi di pensare ancor prima di due aree geografiche

Ragioni Geografiche?

1) Che l'Italia sia solo un'espressione geografica è soto gli occhi di tutti ma di più c'è la questione orografica che ha contribuito a determinare una divisione culturale fra montagna, costa e pianura

2) per la medesima ragione la divisione non può essere< limitata al semplicistico "Nord-Sud" ma ad una serie di aree disomogenee per esperienze che in epoche passate erano diffcili da mettere in vera comunicazione, ancorchè limitrofe, fra loro e con i vicini

3) da ciò la difficoltà, anche attuale, di creare aree di sviluppo in zone orograficamente e geograficamente e, ricollegandoci a quanto sopra, socialmente svantaggiate.

Ragioni politiche?

Ci sono due modi per tenee insieme tanti popoli così diversi

1) la dittatura
2) il buon governo

il primo tentativo si è rilevato un fallimento per le sue caratteristiche intrinseche, il scondo non è mai stato intrapreso e, personalmente, ritengo difficile che per il futuro si potrà fare meglio. Questo ha aggiunto stratificazione alla stratificazione perchè sia per unìefficace controllo di rgime, sia per il manteimento dello status quo, si sono create sedi di rappresentanza del governo sempre più locali.

Ciò non è avvenuto per una migliore efficenza del sistema ma per mantenre un controllo, impossibile nei fatti da gestire, sulla popolazione e per coinvolgere elementi avversi al governo al suo interno, creando di fatto da un lato dei luoghi di potere gestito direttamente sui cittadini e non al loro servizio, dall'altro un rafforzamento di quei soggetti ai quali in effetti del buon governo non importa alcunchè e dall'altro ancora (poichè non viviamo in un mondo bidimensionale) la sempre maggiore disillusione da parte dei governati nei confronti dello stato ed una loro maggiore fedeltà nei confronti del suo rappresentante ad essi più diretto.

Ciò è stato possibile perchè l'Italia, ancorchè proclamata repubblica, conserva insè qeugli elementi di governo Sabaudo-Borbonici che hanno voluto (e continuano a volere) da unalto "lo stato" e dall'altro i cittadini o sudditi (la cui diffrenza è inesistente nel nostro caso), con una mentalità da Ancien Regime Luigino (L'etat c'est moi - lo stato sono io, il re), ignorando che in una res publica che pergiunta si dichiara democratica lo stato è costituito da tre elementi fondamentali:

1) il popolo
2) il territorio
3) il governo

Per mantenere lo status quo sono però, in questo modello statuale , necessarie montagne di soldi per la gestione della burocrazia, la quale, agendo da perfetta mercenazria è fedele a chi paga e non ad un'idea di nazione o al popolo che ne garantisce l'esistenza e per il quale è chiamata a servire.

Qui si pone la grande questione del diritto ovvero se il diritto sia derivato dal governo o dal popolo ovvero, in soldoni se chi governa è lì perchè ce l'hanno messo i cittadini ed essi deve servire o se chi è lì a governare lo deve fare al di sopra dei cittadini e per sua grazia può deciderne le sorti.

In conclusione, se manca il denaro per sostenere il sistema il gioco si rompe ed i funzionari che prima ricevevano laute somme per imbonire la gente, seviziarla ed addormentarla useranno il potere accumulato su di essa per creare il proprio spazio di potere esclusivo e così o si ritorna al feudalesimo o si trova il modo, fra gente onesta e perbene di cerare unità statuali più piccole e meglio governabili.

Perciò sono ottimista!
 
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