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Liguria Indipendente > Le parlate di Liguria > Una triste novità.


Inviato da: draughtsplayer il Giovedì, 29-Gen-2009, 21:11
Cari amanti della nostra terra e della nostra lingua,

avete presente quando, circa una cinquantina di anni fa, tutti parlavano genovese? Bene. E avete presente anche che furono costretti a parlare in italiano? Benissimo. E ricordate anche in che italiano (penoso, ovviamente) si esprimevano? «Mi ho accattato una messuietta», ecco, cose così.

Ebbene, oggi ho avuto prova che esiste, purtroppo, anche l'esatto contrario.

Mi trovavo sull'autobus e vicino a me si trovavano due persone anziane (è questo il bello) che stavano parlando in genovese. Ovviamente niente di male: è sempre un grande piacere sentire qualche bel discorso nella nostra lingua, non certo per farmi i fatti degli altri ma per tentare, magari, di imparare qualche altra parola che ancora non conosco.

Una domanda all'altra: «Ti l'æ catæ le prugne?». Resto stupito: in genovese "prugna" si dice brignon (notare che è stato tradotto in italiano anche l'articolo!). Ma non era finita lì.

L'altra prontamente risponde: «Sci: ò fatto in gran cazin!». Fatto? In genovese si dice fæto! Ma il meglio deve ancora venire:

«T'æ preparou tutto pò-u dopopranzo?» ("dopopranzo" pronunciato con una perfetta z toscana). In genovese è depoidirnâ (o, più cittadino, dòpodisnâ).

Sono certo che quelle due persone parlassero in genovese fin da piccole: com'è possibile allora che abbiano sostituito forme genovese ad altre (pensiamo a "fatto", che è un participio passato) prese direttamente dall'italiano?

Non so quanto sia sviluppata questa tendenza, ma noi combattiamola.

Alegri!

Inviato da: vincenzo il Domenica, 01-Feb-2009, 09:24
Possiamo farlo SOPRATTUTTO se ci diamo da fare per restituire l'INDIPENDENZA alla nostra Comunità LIGURE.
E' solamente con l'INDIPENDENZA che si potrà RIDARE "dignità" alla LINGUA GENOVESE ! Che tornerà ad essere "PARLATA".
Per ora, "accontentiamoci" che qualcuno in qualche maniera la parli anche mescolando parole "italiote". L'importante è che "NON SCOMPAIA" completamente.
RIPETO,RIPETO,RIPETO.... diamoci da fare per RESTITUIRE l'INDIPENDENZA alla LIGURIA!
E' importante intervenire NUMEROSI con "commenti" negli articoli che Bampi mette in rete, chiudendo sempre il "commento" con la frase : rivogliamo l'INDIPENDENZA della LIGURIA!
E' un "martellamento" continuo che , alla lunga, darà i suoi frutti.

Inviato da: stefanin il Mercoledì, 03-Giu-2009, 13:42
Comunque a parte gli errori clamorosi delle due signore in questione, io noto che ci sono diverse differenze nel genovese parlato a Genova, e quello parlato nella provincia, specie nell'estremo ponente.
Più si va verso Savona, più c'è una pronuncia che si stacca in modo netto dal Genovese D.O.C. .Ad esempio, io sono di Arenzano e tendo a inserire molte più "u" al termine delle parole, ho un accento e una pronuncia molto più "rude", le "E" molto più strette, insieme con qualche parola che differisce proprio.
Ad esempio, voi per dire "SONO ANDATO" come vi esprimete? Dite "Son anèto", oppure "Son Anao"?

Inviato da: draughtsplayer il Giovedì, 04-Giu-2009, 17:44
QUOTE (stefanin @ Mercoledì, 03-Giu-2009, 12:42)
Comunque a parte gli errori clamorosi delle due signore in questione, io noto che ci sono diverse differenze nel genovese parlato a Genova, e quello parlato nella provincia, specie nell'estremo ponente.
Più si va verso Savona, più c'è una pronuncia che si stacca in modo netto dal Genovese D.O.C. .Ad esempio, io sono di Arenzano e tendo a inserire molte più "u" al termine delle parole, ho un accento e una pronuncia molto più "rude", le "E" molto più strette, insieme con qualche parola che differisce proprio.
Ad esempio, voi per dire "SONO ANDATO" come vi esprimete? Dite "Son anèto", oppure "Son Anao"?

L'é vea, m-æ reixe de poule arestan e mæxime. Bezeugna che ognidun o parle o zeneize com'òu sa parlâ e comme o l'à sentio in cà: solo coscì poriemo dâ pe 'n davei in futuro a-a nostra lengoa.

Saiva bello, prezenpio, che se fesse in libretin con tutte-e forme "alternative" da nostra lengoa zeneize (magara 'nta colann-a Bolezumme cuâ do-u Franco).

Ma no stæ a pensâ che o zeneize o segge in dialetto solo perché o no gh'à 'na forma seu da tutte-e parte: o mæximo fiorentin, ch'o l'é a "lengoa italiann-a", o l'é 'n pitin diferente... da parte a parte.

Inviato da: Cicno78 il Giovedì, 04-Giu-2009, 18:01
Si stefanin, io stò ancora più a ponente di te ( Albenga SV - Pieve di Teco IM ). Ci sono delle differenze ma credo che la lingua zeneise potrebbe essere considerata la lingua "nazionale".

Franco mi sembra la persona giusta, draughtsplayer!

Inviato da: zena féin il Martedì, 09-Giu-2009, 10:47
Cari iscritti al forum,
è tempo di vedersi un pò!!
che ne dite??
lunedì 15/06/2009 è previsto un incontro dove tutti potranno dire la loro...


TEMI DELLA RIUNIONE:

_DISCUSSIONE SU RISULTATI ELETTORALI LIGURI/ITALICI
_DISCUSSIONE SUL PRESENTE DEL MOVIMENTO
_DISCUSSIONE SULLE ELEZIONI REGIONALI 2010

salùo

Inviato da: Ugo il Giovedì, 19-Ago-2010, 11:18
Saluti a tutti i Liguri,
tutti gli articoli del M.I.L. espongono continuamente la lingua ligure di Genova, io essendo del ponente vorrei che si riconoscesse che ci sono molte altre versioni della nostra lingua. La mia essendo il ligure intemelio che è parlato da Sanremo fino a Monaco. Per non perdere la nostra lingua ci vorrebbe una sistema dove essa venga insegnata come si fa ad esempio in Francia con l'occitano e altre lingue minoritarie o in Spagna con il catalano, il gallego, ecc. Sono molto d'accordo con l'indipendenza della Liguria nella sua integrità, non solo come vasallo di Genova politicamente et culturalmente. Sul ligure vedere: Wikipedia - Lingua ligure.
Viva la Liguria!

Inviato da: navegna il Giovedì, 07-Ott-2010, 14:49
Sono proprio le varianti che rendono interessante una lingua locale, non bisogna rendere tutto uniforme, altrimenti va perso tutto.
Avete almeno un vantaggio, vi capite!
Nelle nostre valli é differente, alcuni dialetti vengono parlati solo da , forse, un centinaio di famiglie, e sono spesso incomprensibili per abitanti della prossima valle.
Non cambiano soltanto le parole, ma anche i modi d'esprimersi, e per alcune battute si riceve forse un sorriso in un posto ed una sberla altrove.
Forse bisogna dimenticare parole come vasallo, non piu lottare contro i vicini, ma con, salvando una lingua locale con tanti varianti.
Saluti dal Ticino

Inviato da: stefanin il Venerdì, 12-Nov-2010, 14:29
Comunque pure io ho un collega che dice di aver dato 'inn-a belinnà in tu muro' con la macchina.
Peccato che 'muru' è faccia, dalle mie parti, mentre 'miàgia' sarebbe muro.

L'altro giorno ho impiegato mezz'ora per ricordarmi la traduzione in italiano di 'scoussà' (grembiule). Direi che ho il problema esattamente opposto......

Inviato da: SPQI il Lunedì, 22-Nov-2010, 01:53
Diciamo che quello che parliamo tutti è, in sostanza genovese, il quale per rispetto della sensibilità degli abitanti delle due Riviere e dell'Oltregiogo, e per un processo storico nato a fine ottocento si preferisce chiamare oggi sempre più Ligure.

L'egemonia laddove non politica economica o culturale di Genova nei secoli passati ma soprattutto l'osmosi continua di persone tra la capitale ed il dominio (al quale si ascrive anche il 90% dell'attuale comune di Genova) ha creato una singolarità linguistica che coi secoli ha poi assunto a sua volta particolarità locali di pronuncia o anche di termini.

Io penso che fare riferimento al Genovese di genova sia solo il primo passo per consentire a tutti i dialetti liguri di essere recuperati e portati avanti nel tempo.

Concentrarsi in una prima istanza sul genovese di Genova, che è il più documentato, il più ricco di letteratura e studi, per quanto potrà essere lungo questo processo, potrà aiutare tutti gli altri dialetti liguri che da esso in un modo o nell'altro provengono. Cosa, ad esempio, opposta a ciò che avviene tra l'italiano e le altre lingue o dialetti d'Italia.

Inviato da: navegna il Giovedì, 06-Gen-2011, 13:34
Conservare un dialetto é sicuramente un passo importante, ma non basta, bisogna integrare anche elementi della vita attuale, un dialetto é una lingua locale e deve integrarsi nella vita di tutti giorni, altrimenti fa la fine d'una scattola di pelati scaduta.
Nel mio campo ho inniziato a sostituire sostantivi importati da altre lingue ed usati spesso in maniera scoretta, con espressioni della nostra lingua, e capiscono tutti.
(Credo che io non debba spiegare il significato e la funzione d'una lastra solarelettrica)
Il dialetto offre un'opportunita per la creazione di espressioni nuovi in breve tempo, e nel contempo, torna a vivere.
Allora, perche non cercare un nome in dialetto per un tipo di veicolo a due ruote assai diffuso??
Saluti

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