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Liguria Indipendente > Le prossime elezioni in Liguria > Fiscalità comunale


Inviato da: Girumin il Domenica, 11-Mag-2008, 21:09
Cari Amici,
questa è una nuova discussione, che vorrei avviare sul tema della FISCALITÀ COMUNALE . Gli amministratori la titolino e la collochino come preferiscono. Ebbene, succede questo. Durante la campagna elettorale sono volati milioni di parole sull'abolizione dell'ICI gravante sull'abitazione primaria. Prometteva la Destra come la Sinistra il che garantiva a tutti gli elettori l'immancabilità di tale vantaggio. I comunelli squattrinati, però, - la maggioranza nella nostra Liguria profonda dell'entroterra - si sono messi allora a studiare misure compensative dell'ammanco di future entrate ed hanno incaricato (non è la prima volta) le agenzie di esazione - che sarebbe meglio chiamare di recupero-crediti - di "grattare il fondo del barile". Detto fatto: ai contribuenti ignari che hanno votato tranquilli abboccando all'esca arrivano intimazioni di pagamento di arretrati evasi dell'ICI del 2005, con tanto di penalità, interessi di mora, diritti di esazione, spese di notifica ecc... Somme da pagare inaspettatamente, inventate con qualche cavillo maledetto e - fortunatamente per tutti - di entità tale da far perdere la fiducia nelle istituzioni, da far bestemmiare di rabbia, ma non da giustificare un'opposizione avanti alla Commissione tributaria od al TAR. Bel colpo! mad.gif blink.gif sad.gif

Inviato da: SPQI il Domenica, 11-Mag-2008, 22:31
L'indipendenza darà ai comuni liguri la forza di non dover rifarsi ingiustamente sui cittadini che mantengo già gran parte del resto d'Italia con servizi discutibili e carenti.

Inviato da: Ambrones il Lunedì, 12-Mag-2008, 19:47
Saremo una piccola nazione con tutto alla luce del sole e se i nostri amministratori non sapranno amministrare onestamente le nostre palanche, gli toccheremo il tempo.

Inviato da: Cicno78 il Lunedì, 14-Lug-2008, 11:53
Delegare le agenzie di esazione a svolgere compiti che competerebbero all'ente territorale come normale aministrazione è la più grande dimostrazione di come la struttura statale sia arrivata ad un punto di non ritorno.
E' chiaro che queste agenzie, per guadare loro stesse, debbano raschiare il fondo del barile e lo stato non può fare altro che girare l'occhio da un'altra parte, sudare freddo nella speranza che qualcuno non si accorga che le cose vanno così male sforzandosi di distogliere l'attenzione del pubblico dai problemi reali del paese verso fenomeni da format televisivo come girotondi, gay pride o processi da alto audience ma mai risolti completamente.

Applicare una forte politica meritocratica è fondamentale per la buona amministrazione di qualsiasi azienda pubblica o statale, sia grande che piccola.

Con l'indipendenza la Liguria si scrollerà di dosso tutti gli artifici di un utopia e la zavorra che fino ad ora hanno impedito lo sviluppo.

Inviato da: Girumin il Sabato, 11-Dic-2010, 16:06
A quasi tre anni dal lancio di questa discussione l'ingiusto paradosso fiscale che l'aveva provocata si ripresenta ancor più palese e spudorato! Mi scrive Creditalia per comunicare che da un'accurata verifica della mia posizione, nel quadro d'una revisione generale mediante "incrocio dei dati catastali con quelli esattoriali" è emersa una discrepanza che evidenzia la mia situazione debitoria per l'anno 2007. Ne consegue per me l'obbligo di versare la differenza sommata a penalità, spese di notifica ecc. ecc...
Ho cercato d'imitare il gergo burocratico pur senza riuscire ad uguagliarne la fredda arroganza. Fare opposizione mi accollerebbe spese legali molto superiori alle poche centinaia di Euro che ignoravo tranquillamente d'aver truffato e sottratto al mio scalcinato comunello sempre in bolletta: perciò devo "abbozzare" ma non rinuncio al "mugugno".

Inviato da: navegna il Domenica, 12-Dic-2010, 10:16
Delegare compiti comunali e statali a società "private" é frutto d'un credo neoliberale che sfoccia in una mania anti sociale anti culturale anti tutto.
Per fortuna non abbiamo ancora uffici di tassazione privatizzati, ne ho gia abbastanza delle ferrovie trasformate in SA (SPA) delle mense scolastiche in mano ad aziende private ed abbiamo persino un piccolo gruppo che vorrebbe sostituire le scuole dell'obligo con istituti privati a pagamento.
Uno stato destatalizzato sarà sempre antisociale ed ingiusto, compiti statali per natura, ceduti a ditte private non possono che portare a sempre nuovi problemi e frustazioni, pensateci alle prossime votazioni!

Inviato da: Girumin il Lunedì, 27-Dic-2010, 14:59
Il Comune costituisce il quarto livello amministrativo del territorio: il primo è lo Stato - ormai entità astratta mangiasoldi che s'illude di avere ancora qualche potere sulle Regioni (a statuto ordinario); il secondo sono le Regioni, che - statutariamente - non hanno più poteri su Province e Comuni avendo dovuto delegarli ai Comuni; il terzo sono le Province, che non si capisce bene che cosa ci stiano ancora a fare. Essendo stata cancellata la gerarchizzazione, l'insieme è smembrato, discontinuo, disorganizzato al limite dell'anarchia individualistica perchè i Comuni sono troppi e generalmente mal gestiti da sindaci quasi sempre dilettanti, spesso impreparati, talvolta addirittura illetterati. Mi riferisco soprattutto ai piccoli comunelli del profondo mondo agreste, affetto da un incolmabile ritardo culturale, civile, politico anche quando i responsabili - mosche bianche - si danno da fare con tutte le loro forze nell'illusione di tenere il passo con il travolgente progresso della società moderna, della Comunità europea, del mondo globalizzato nel quale chi si ferma è perduto e chi rallenta viene superato e distanziato. La conseguenza più immediata e più grave di tale disorganizzazione è la bolletta perenne (=insufficienza delle entrate fiscali). La seconda è l'emergere di poveri monocoli da un mondo di ciechi. Poi ce ne sono tante altre, ma prima di analizzarle vorrei sentire qualche voce per avviare un dibattito.

Inviato da: Girumin il Martedì, 18-Gen-2011, 20:13
La fiscalità comunale sarà - presto o tardi - ristrutturata dal federalismo fiscale, che avanza a strappi: due passi in avanti, uno indietro, poi tre indietro ed uno avanti...
Per fare un paragone marinaro, penso che introdurre il federalismo nell'eterogeneo marasma dei comuni e comunelli oggi esistenti sarebbe come mettersi ad alimentare con kerosene avio un vecchio motore marino nato per bruciare olio pesante. Si andrebbe incontro a disfunzioni di tutti i tipi e non preventivabili: dall'esplosione distruttiva all'inerzia mortale. La "pezzatura" dei Comuni oggi esistenti - da Roma a Testico - è troppo eterogenea perchè sia lecito pretendere che tutti debbano funzionare allo stesso modo, autoregolarsi, bastare ai propri bisogni.
Oltretutto l'unica selezione ammissibile oggi nelle candidature e nelle elezioni degli amministratori è quella del voto popolare, cioè quella conclusiva, che dovrebbe solo "scegliere fior da fiore" invece di confrontare nella scala dei valori il giglio con la patata. Vedansi i sindaci illetterati o sanculotti - di cui parlo altrove - che riscuotono il favore popolare grazie ad un imponderabile "carisma" e che - con tutta la loro buona volontà - rischiano spesso di non essere all'altezza delle responsabilità che bramano di assumere. Occorre rimodulare i comuni con aggregazioni e/o fusioni per conferire a tutti almeno la "massa critica" al disotto della quale la funzionalità amministrativa non è attuabile. Procedere colla riforma federalistica saltando questo preliminare significa andare incontro al collasso di tante amministrazioni locali.

Inviato da: navegna il Mercoledì, 19-Gen-2011, 09:36
Per favore , non dare tutta la colpa alla mancanza d'istruzione dei sindaci, il problema é molto piu complesso e la vera causa non la vuol vedere nessuno o quasi.
I nostri comuni rurali sono abitati prevalentemente da persone anziane, e questo vale per l'Italia come per la Svizzera, e da queste persone non si possono pretendere introiti per il comune sufficienti.
Dei loro prodotti agricoli possono vivere soltanto grazie al loro stile di vita estremamente modesto e spesso soltanto con l'aiuto dei figli.
Nessuna laurea permette la moltiplicazione miracolosa delle palanche, i soldi che non ci sono per mancanza di introiti (legali) mancano e basta.
L'unica salvezza per il retroterra é nelle mani del singolo cittadino, anche, e forse soprattutto, urbano, sostenete queste zone con la vostra spesa, optate forse per un ottimo formaggio e lasciate perdere il filetto di dubbia provvenienza.
(Sarebbe anche piu sano, come si é visto recentemente in Germania)
Ho dimenticato:
Il consumo di prodotti locali genera anche piu introiti per la fiscalità locale!

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 19-Gen-2011, 17:49
Giusto, caro Navegna! Consideriamo pure altri fattori, come quelli che suggerisci con acume. Un'altra via d'uscita che hanno le popolazioni rurali dei piccoli e piccolissimi comuni sopravvissuti per secoli fino al prossimo, prevedibile capolinea del federalismo fiscale è quella delle pensioni d'invalidità (vedasi discussione a parte) concesse "pro bono pacis" dagli enti previdenziali nazionali. Ciò non toglie, però, che - a mio modesto parere - si debbano studiare e progettare riforme radicali sia della legge elettorale amministrativa, sia della fiscalità comunale. Tornando ai sindaci SANCULOTTI - e relative giunte - con la loro inevitabile, diffusa incultura, il loro dilettantismo e - mettiamocela pure! - la loro incapacità, c'è molto, ma molto da fare. In Ticino (Svizzera), come ben sai, gli amministratori comunali devono partecipare a corsi d'istruzione, sono sottoposti al controllo dell'Ispettorato dei Comuni e - novità recente - possono anche essere REVOCATI, cioè privati del potere, con una procedura che parte dall'elettorato, cioè il POPOLO (che in Svizzera è sovrano, mentre in Italia è considerato suddito).

Inviato da: cesaremortola il Mercoledì, 26-Gen-2011, 12:24
ciao a tutti , come ho scritto su un'altra discussione (sindaci illetterati) credo che l'avvicendamento delle persone nella "cosa"pubblica sia strettamente correlata col funzionamento di tutto ciò che ci appartiene pagando le tasse ! Purtroppo credo verrà vanificato il tentativo di dare indipendenza al paese attraverso il federalismo fiscale e ainoi ci troveremo con imposte aumentate sulle comunali e regionali ! Così oltre che il danno la beffa : ci diranno ( da sinistra ) avete visto il federalismo ? non arrivano soldi da Roma allora Noi (politici di mestiere ) dobbiamo alzare le imposte ; dato che non hanno la più pallida idea di come far crescere l' economia (non avendo quasi mai lavorato ) ci tartasseranno e la colpa sarà del federalismo e così risciranno anche a levare le ruote al carroccio che al nord spopola (tranne da noi che viviamo in una regione post sovietica dove esiste ancora il socialismo reale ) .... non è che voglio essere pessimista ma vedremo ...

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 02-Feb-2011, 19:21
Egregio Signor Mortola,
vedo che anche Lei non è molto ottimista circa il futuro delle finanze comunali ed invece di ricorrere ad una metafora - quella del vecchio motore marino , che presentai
in un intervento precedente - preferisce analizzare passo per passo gli avvenimenti
che segneranno la vita dei Comuni federalizzati fiscalmente, specie di quelli piccoli. La condotta dei politici è caratterizzata solo dall'intento di sopraffazione che anima tutti coloro che dovrebbero trovare punti d'accordo ed invece - appena ne hanno la possibilità - schiacciano la tesi degli altri - che sono i nemici da battere - fissando le premesse d'un futuro pieno di evasione e di ripicche. Ammesso che ce l'abbia prescritto il medico, il federalismo potrà essere attuato solo quando tutte le parti in causa avranno trovato larghe intese almeno sui concetti principal. Un concetto che si sente declamare solo dall'UDC (Casini) mi sembra molto sensato: ridimensionare i Comuni piccoli mediante aggregazioni e/o fusioni affinchè tutti raggiungano almeno la soglia dei 5000 abitanti. Idea che vado predicando anch'io. Operazione che può comportare anni di lavoro per gli addetti. Meglio, allora, guadare subito il Rubicone in armi ed affrontare i problemi che seguiranno in ordine molto sparso. Un altro punto concettualmente molto importante è la tassazione delle abitazioni. Mi spiego: il principio rigorosamente federalista secondo cui "si pagano le tasse dove si vota" verrebbe capovolto perchè l'ICI è dovuta solo per le seconde case i cui proprietari votano solo nell'altro comune, ove vivono. Il tutto condito dall'imbroglio delle "finte abitazioni primarie" (almeno due per ogni famiglia possidente) inventate e realizzate da tempo per evadere senza farsi notare.

Inviato da: navegna il Giovedì, 03-Feb-2011, 09:28
Caro Girumin, non illuderti che con le fusioni coatte si possano risolvere i problemi, abbiamo anche dei comuni grandi mal amministrati, e in svizzera ci fu anche un comune sotto tutela, perche fallito finanziarmente (Leukerbad) e costringere i comuni piccoli ad agregarsi contro la volontà del cittadino sarebbe come fondere Liguria e Piemonte senza chiedere la gente.
Per fortuna abbiamo ancora abbastanza comuni per combattere il polpettone indigesto da alcuni fusionisti.
Non si puo dire no a limont e consigliare la stessa soluzione al Ticino.
Saluti


Inviato da: Girumin il Venerdì, 11-Feb-2011, 19:20
Caro Navegna,
che cosa dici d'un Comune di meno di 900 abitanti (una volta si diceva "anime", quando gli individui l'avevano) il cui sindaco percepisce 1.000 € al mese per dedicare agli affari pubblici quattro mezze giornate (i sabati) impiegate nel ricevere i cittadini?
Non so se per lui esista la tredicesima nè so quali siano i compensi per gli assessori -7 - ed i consiglieri comunali. Il sullodato sindaco, una volta rieletto si premurò di aumentare il suo stipendio a 1.300 €, ma qualcuno che ne aveva il potere annullò l'aumento. Prova a fare il confronto con qualche comunello del Ticino: 1.000 € equivalgono a 1.300 CHF, ora che l'Euro è in ribasso.

Inviato da: navegna il Sabato, 12-Feb-2011, 08:44
Caro Girumin,
nel nostro comune la retribuzione sara simile, e siamo in 600, e devo dire che un sindaco che fa il suo lavoro, anche in un minicomune, e da considerare un impiegato almeno a metà tempo, allora la paga non é esagerata, se invece si limita soltanto a farsi vedere, non finisce la legislatura, ma impara a correre.
in grandi comuni le paghe aumentano, e mi ricordo un sindaco , di Zurigo, che si é autoridotto la paga, si é accontentato, se non erro con 20000.- al mese.


Inviato da: Girumin il Giovedì, 03-Mar-2011, 17:12
Ieri la Camera dei Deputati ha completato il ciclo delle approvazioni di provvedimenti federalistici con un ennesimo voto di fiducia al Governo.
È entrato in vigore il Federalismo Municipale! Ne vedremo delle belle, credetemi. Per cominciare, i Comuni piccoli sfrutteranno al massimo tutte le possibilità di aumento di tributi, tasse, balzelli ecc...Prima che nei cervelli
comunali emerga il dubbio d'essere sulla strada sbagliata passeranno lunghi anni difficili (per i contribuenti!). Poi si invocherà un'altra soluzione calata dalla stratosfera dei palazzi romani avulsi dalla realtà. Forse i nostri nipoti
- sotto un governo cinese - troveranno pace e benessere nei piccoli comuni.

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 04-Mag-2011, 18:50
Mi giungono echi dei preperativi elettorali dall'innominabile (ed abominevole...perchè abitato da "aborigeni"!) paesello ligure d'origine. I candidati si fanno la campagna mercanteggiando sul favore elettorale contro impegni miopissimi. Non dico che dovrebbero elucubrare sui massimi sistemi: sarebbe un "dare perle ai porci" contravvenendo al diktat evangelico. Credo, invece che sarebbe necessario un realistico pre-esame delle tristi prospettive future, alla luce della reiterata riduzione delle risorse e rimesse provenienti dallo Stato. Si comincia - al massimo - a prospettare l'opportunità di fare ora ciò che poteva benissimo essere fatto almeno cinquant'anni fa: consorzi intercomunali per la gestione dei servizi. Questa è illuminata lungimiranza!

Inviato da: Girumin il Martedì, 23-Ago-2011, 22:42
Il dibattito politico sulla cosiddetta manovra evidenzia le pulsioni particolaristiche dei vari gruppi di manovratori: mi sembra uno spettacolo indecoroso ed inconcludente. Vincera' chi griderà di piu'.
Indubbia la sorte cui - in ogni modo - va incontro la fiscalita' comunale: aumento delle imposte e dei tributi esistenti, accompagnato dalla creazione di nuove voci (= partite di esazione come "tassa municipale", "tassa di scopo". Gli accorpamenti poi si rivelano impresa impossibile...
Sempre arribaaa!

Inviato da: Girumin il Lunedì, 27-Feb-2012, 19:14
Anche se non lo dà a vedere, la Lega ha accantonato il monotono ritornello del FEDERALISMO per dedicarsi a manovre sui massimi sistemi ed a schermaglie polemico-populistiche per raggranellare favore fingendo di distanziarsi dal grande Alleato. Il federalismo dovrebbe essere già entrato nella coscienza* degli Italici , almeno sulla carta, con la creazione dell'IMU. Le famiglie di furbastri che hanno tante abitazioni primarie quanti sono i loro componenti se ne accorgeranno.
Gli altri staranno a vedere, sperando in bene.

P.S: * la locuzione "entrare nella coscienza" mi ricorda una barzelletta salace che
circolava quasi clandestinamente ai tempi della mia infanzia. Ve la racconto sintetizzandola. Tizio: "Il Duce ha affermato che il Fascismo è entrato nella coscienza degli Italiani!". Caio: "Non sapevo che il fondoschiena si chiamasse coscienza!".

Inviato da: raffa74 il Giovedì, 01-Mar-2012, 15:33
Il M.I.L. si presenterà alle prossime elezioni comunali in una lista civica unica insieme con il Movimento Gente Comune, mantenendo sempre il suo simbolo.
Chiunque fosse interessato a partecipare sia per il Comune che per le Circoscrizioni è caldamente invitato a contattarmi al num. 338 58 02 066

salùo
raffaele migliorini

Inviato da: Girumin il Giovedì, 19-Lug-2012, 16:44
Cari Amici,
Rileggendo le mie previsioni di oltre un anno fa rimpiango di non aver impiegato le mie qualita' divinatorie per giocare al Lotto, all'Enalotto ed a qualunque altro gioco d'azzardo: s'e l'avessi fatto sarei ricco sfondato!

Inviato da: Girumin il Lunedì, 22-Ott-2012, 19:19
Cari Amici,
sembra che il Governo voglia davvero fare sul serio: il progetto di accorpamento delle Provincie per sfoltirne il numero ha fatto un balzo avanti. Dopo verrà il turno dei Comuni: con il tempo e con la paglia maturano le mele! Intanto i Comuni cincischiano sull'IMU: probabilmente aspettano l'imbeccata dei satrapi locali - cioé i grandi elettori e guide occulte di sindaci illetterati e di giunte dilettanti - per decidere sull'aliquota IMU. Nel mio stramaledetto comunello del profondo entroterra, dove si respira aria di cinquant'anni fa (si può dire di annata!) e dove
imperano appunto dilettanti ed illetterati si tessono tele consorziali con grande fatica intellettuale per fare in modo che un domani non venga più in mente a nessuno di parlare di aggregazioni. È un triste spasso assistere da lontano....

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 14-Nov-2012, 19:31
Gli accorpamenti comunali sono sempre stati un "tabu" sia dei piccoli che dei grandi comuni. Perché? Secondo me proliferano dappertutto le mezze calzette che aspirano con tutta l'anima ad emergere sulla mandria per avere potere, possibilità di lucrare in qualsiasi modo e prestigio fasullo. Naturalmente ci sono anche rare persone oneste, capaci e soprattutto disinteressate che - come prescrive la Legge - mettono a disposizione i propri talenti per il bene della comunità. Ma oltre tutto le comunità di oggi non sono più come quelle di una volta per colpa della grande mobilità geografica di tutti, compresi i "foresti" per eccellenza, cioè i "comunitari" e soprattutto gli "extracomunitari". Quindi l'identità comunale ed il senso di appartenenza alla comunità si sono diluite fin quasi a scomparire del tutto. Il Comune-tipo, dal punto di vista sociologico, oggi può essere paragonato al condominio nel quale i vicini si conoscono tra loro solo di vista e si salutano a malapena - per obbligo di educazione - quando entrano insieme nell'ascensore, mentre sono prontissimi a litigare a spada tratta per le più futili inezie.
Perché faccio questa premessa? Semplicemente per sostenere il progetto di accorpamento, contando anche sul fatto che le difficoltà finanziarie nelle quali si dibattono comuni piccoli e male amministrati possono essere notevolmente attenuate dopo le fusioni. Navegna non sarà d'accordo: pazienza! Il tempo é galantuomo e - spero - mi darà ragione: vedremo sempre più comuni che vantano una fiera identità e sono popolati da cittadini dal deciso senso di appartenenza che falliranno miseramente o dovranno aumentare il carico fiscale. Daranno la colpa al solito Monti...

Inviato da: navegna il Giovedì, 15-Nov-2012, 11:02
Non sono contrario ai accorpamenti, se le popolazione danno il loro consenso, anzi, ma sono nemico viscerale delle fusioni coatte e di tutti contratti "senza ritorno" e senza via d'uscita, Prima cooperazione informale, come lo si fa già a livello delle scuole, poi passi formali e se si dovesse vedere l'opportunità d'una fusione, la si faccia , ma col consenso dei abitanti, e questo significherebbe referendum obligatorio. Nell'attuale situazione di mancanza di fiducia nelle autorità a tutti livelli, e si tratta d'una sfiducia fondata ed a piena ragione, non conviene seminare sospetti d'una volontà di ritorno a sistemi tipici del ventennio. Le mezze calze si leveranno di mezzo , se con decisioni democratiche si toglie il terreno sotto i loro piedi, mentre qualsiasi azione coatta destabilirebbe ulteriormente la società. Se una fusione comunale porta tanti vantaggi reali e pochi problemini, non ci sarà nessuna apposizione di rilievo, se invece venisse imposta, la cooperazione verrebbe sicuramente sabotata con tutti mezzi possibili.

Inviato da: Girumin il Giovedì, 15-Nov-2012, 16:51
D'accordo, caro Navegna, non voglio neanch'io le fusioni né qualsiasi altro provvedimento coatto. Il guaio é che da nessuna parte si accetta di mettere in discussione l'intoccabilità delle partizioni amministrativo-territoriali in vigore spesso dall'epoca del feudalesimo. Si evita di parlarne o si tronca sul nascere la discussione perché i centri di potere che una volta erano partitici ed ora sono di nuovo feudali non vogliono rischiare di perdere il potere stesso. Il popolo-bue
(purtroppo l'astensionismo e la sopportazione ad oltranza sono manifestazione di natura bovina sempre) si lascia facilmente convincere o subisce. La fiscalità comunale, diventata sempre più invadente ed insensata perché ad ogni costo deve racimolare mezzi di sopravvivenza a causa della precarietà e scarsezza delle rimesse statali, risente direttamente della disorganizzazione strutturale che affligge il territorio. In tempi di vacche grasse tutti i Santi aiutano: ora é necessario e sempre più urgente ristrutturare i Comuni per fare in modo che la fiscalità comunale non diventi insopportabile, peggio di quella statale.

Inviato da: Girumin il Sabato, 24-Nov-2012, 16:03
Cari amici, riporto integralmente dal Corriere della sera odierno (24.XI.2012)
una notizia concernente la proposta di fusione di cinque comuni emiliani.
La motivazione della scelta - che verrà sottoposta a referendum - é il fatto che appare certo un risparmio ingente sui costi amministrativi. Si tratta quindi d'un tema inerente la fiscalità comunale.
Vi esorto a leggere il breve articolo nonchè alcuni commenti dei lettori.

QUELLE "NOZZE" TRA CINQUE SINDACI
LA prima consultazione per chiedere ai cittadini di unirsi sotto un solo «campanile»Valsamoggia, Emilia: cinque paesi pronti a fondersi «per essere più forti». Domani il referendum

SAVIGNO (Bologna) - Tutti depressi, al bar Stella d'oro. «Un brindisi per il nostro ultimo giorno», è giù un altro calice di rosso. Ogni bicchiere è un addio, recitato con toni da melodramma che per fortuna si sciolgono in una risata. «In fondo non muore mica nessuno» dice il proprietario Adriano Nanni, che pure, a rigor di logica, sarebbe il capo dei trecento arditi che con le loro firme hanno cercato di fare fronte «al progetto contronatura», così lo definisce un volantino appoggiato sul bancone per attirare l'attenzione del viandante.

La Valsamoggia, tendente al rosso per fede politica, domani sarà chiamata a una scelta difficile. No, non quella . Un'altra, che riguarda solo i destini di questo stupendo angolo di Emilia, una manciata di paesi che dall'alta pianura a ovest di Bologna si arrampicano sulle ultime colline dell'Appennino verso Modena. «Bello, vero?», Augusto Casini Ropa, primo cittadino di Savigno, si compiace del paesaggio. «Magari questo matrimonio ci aiuterà a farci conoscere in giro». La metafora nuziale è leggermente forzata, ma tra i favorevoli alla fusione tra i comuni di Bazzano, Crespellano, Monteveglio (gente di pianura, vocazione industriale), Castello di Serravalle e Savigno (gente di collina, tartufi e altre prelibatezze ) gode di una certa popolarità. Nel suo piccolo anche questa domenica di provincia andrà ricordata. Michela Zanna, sindaco di quella Castello di Serravalle in possesso del maniero simbolo identitario della vallata, avverte il peso della prima volta. «In Italia non era mai successa una cosa del genere, altro che primarie». Nel Paese delle divisioni perpetue non si era ancora visto un referendum «inclusivo» che propone l'unione di cinque realtà diverse in un unico Comune da trentamila abitanti, una Valsamoggia 2.0 con cinque opzioni per il nuovo nome, da scegliere nel segreto dell'urna.

Succede qui, nella terra adottiva di Giuseppe Dossetti, che nel Medioevo fu teatro della battaglia per la Secchia rapita, all'origine dei rapporti ancora oggi poco cordiali tra bolognesi e modenesi. Ma se parli di vittoria sul campanilismo imperante, quelli della Stella d'Oro minacciano di annacquarti il vino. «Cherchez i soldi, insomma, la pilla», ride Nanni.
Sono tempi che funziona così, il portafoglio prevale sul sentimento, anche se dirlo è brutto. Ma l'unione tra i comuni della Valsamoggia è soprattutto una bella pensata per fare cassa e sfuggire alla scure dei tagli governativi. Tanto per cominciare la nuova creatura riceverà un obolo di avviamento pari a 18 milioni di euro, erogati da Stato e Regione. Nei prossimi due anni avrà la deroga al Patto di stabilità, che rimane l'incubo notturno di ogni amministratore, piccolo o grande che sia. Infine, con l'unificazione di giunte e consigli comunali si risparmierà una cifra stimata intorno ai quattrocentomila euro. «E così esulta Elio Rigillo, sindaco di Bazzano, «saremo anche i primi a ridurre l'Imu sulla prima casa e l'Irpef».

Le dimensioni contano e, in tempi di crisi, piccolo non è più così bello. I sindaci dei cinque Comuni, un pokerissimo Pd, si scambiano sorrisi da «tutti per uno» e intanto sognano di diventare il capoluogo della municipalità, segno che il campanile viene messo da parte per ragioni contingenti ma esiste ancora e lotta insieme a loro. I rivoltosi di Savigno sono già rassegnati alla sconfitta, annunciata da tutti i sondaggi. In questi mesi non l'hanno mai buttata sul becero, ma su argomenti rispettabili, come l'assenza di un vero progetto nel lungo periodo. «Non c'è progresso là dove si passa da cinque Feste dell'Unità a una sola» sbotta davanti a un altro calice Mario Postacchini, sosia perfetto di Gino Cervi, fede politica più a sinistra di Peppone. E davanti a questa inoppugnabile verità, ci si rimette per forza di cose al giudizio del popolo sovrano.

Marco Imarisio
24 novembre 2012 | 9:10
© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTI DEI LETTORI

24.11|14:49 CHIPIETRO
Speriamo siano in molti a seguire questo esempio. Non si possono tenere in vita comuni dei 200/300 abitanti o 2000/3000.

l'emilia al top

24.11|14:10 Lettore_2198017
io vivo a 5 km da bazzano ,è secondo me l'emilia è il top...........bravi complimenti

In attesa di eliminare i trasferimenti statali e dare autonomia impositiva.

24.11|12:58 Lettore_2082276
Bravi! Di gente di buon senso, ce ne vorrebbe un po' di più in Italia. Speriamo che la cosa prenda piede. Se diminuiranno le spese di gestione dell'amministrazione, ci saranno un po' più di soldi per far le cose serie.

Speriamo nel buon esempio

24.11|12:41 MC48
Sarebbe bellissimo unire comuni che duplicano o addirittura moltiplicano le risorse con il solo scopo di esistere. Penso in Liguria, la mia regione, all'assurdo caso di Albissola Mare e Albisola Superiore, due entità divise da un fiume ed ormai periferia di Savona. Oppure Chiavari e Lavagna nell'identica situazione geografica. Per non parlare della ridicola situazione dei Diano, cinque comuni con lo stesso nome e l'aggiunta di un suffisso per distinguersi (Marina, Arentino, Castello, ecc.) Tutti soldi cacciati via!

Emiliani sempre al TOP della buona amministrazione.

24.11|12:26 Massimiliano_Mirri
Se il centro e il sud d'Italia fossero come l'Emilia saremmo come la Germania e invece assomigliamo alla Grecia.





Inviato da: Girumin il Venerdì, 12-Apr-2013, 15:25
Si preannuncia una bella novità: la TARES. Una tassa, quindi, inedita e creata al solo scopo di fare cassain base a motivazioni opinabili - si dice - persino dal punto di vista costituzionale. Il tutto mentre vengono perpetuati estimi catastali stravecchi e ringiovaniti più volte, le aliquote sono alla mercé degli appetiti comunali e le false abitazioni primarie pullulano. Questa é, oggi, la fiscalità comunale che fa sopravvivere amministrazioni decotte di micro-comuni che negano l'accorpamento.

Inviato da: navegna il Domenica, 14-Apr-2013, 09:01
Caro Girumin, questa mala fiscalità non è monopolio dei microcomini, e nemmeno dei comuni d'Italia, ma una questione d'onestà o la mancanza di questa, ti ricordo ai "fallimenti" di comuni negli USA, ed in Germania.... comuni più grandi della liguria intera, anche qui in Ticino esistono comuni malgovernati e non sono fra i piccoli.
Non considero un tocca sana universale la fusione dei comuni e , anzi, considero deleteria qualsiasi fusione coatta, fonte di reciproco disprezzo all'interno del nuovo mostruoso costrutto antidemocratico.
Soltanto il ritorno a valori etici e morali, ormai cestinati e considerati superflui dal "neoliberismo" a et antimorale , può creare le premesse per amministrazioni comunali funzionanti in favore del bene pubblico e della socialità, ma per questo bisogna abiurare ai antivalori neoliberisti ed eliminare l'attuale tendenza a cleptocrazie, che si basano unicamente sul principio "una mano imbratta l'altra" dello scambio di luridi favore.
Posso sembrare di vecchio stampo, mi va anche bene, e ripeto : Senza ritorno ad una sana etica ed onestà, non ci saranno mai più amministrazioni comunali degne di questo nome.
saluo

Inviato da: Girumin il Domenica, 28-Apr-2013, 14:30
Caro Navegna,
capisco sempre meglio che parlare con te di fusioni comunali - anche non coatte - Ti fa venire l'orticaria (così si diceva una volta: ora si usa dire "ti provoca una reazione allergica). Ma la mia argomentazione é diversa: i comuni piccoli sono in difficoltà in questi tempi che vedono perfezionarsi tutti gli strumenti della politica amministrativa locale. Le comunità piccole soffrono quasi tutte da tempo di mancanza di mezzi finanziari e, di conseguenza, dopo aver aumentato fino al limite dell'insopportabilità tasse, tributi, canoni, balzelli, devono disattivare gradualmente i servizi. Con le economie di scala realizzabili nei consorziamenti si può ovviare fino ad un certo punto all'inconveniente. Si può migliorare di più - o peggiorare di meno - attuando le fusioni od accorpamenti. I Comuni piccoli, inoltre, mancano molto spesso di risorse umane valide perché diventano anticamere dei cimiteri ospitando quasi solo vecchi pensionati perché i giovani più intelligenti, ambiziosi ed intraprendenti - dove ce ne sono - migrano verso qualsiasi lido che offra loro possibilità di ascesa sociale. In Italia tutto ciò non viene tenuto in considerazione e si mantengono senza discussione, passivamente, entità territoriali-amministrative dimensionate come in epoca feudale e si pretende che possano tenere il passo con i tempi. Ti posso fare esempi di comuni la cui popolazione é dimezzata numericamente ed arretrata civilmente e rimasti entro confini tracciati in epoca feudale. Proprio nella Liguria che conosco. Nessuno si sbilancia, colà, a proporre fusioni perché i centri di rozzo potere locale si vedono minacciati dalla diminuzione delle "cadreghe". A ciò si aggiunga il degrado del senso morale imperante sulla traccia del malo esempio proveniente dall'alto:
la rovina - seppure lenta e graduale - é assicurata e non mancherà il bersaglio.

Inviato da: Girumin il Sabato, 04-Mag-2013, 14:39
L'abolizione dell'IMU sulla prima casa - sia villa principesca che tugurio - e la restituzione di quella pagata nel 2012 sono diventate la chiave di volta che fa stare in piedi il governo. Ciò perché un illuminato membro della "Grande coalizione" prese un impegno che gli consentì di comprare molti voti con i soldi degli Italiani.
A quel momento, però, la benemerita ANCI (Assoc.Naz.Comuni Italiani) non fece una piega. Oggi, invece, il presidente ANCI di allora, diventato ministro, si strappa i capelli per la disperazione perché con la perdita del gettito IMU quasi tutti i Comuni finirebbero sul lastrico. Credo che il male non sia l?IMU in sè, bensì la sua applicazione indiscriminata e indifferenziata. Non credo che possa esserci restituzione, mentre sono convinto che se verrà l'abolizione la seguirà l'invenzione di un'altra tassa.

Inviato da: navegna il Domenica, 05-Mag-2013, 10:42
Girumin, concordo pienamente, ed aggiungo...... paghino l'imi, o la tassa che la sostituirà anche la chiesa e le banche e fondazioni bancarie.

Inviato da: Girumin il Domenica, 05-Mag-2013, 16:01
Saranno così intelligenti i Comuni da rivedere con la necessaria severità i criteri
di troppo larga manica adottati spesso finora nel classificare primarie piuttosto che secondarie le abitazioni esistenti nella loro giurisdizione? Se questa IMU che, secondo il punto di vista sinistro della Destra dovrebbe salvare le famiglie e quello destro della Sinistra salvare le finanze dello Stato, verrà abolita per le abitazioni primarie gli incassi fiscali dei Comuni subiranno una batosta. Lo teme anche il nuovo ministro che fino a ieri - e forse anche oggi e domani - sedeva sul seggio di presidente dell'ANCI.

Inviato da: Girumin il Giovedì, 16-Mag-2013, 11:57
Non occorre avere l'infallibile memoria dell'elefante per ricordare che non molto tempo fa erano stati individuati circa DUE MILIONI di stabili "fantasma", cioè non accatastati, quindi abusivi. Il risultato era stato ottenuto mediante il rilevamento topografico di precisione con foto aeree da alta quota. I funzionari comunali, stando con i piedi per terra e la testa tra le nuvole non c'erano riusciti. Inoltre i criteri di applicazione dell'IMU sono iniqui - cioè "non equi" - perchè sussistono molti abusi di attribuzione abitazione primaria/secondaria ed i criteri di stima sono stati stravolti dai cambiamenti urbanistici. E poi i Comuni piangono miseria!
In alto si lavora col machete per far quadrare i totali senza badare a che gli addendi siano giusti.

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 17-Lug-2013, 18:26
Nonostante l'incremento astronomico delle imposte comunali i comuni piangono miseria. Questo succede da quando è stato lanciato il federalismo fiscale. Bel risultato! Vorrei aiutare chi di dovere a scoprire l'acqua calda, cioè ad informarsi del come funziona in Svizzera la fiscalità comunale. In Svizzera si pagano imposte di tre tipi: cantonali, comunali, federali (in ordine d'importanza). La dichiarazione dei redditi per le imposte cantonali fornisce la base per graduare le tre imposizioni.
Prima di tutto viene calcolata l'imposta cantonale, che tassa i redditi e la sostanza (tassa patrimoniale); l'imposta comunale si ottiene moltiplicando la cantonale per un coefficiente - detto moltiplicatore comunale - che solo rarissimamente supera l'unità; l'imposta federale viene calcolata su una piccola parte dei redditi e rappresenta circa il 20% della cantonale. in totale la pressione fiscale si aggira sul 30%. In altre parole:il cittadino lavora per circa tre mesi per pagare le tasse. In questo caso il federalismo fiscale funziona!

Inviato da: Girumin il Lunedì, 02-Set-2013, 16:39
In questi giorni si discute accanitamente d'imposte comunali, evocate dall'aborrita IMU e dalla misteriosa TARES. Il governo naviga a vista alternando i progressi di marcia con scatti da gambero. L'ineffabile Cavaliere nella sua campagna elettorale s'era impegnato, nell'eventualità d'una vittoria, ad abolire l'IMU ed a restituire gli importi pagati a tale titolo. Siccome hanno vinto tutti e tre i partiti di massa, sono state lanciate le "Larghe intese" ed il governo che mette insieme cani e gatti s'é sentito imporre l'aut-aut dal sullodato cavaliere: "via l'IMU od elezioni subito"!. Raggiunto faticosissimamente un accordo rabberciato, ma privo del promesso rimborso, tutti hanno cantato vittoria a diversi titoli; ma chi registra una perdita secca sono i cittadini AIRE. Infatti, con l'istituzione dell'IMU - opera P.d.L. - si sono visti riqualificare le case che posseggono in Italia da abitazione primaria a residenza secondaria. Il ragionamento che giustificava la prima qualifica venne
capovolto così: l'emigrato AIRE che ha una casa in Italia e la tiene a disposizione propria per rientri saltuari qualifica tale abitazione come primaria: se é emigrato, però, risiede all'estero dove ha la sua abitazione primaria, quindi la casa in Italia é residenza secondaria, per definizione sfitta. Amen! Per lui l'IMU non viene abolita e tutte le tariffe vengono maggiorate, come per tutti gli stranieri che, amando l'Italia, l'hanno eletta a terra di vacanza. Il cittadino AIRE può scegliere tra il chiedere pietà e chiudere bottega; i Comuni hanno pieni poteri se graziare gli stolti che rimangono attaccati alle radici o meglio spennarli perché giudica siano Paperoni. In certe regioni soprattutto meridionali gli AIRE sono persino in numero maggiore dei residenti stabili, in altri sono rari o addirittura assenti: Stato, Regioni e Province delegano i Comuni a sentenziare, promuovendo la più mirabile eterogeneità di soluzioni. Evviva!

Inviato da: Girumin il Venerdì, 06-Dic-2013, 10:22
Sono trascorsi più di tre mesi dal mio ultimo "pizzino" e si ripetono a raffica le sorprese - sempre negative - connesse alla tassazione degli immobili. Il governo mette in grave imbarazzo non solo i contribuenti ma anche i Comuni, tutti alle prese con i bilanci preventivi. Evviva!

Inviato da: Girumin il Martedì, 10-Giu-2014, 15:26
Quando finalmente gli illusi reggitori dei piccoli comuni arriveranno a capire che piccolo è debole, squattrinato, stupido? La riprova di quest'ultimo attributo l'abbiamo di questi giorni, in cui si scopre che solo un'esigua minoranza di amministrazioni comunali è riuscita a determinare l'aliquota della TASI (o TARI o ICU: chissà?). Hanno un bel consorziarsi nella gestione di alcuni servizi! Invito i miei ventiquattro lettori a cercare nei siti comunali sotto la rubrica "Salvaguardia della privacy" (o giù di lì) l'ammontare di stipendio ed indennità degli impiegati e funzionari comunali: io vi ho scoperto che in un comune di 876 abitanti - tanti, tanti - il segretario comunale percepisce 79.800
( dico quasi OTTANTAMILA !) € di emolumenti, cioè circa la metà di quello che incassa un suo collega in servizio in una città non piccola. Lo sanno i politici in Parlamento? Io dico che non possono non saperlo, ma che se ne stropicciano.

Inviato da: Girumin il Lunedì, 01-Set-2014, 16:30
Cari Amici,
come di certo sapete, esiste una benemerita Associazione dei Comuni Italiani
(A.C.I., o giu di lì) che è una micidiale LOBBY schierata in difesa degli interessi particolaristici di quelle entità amministrative di terzo o quarto livello, preposte alla gestione/amministrazione diretta del territorio: i COMUNI, che una volta erano soggetti al controllo delle Prefetture, fino a quando un'improvvida riforma costituzionale, intesa a predisporre l'introduzione del federalismo, le rese SOVRANE assolute. Tale sovranità potrebbe essere salutare ed efficiente nel caso di Comuni popolosi, ma vale anche per comunelli di poche decine di abitanti, nei quali la carica di sindaco finisce per essere assegnata ad un semianalfabeta che rischia di scambiare il comune per la propria stalla (senza offesa per tutti i bergamini, stallieri e mandriani). Costui, nel migliore dei casi, governa paternalisticamente e, se non ha il pelo sullo stomaco lungo qualche metro, finisce in balìa delle cricche locali o forestiere. A parte l'ignoranza e l'impreparazione degli eletti, nei comunelli deve prestare la propria opera un SEGRETARIO diplomato e nominato, che percepisce emolumenti la cui entità deve rispettare le tabelle statali degli stipendi, senza tenere conto delle risorse del Comune. Così succede che un comunello di mia conoscenza, con meno di 900 abitanti, retto da una giunta di villici deve pagare circa 70.000 € annui ad un segretario veterano ridotto a "yesman". In questo caso sarebbe imperativo accorpare il comunello ad altri circonvicini a formarne uno grande: ci provò il governo Monti, ma fu zittito. Ora le disposizioni in materia edilizia comprese nel pacchetto "SBLOCCA-ITALIA" propongono più o meno quello che io - Girumin - vado predicando da tempo: la liberazione da oneri urbanistici per tutti i lavori di ristrutturazione, frazionamento ecc...
Speriamo che il progetto diventi decreto e poi legge !! Dopo s'inventeranno altri balzelli equivalenti o peggio. Così è.

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 17-Set-2014, 17:37
La benemerita associazione dei Comuni italiani si chiama ANCI: Ass.Nazionale Comuni Italiani: la volta scorsa mi sfuggiva la sigla giusta. Si vede che i suoi emissari lavorano nel sottobosco perché
non è ancora passata alla firma del Presidente della Repubblica. A volte succede - si mormora - che provvedimenti spiacevoli per qualcuno si perdano nei meandri della burocrazia.
Intanto migliaia di amministrazioni comunali stanno ponzando sulle aliquote da fissare per ne nuove imposte: era fissato un termine, ma
l'operazione era troppo impegnativa per i dilettanti cui l'elettorato incosciente ha affidato il compito di amministrare. Boh!

Inviato da: Girumin il Mercoledì, 15-Ott-2014, 18:39
Due notizie recenti, relative alla fiscalità comunale m'hanno colpito. Le ho colte al volo da notiziari televisivi. La prima: si sta diffondendo l'andazzo di rendere inagibili o di demolire edifici rurali per non dover pagare la TASI. Commento: Forza ragazzi! Quei proprietari si comportano come il famoso marito che, per fare rabbia alla moglie, si evirò. La seconda: il Commissario alla "spending review" Cottarelli ha dichiarato con enfasi che 8000 comuni per l'Italia sono troppi. Commento: ha scoperto l'acqua calda! Tutti coloro che non sono d'accordo alzino la mano.

Inviato da: navegna il Domenica, 19-Ott-2014, 10:41
Sarà forse voluto? Demolizione di edifici rurali storici per far posto ad opere speculative?
Ulteriore devastazione della cultura rurale.
Ulteriore concentrazione d'ogni attività nelle città
Non mi meraviglierebbe minimamente. Se poi le devastazioni e demolizioni partono d'inniziativa privata, lor signori si lavano le mani. Caro Girumin, sarò , forse, poco gentile, ma quel che vedo, mi porta a pensare male, molto male e emo di non sbagliare.

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