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Piano-casa, Ipotesi
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 05-Giu-2009, 19:55
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Cari Amici,
mi fa molto piacere vedere che finalmente esprimete le Vostre opinioni trasformando il mio monologo in un dibattito. Non parliamo più di "Piano-casa", bensì discutiamo sulla necessaria riforma-liberalizzazione della legislazione regionale sull'edilizia. Il cosiddetto p.-c. sta avviandosi all'approvazione in Lombardia, ma non può rappresentare un modello per la Liguria che già da molti anni è dominata dal turismo (sarebbe più giusto dire "colonizzata"). Le nostre amministrazioni comunali - nella opinabile convinzione di fare il bene della gente locale - assecondano la tendenza deleteria ad arricchire il patrimonio immobiliare con le seconde case dei padani illudendosi di trarre solo vantaggi dalle maggiorazioni dell'ICI e di tutti i tributi locali che colpiscono i proprietari "foresti". Forse non hanno capito d'aver drogato il mercato immobiliare al punto che i prezzi delle case sono arrivati ad eguagliare spesso quelli vigenti sulla non lontana Costa Azzurra in contesti paesaggistici e civili (servizi, vivibilità ecc...) tutt'altro che inferiori. Le vicissitudini degli Abruzzesi-Aquilani ci mostrano - oltre tutto - che
i proprietari delle seconde case terremotate pretendono di essere risarciti alla pari degli abitanti residenti. Tra stranieri, italiani d'altre regioni ed emigrati il parco immobiliare dei "foresti" in Abruzzo non credo possa essere numericamente superiore a quello della Liguria, ma rappresenta già un problema serio. La Liguria
non è immune dal rischio sismico (terremoto di Diano Marina 1887 docet!): che cosa potrebbe succedere dopo uno scrollone anche meno forte di 5 gradi Richter?
Meditate gente!
 
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SPQI
Inviato il: Sabato, 06-Giu-2009, 00:00
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Caro Girumin, forse entrambe denunciamo un cattivo modo di agire ma due punti di vista differenti e trovo che forse però ve ne sia un terzo, molto più distante da entrambe e ad essi in opposizione.

Anche da altri scritti mi pare di capire che lei abbia una (o più?) casa in Liguria, pur vivendo distante e ciò che la irrita della faccenda è che i comuni si approfittino delle seconde case dei foresti per infierire anche su quei liguri che magari a casa ce l'hanno sempre avuta e, per necessità, ne hanno una anche nel luogo ove risiedono: lontano dalla terra natìa.

Non so se ci ho azzeccato ma ad ogni modo, è certo, nel discorso seconda casa una tale eventualità sarebbe da tenere presente perchè non rara nella nostra terra.

In terza istanza ci sono proprio quei foresti per i quali le nostre amministrazioni si sono calate le braghe, anzi le hanno fatte calare al nostro territorio, tanto bello quanto delicato e...franoso.
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 06-Giu-2009, 18:59
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Caro SPQI,
giuste osservazioni le Sue. È necessario che chiarisca la mia posizione. Sono un Italiano AIRE, cioè iscritto in un certo Comune ligure all'anagrafe dei residenti all'estero. Sono proprietario della casa che fu costruita (ed abitata dai miei antenati ed infine anche da me) nel XV secolo: vorrei riattarla, cioè migliorarne l'abitabilità e restaurarla (perchè rischia di andare in malora) onde potervi trascorrere qualche mese ogni anno, mandarvi i miei figli, ospitarvi i miei amici "foresti". Il benemerito Comune pretende d'impormi il pagamento di oneri
urbanistici qualificando come RISTRUTTURAZIONE gli indispensabili lavori di
restauro conservativo e manutenzione straordinaria. Senza l'aggressione del Comune avrei già trascorso almeno metà degli ultimi dieci anni - quelli della quiescenza - in Liguria nella mia abitazione primaria italiana (per la quale pago ICI, TARSU e tutti gli altri tributi). Siccome non ho mai rubato in vita mia non mi lascio derubare.
 
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zena féin
Inviato il: Martedì, 09-Giu-2009, 10:48
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Cari iscritti al forum,
è tempo di vedersi un pò!!
che ne dite??
lunedì 15/06/2009 è previsto un incontro dove tutti potranno dire la loro...


TEMI DELLA RIUNIONE:

_DISCUSSIONE SU RISULTATI ELETTORALI LIGURI/ITALICI
_DISCUSSIONE SUL PRESENTE DEL MOVIMENTO
_DISCUSSIONE SULLE ELEZIONI REGIONALI 2010

salùo
 
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SPQI
Inviato il: Martedì, 09-Giu-2009, 22:55
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Patriota Ligure
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Ci sarò
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 11-Giu-2009, 20:10
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Cari Amici,
tutto ciò che vado esponendo deriva da esperienza diretta mia e di molti conoscenti ed amici. non sono fole d'un "Bastian contrario" che protesta.
Non abbiamo ancora la Repubblica Ligure, ma solo la Regione Liguria, che però
può gia adoperarsi con le Sue Leggi a rendere meno difficle la vita a noi tutti.
Ribadisco d'essere convinto che sia indispensabile una liberalizzazione/riforma
del complesso di leggi che riguardano l'edificazione e l'edilizia in Liguria. Il mercato delle case è stato "drogato" dall'invasione delle abitazioni secondarie (cfr. il dibattito sui "Letti freddi" che lanciai tempo fa) provocando l'ascesa dei prezzi delle case a livello assurdo e soprattutto tale da rendere difficilissimo il reperimento di
dimore ai residenti meno che milionari. Suggerii - e con me altri condivisero l'idea -di attuare in campo regionale una consistente maggiorazione di tasse e tributi sulle
abitazioni secondarie per indurre i proprietari a disfarsene: le conseguenze consisterebbero in un incremento generalizzato iniziale di entrate fiscali per tutti i
comuni più o meno rapallizzati, seguito da un diluvio di vendite immobiliari che
farebbe scendere a livello ragionevole il prezzo delle case. Sarebbe poi indispensabile azzerare l'enorme contenzioso pendente avanti ai TAR con una sanatoria e cancellare dal lessico legislativo il termine ed il concetto di ristrutturazione. Nella prossima puntata spiegherò quanto sia ambiguo e suscettibile di interpretazioni opinabili ed imprevedibili nell'Art.31/d L. 5.8.78 n.457
ora vigente.
 
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zena féin
Inviato il: Venerdì, 12-Giu-2009, 10:08
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 12-Giu-2009, 13:21
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Mi spiace di non poter aderire all'invito che Zena Fein ripresenta qui (forse perchè è il campo della discussione più gettonata): verrei molto volentieri se fossi meno lontano. Vi suggerisco in ogni caso di parlare molto di case, con o senza piano perchè è un argomento scottante, oltrechè sempre di attualità.
Vorrei avviarmi alla conclusione del mio ciclo di messaggi (che inaspettatamente
non ha provocato reazioni significative) riportando testualmente il famigerato Art. 31/d Legge 5.8.78 n°.457 - Legge italiaca - riguardante la Ristrutturazione edilizia.
>>Si qualificano opere di ristrutturazione edilizia (in seguito abbrev. R.E.) gli interventi volti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio tutto od in parte diverso dal precedente. [Elementare Watson!].
>>Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. [Di bene in meglio!]
>> Sono da ricomprendere nell'ambito della ristrutturazione edilizia:
a) la demolizione e fedele ricostruzione d'un fabbricato esistente del quale siano documentati la originaria consistenza planovolumetrica ed i relativi caratteri tipologici, formali e strutturali, intendendovi per fedele la ricostruzione che non si discosti dal sedime, dalle dimensioni e dai suddetti caratteri propri dell'organismo preesistente;
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le opere volte al mutamento di destinazione d'uso, quando comportino una trasformazione degli elementi strutturali, tipologici e funzionali dell'edificio;
c) gli ampliamenti eccedenti quelli contenuti entro le soglie predeterminate dallo strumento urbanistico generale, purchè non costituenti nuove costruzioni;
d) le opere che determinino l'incremento della superficie lorda di piano mediante la costruzione di soppalchi di cui all'art.32/2, ovvero mediante la modifica dell'altezza interna utile.
[Allelujah!].
Mi sembra prodigioso che un siffatto, immondo pastrocchio linguistico-concettuale sia sopravvissuto al logorio della prassi legislativa per oltre vent'anni. La sua chiarezza sfolgorante consente interpretazioni che vanno da "svuotamento completo dell'involucro d'ambito (tipo zucca di Halloween)" a "piantare un chiodo su una parete per appendere un quadro". Lo si desume dalla sconfinata varietà di applicazioni in tutta Italia e dalla milionaria mole di cause avanti ai TAR per
divergenze fra cittadini ed enti locali. Comincino i nostri reggitori conterranei ad avvicinarsi all'indipendenza cancellando dai codici un obbrobrio simile!
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 16-Giu-2009, 10:48
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La prossima volta commenterò le amenità dell'Art.31/d di cui sopra. Ora vorrei limitarmi a due osservazioni. Prima: ho scoperto per caso che la Giunta regionale
può "esimersi dal recepire la necessità d'un piano-casa". Il governo centrale è di centro-destra, quello regionale è di centro-sinistra, quindi...Speriamo che non si esima. Seconda: possibile che tra gli "habitués" di questo Forum non ci sia nessuno
intenzionato ad interloquire? Un amministratore pubblico, un praticante di politica locale, un avvocato? Lancio un appello: uscite allo scoperto! Dite la Vostra!
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 23-Giu-2009, 10:44
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Mi rivolgo ai miei soliti 24 lettori - modestamente - come il Manzoni. Voglio commentare oggi l'Art.31/d Legge 5.8.'78 n°.457 per far capire come sia possibile ai Comuni esosi pretendere oneri urbanistici per ristrutturazione di immobili. Sgomberiamo il campo da altre fattispecie che comportano oneri urbanistici, cioè
i "frazionamenti" ed i "cambiamenti di destinazione". Se da un appartamento grande ne ricavo due piccoli mediante un modesto intervento muratorio eseguo un "frazionamento", ma non è detto che aumenti il "carico abitativo", tuttavia l'esazione del balzello "oneri urbanistici" (che d'ora in poi designerò OU) sarebbe dovuta,
anche perchè il sullodato Art.31/d lascia intravvedere una simultanea "ristrutturazione" (che d'ora in poi chiamerò R). Se svuoto uno sterminato casamento già adibito a filanda per inserirvi un rosario d'appartamenti, residenziali o di vacanza, eseguo un "cambiamento di destinazione", che - ad abundantiam, affinchè non abbia la minima possibilità di sfuggire alle gabelle - cade anche sotto la definizione di R data sopra. Se parimenti da una stalla con fienile ricavo un appartamento di vacanza eseguo pure un "cambiamento di destinazione" e come nell'esempio precedente provoco un aumento del "carico abitativo" influente sull'urbanistica, quindi gli OU sono legittimamente dovuti. Veniamo finalmente alla R pura e semplice. I primi due capoversi del sullodato Art.31/d spiegano in burocratese che la R equivale ad un terremoto: ad esempio ricavare da un turrito maniero, diligentemente svuotato, un residence di gran lusso di cinquanta appartamenti. Lo ribadisce il primo paragrafo del terzo capoverso. E fin qui siamo d'accordo: si può tranquillamente convenire che l'urbanistica comunale sia coinvolta. Gli enunciati successivi, però, lasciano capire tutto ed il contario di tutto, al punto che - come ho già detto scherzando - piantare un chiodo su un muro per appendervi un quadro può essere R in quanto è "inserimento di un "nuovo impianto". I Comuni... spiantati ne approfittano. Sarebbe molto meglio perciò cancellare il concetto astruso di R con i connessi OU perchè tanto i Comuni - spiantati o no - hanno una pingue rivalsa nella nuova classificazione catastale che di regola rivaluta verso l'alto il reddito catastale. Il resto alla prossima puntata.
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 29-Giu-2009, 13:56
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Gli OU costituiscono il risarcimento dovuto dovuto ai Comuni da chi provoca, con le proprie iniziative edili, un aumento del "carico abitativo" tale da ripercuotersi sulle infrastrutture di urbanizzazione primaria, cui deve provvedere il Comune (viabilità, rete acquedotto, rete fognaria ecc...). L'ambiguità della legge unita all'esosità dei Comuni spiantati fà sì che le prassi sia amministrativa comunale che giudiziaria dei TAR rendano legittima l'imposizione degli OU su qualsiasi benchè minima rimodulazione interna delle abitazioni. Anche senza incremento del volume abitabile. In definitiva non è precisabile il limite inferiore della R.
Tale ambiguità provoca uno sterminato contenzioso: migliaia di cause
che costano al cittadino incalcolabili perdite di tempo e di denaro, se sceglie di stare in lite, oppure manovre corruttive a beneficio di tecnici
od amministratori di manica larga.
Ecco perchè auspico la cancellazione della fattispecie RISTRUTTURAZIONE.
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 01-Lug-2009, 11:37
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Rieccomi! La volta scorsa m'ero incamminato erroneamente sulla "risposta rapida"
onde avevo dovuto scegliere d'essere rapido. Riassumo quanto ho scritto a ruota libera dal 20 Marzo in poi. Il succo è questo: a rigor di logica un tributo (=tassa, imposta, gabella ecc..) è dovuto alla comunità - non solo per la legge, ma anche per il buon senso che ne promuove l'accettazione - quando serve a pagare un servizio prestato dalla comunità al contribuente. Così - dico io - gli OU sono dovuti per un nuovo fabbricato ed anche per ogni trasformazione di fabbricati esistenti che comporti aumento del carico abitativo, quindi spese a carico del comune per le infrastrutture primarie. Non sono dovuti - secondo me - quando rimodulo internamente la mia unità abitativa senza aumentarne il volume e la rendo più confortevole e adeguata agli standard abitativi odierni. Non così è per la legge, per i TAR e per i Comuni, spiantati o no. Qui si dovrebbe riformare o liberalizzare con il cosiddetto piano-casa regionale (che non arriva mai!). Basta OU sulle RE!
Vorrei ora toccare il tasto dolente dell'edificabilità in Liguria, in alcune zone della quale è pesantemente condizionata dalla scarsezza di aree edificabili, sia per ragioni urbanistiche - saturazione edilizia dei centri abitati - sia per la tutela del paesaggio. Si dice che in tutta Italia esistono 8 milioni di abitazioni in esubero
(seste, quinte, quarte, terze, seconde case, abbandonate, ruderi ecc...). Se fosse possibile e non complicato riciclarle mettendole sul mercato a prezzi ragionevoli e senza trappole fiscali si ovvierebbe alla pretesa necessità di occupare senpre nuove aree edificabili (o rese tali artatamente). Il rimedio potrebbe consistere, secondo me, nell'adozione del "sistema inglese" della vendita a tempo. Spiegherò meglio nella prossima puntata: per ora porto un esempio. Io "vendo a tempo" una mia casa: fra 100 anni ritornerà mia. L'acquirente la tiene per 30 anni, quindi chi l'acquista da lui potrà rimanerne proprietario per 70 anni: di conseguenza il prezzo sarà decurtato. E così via fino al compimento del secolo con progressiva diminuzione del prezzo fino all'azzeramento. Il mercato immobiliare diventerebbe più aperto e molto dinamico.
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 09-Lug-2009, 14:49
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Vorrei fare una rapida digressione sul tema dei tributi da me toccato incidentalmente in una delle puntate passate. L'occasione m'è data da una notizia fresca fresca di ieri. Il governo della Repubblica e Cantone del Ticino
(Svizzera) aveva messo in vigore l'imposizione d'una tassa "una tantum" ai proprietari di cani e gatti, motivandola come pagamento anticipato e generalizzato del costo della cremazione dei resti mortali delle amate bestiole. Quaranta franchi (=ca. 25 €) che sono stati aggiunti ai 50 della tassa annuale in vigore - si fa per dire - da sempre. All'invio delle apposite bollette esattoriali s'è vista una ferma e civile levata di scudi collettiva dei tassati mediante lettere di reclamo ai giornali. Il Governo ha perciò fatto "marcia indietro" annullando la tassa ed impegnandosi a restituire l'importo a chi l'avesse già pagato e ad inviare nuove bollette esattoriali a tutti. Come succede sempre in casi analoghi, la restituzione sarà fatta molto rapidamente. Era una tassa assurda ed esosa, benchè quasi irrilevante: l'Autorità ha capito e provveduto a rimediare. Questo succede in Svizzera (dove ho la fortuna di essere domiciliato): succederebbe in una qualunque regione italiana?
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 16-Lug-2009, 19:43
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Dalla stampa quotidiana sia cartacea che elettronica mi risulta che il traguardo del Piano-casa è stato tagliato finora dalle Regioni seguenti: Toscana in Maggio, Umbria il 17 ed Emilia-Romagna il 30 di Giugno, nonchè dalla Provincia autonoma di Bolzano (tutte amministrate da giunte di centro-sinistra. All'inizio del corrente mese di Luglio s'è aggiunta a tale eletta schiera anche il Veneto (primo fra le Regioni affidate al centro-destra) mentre in Lombardia il Consiglio regionale si appresta in questi giorni a discutere ed approvare il suo testo di legge "Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per l'utilizzo dell'edilizia sostenibile", alias Piano-casa. "Tot regiones (quatuor!), tot leges quatuor": pochine! Presto (!?) dovrebbe seguire la nostra Liguria. Sono trascorsi cinque mesi dai primi roboanti e demagogici annunci governativi di chiaro stampo elettorale, che promettevano una gragnola di milioni per raggiungere ghiotti obiettivi spazianti dalla casa-facile per le giovani famiglie alla drastica semplificazione burocratica per i cittadini e naturalmente anche le amministrazioni locali, i tecnici e le imprese. Se fosse facile accedere ai testi messi in vigore li commenterei subito, ma non è possibile. Lo farò appena mi sarò informato meglio. Intanto, a tutela della correttezza linguistica osservo che per aprire una busta si può utilizzare un coltellaccio da macellaio, ma per aggiornare l'arte edificatoria è giusto attuare i principi dell'edilizia sostenibile. Per concludere il pistolotto odierno osservo che la sostanza di queste disposizioni legislative tanto attese sembra consistere principalmente se non esclusivamente nella possibilità di maggiorare entro certi variegati limiti la volumetria delle case uni/bi-familiari: ciò che rientrava nella accezione della famigerata RE (=ristrutturazione edilizia) soggetta a concessione onerosa, cioè al pagamento dei mai abbastanza stramaledetti OU (=oneri urbanistici). Nessuno dice se tra le grandi novità apportate dal magnifico piano compaia la riduzione o l'abolizione degli OU.
Chi vivrà vedrà. Chi vive sperando muore cantando!
Bye-bye. (alla prossima)
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 23-Lug-2009, 13:42
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Il languore estivo ha colpito anche questo forum, perciò mi sento in dovere di rilanciare il mio monologo (che è sempre più gettonato !). Negli ultimi giorni la Lombardia ha messo in vigore la sua legge per il rilancio dell'edilizia abitativa e lo Stato il piano di sussidiamento dell'edilizia popolare (100.000 abitazioni in 5 anni). Tanto per fare un confronto, nel periodo 1995-2006 gli oltre 6.000 Comuni italiani (TROPPI!) hanno approvato progetti per 3.000.000.000 mc ca. tre miliardi) d'immobili abitativi, corrispondenti a 10.000.000 di abitazioni di 100 mq. Ho già detto che da "voci di caruggio" risulta che in Italia esistono già 9.000.000 di abitazioni in esubero rispetto alla necessità: quindi il problema non è costruire nuove case in massa, bensì renderle accessibili a chi ne cerca. La costruzione di nuove case è da sempre la pacchia dei manipolatori di aree fabbricabili che vengono inserite nei piani regolatori come "verde pubblico" o "servizi" e con un colpo di bacchetta magica hoplà diventano pregiate zone edificabili se sono proprietà di bustarellari amici degli amici. Non è sempre così, ma...buona parte sì. Inoltre le nuove costruzioni portano alle casse comunali gli OU pieni, le RE invece li portano ridotti. Siccome l'incentivo fiscale è lo strumento da sempre idoneo - come ci insegna la storia - a frenare certe attività maggiorando la pressione fiscale ed a stimolarne altre riducendola, basterebbe - secondo me - aumentare gli OU sulle nuove costruzioni - specie se sono abitazioni secondarie - ed azzerarli per quelle che la legge vigente chiama RE, le proteiformi e sempre stramaledette ristrutturazioni edili. Il popolo degli straccioni - cioè l'Italiano - che vive e prospera con redditi imponibili per l'80% inferiori a 26.000 € - si scatenerebbe a riattare, restaurare, ristrutturare, valorizzare il patrimonio edilizio esistente invecchiato. I Comuni potrebbero rivalersi sui nuovi redditi catastali, aggiornati sempre al rialzo. Concludo con una considerazione desolante: è stato scoperto il DINIEGO-ASSENSO che consente alle amministrazioni comunali di dissociarsi dal PC senza esprimere una motivazione. In tal modo sono follemente favorite le giunte costituite da semianalfabeti (sembra che purtroppo ve ne siano, perchè l'eleggibilità prescinde dal grado d'istruzione) e due proprietari di case a cavallo d'un confine comunale si potranno trovare in condizioni molto diverse per quanto riguarda la fruibilità di quel poco o tanto di buono che il PC vorrebbe dispensare. Con la devolution è stata realizzata la riduzione ai minimi termini non solo dell'Italia, ma di ogni regione. Franco lo sa, ma molti ignorano che "riduzione ai minimi termini" non è il rimpicciolimento estremo d'una entità, bensì la sua scomposizione nella serie dei fattori primi del cui prodotto è il risultato. Si ritorna alla Italia dei Comuni del profondo Medioevo, con la differenza negativa che oggi capita impunemente che lo Statuto comunale venga eluso, mentre sarebbero stati guai nelle magnifiche comunità d'antan se un reggitore pubblico ne fosse stato responsabile. Abbiamo toccato il fondo? Speriamo! Nella prossima puntata rilancerò l'argomento del diritto di proprietà temporaneo.
 
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