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Piano-casa, Ipotesi
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 20-Mar-2009, 18:11
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Del Piano-casa s'è detto tutto ed il contrario di tutto. Oggi - 20.3.2009, inizio di Primavera - sarà approvato in C.d.M. e domani sarà dato in pasto all'Italia.
Prima che venga divulgato il testo ufficiale vorrei proporne la versione che mi sembra più ragionevole ed attuabile, così come la presentò in modo estemporaneo l'anno scorso l'On.Tremonti:<< Ad ogni proprietario di abitazione primaria sia concesso di rimodulare gli spazi interni - solo interni! - dell'alloggio senza dover pagare i famigerati "oneri urbanistici" che ora ogni comunello famelico e non pretende d'imporre su qualsivoglia intervento edilizio benchè minimo definendolo "ristrutturazione.>> Si eviterebbero - lasciando immutato l'involucro dei muri d'ambito - tutte le complicazioni connesse all'estetica architettonica e paesaggistica che ora parrebbe si voglia far dirimere dalle Soprintendenze, già oberate di compiti sproporzionati alle loro risorse umane e materiali. Sottrarre ai Comuni, almeno per le presenti circostanze di crisi , l'onnipotenza in fatto di licenze edilizie sarebbe una innovazione salutare per i cittadini ed una notevole semplificazione delle procedure burocratiche. Altro provvedimento che mi pare particolarmente adatto per la nostra amata Liguria dovrebbe essere l'aumento sensibile del carico fiscale - tasse, imposte e tributi - sulle case secondarie (i cosiddetti "letti freddi") per impinguare le casse comunali e contemporaneamente indurre molti foresti a venderle: la ricca offerta provocherebbe il calo dei prezzi immobiliari cosicchè molti Liguri potrebbero trovare casa a prezzo ragionevole in quei comuni "rapallizzati" oggi a loro inaccessibili. Videant Consules!
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 26-Mar-2009, 20:38
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È trascorsa una settimana ed il piano-casa è ancora...ai piedi della scala perchè
l'hanno bloccato quelli che tengono il coltello per il manico. È stato strombazzato troppo presto! Bisognava prima consultare l'esercito dei poteri locali che lucrano direttamente e non sempre equamente sul mercato edilizio. Non lo sa il Premier che dopo aver caricato qualcuno di poteri per delega dall'alto ed averlo liberato dall'imbarazzo di controlli, censure e veti lo si rende onnipotente? Ora si può affermare tranquillamente che IL SINDACO HA SEMPRE RAGIONE. Sono curioso di vedere come andrà a finire, considerato che - fra l'altro - la semplificazione burocratica cui mirerebbe il sullodato piano-casa per essere efficace deve privare gli enti locali delle armi più affilate di cui dispongono per lucrare ricattando i cittadini. (Qui molti leggono, nessuno interloquisce).
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 02-Apr-2009, 11:35
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È trascorsa un'altra settimana ed è uscito finalmente il "Piano-casa": la montagna ha partorito il topolino. Il Governo crede di aver dato vantaggi ai cittadini limitando le pastoie burocratiche ma non tiene conto d'una realtà inconfutabile: "Il Governo propone, il Comune dispone. Le leggi ambigue e farraginose, le procedure esposte agli intoppi truffaldini non si migliorano d'imperio con un tratto di penna come faceva Napoleone. Chi vivrà vedrà!
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 08-Apr-2009, 12:15
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Errore! È trascorsa un'altra settimana e...siamo ancora ai piedi della scala. Il terremoto d'Abruzzo ha aggiunto argomenti sostanziosi alla discussione.È in pieno svolgimento il "mercato delle vacche" tra Stato e Regioni con l'appoggio dei Comuni. S'era accennato a dimezzamento degli oneri urbanistici, poi al dilagare dell'autocertificazione...Senza dover interpretare i segnali della sfera di cristallo vedo nel futuro un'impennata del già ingentissimo contenzioso perchè i Comuni - sotto la minaccia di perdere parte delle loro prrebende legittime ed abusive - si prodigheranno nei controlli e largheggeranno nelle denuncie intimidatorie e ricattatorie. Così i TAR riceveranno un indesiderato supplemento di lavoro.
Per concludere osservo che quanto si discute nelle stanze dei bottoni oggi avrebbe dovuto essere discusso senza clamore molto tempo fa, prima di annunci roboanti e fuorvianti. Niente di più sconclusionato.
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 15-Apr-2009, 13:56
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Mi sembra d'essere diventato un oratore del famoso Hyde Park Corner che conciona: ma qui molti curiosi leggono e nessuno interviene. Eppure qualcuno dei miei 24 lettori può essere d'accordo con le mie osservazioni. Presto sarà trascorso un mese non dall'inizio dei clamori sul "Piano-casa", bensì dal mio primo messaggio critico eppure non è stato ancora raggiunto alcun accordo ufficiale e definitivo. L'impressione è che alla fine assisteremo o parteciperemo ad un nuovo, scandaloso pseudo-condono mascherato che complicherà la vita a molta gente, compresi gli uffici tecnici comunali che non hanno ancora smaltito - e ce ne sono! - i condoni precorsi. Il colto e l'inclita che mi leggono come la pensano?
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 29-Apr-2009, 13:32
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Potrà sembrare al colto ed all'inclita che io abbia taciuto per quindici giorni. non è così perchè un lungo messaggio del 22 scorso è sparito. Intanto tarda ancora ad uscire il provvedimento tanto atteso e vociferato. Io dico che un vantaggio reale per chi vuole migliorare la propria abitazione potrebbe scaturire dalla concessione di sussidi da parte dello Stato sulla base di valutazioni espresse da un organo tecnico statale al disopra delle parti (le parti sono il cittadino beneficiario da una parte ed il Comune che incassa dall'altra): ad esempio il Genio Civile. Mi spiego: per qualunque intervento edilizio su un fabbricato occorre per lo meno una notifica al Comune sotto la responsabilità del progettista, cui spetta il compito di qualificare l'intervento (manutenzione ordinaria/straordinaria, restauro conservativo, ristrutturazione). Il Comune tende, per ovvii motivi di "cassetta" a far diventare tutto ristrutturazione onde incassare gli oneri urbanistici, quindi i progettisti sono fortemente influenzati a propendere nello stesso senso, a danno del cittadino-cliente. A volte la faccenda diventa troppo sporca ed il contrasto si risolve o sottobanco (bustarella) o davanti al TAR. Non è possibile contare le bustarelle che volano, ma i ricorsi arretrati pendenti al TAR sono centinaia di migliaia in tutta Italia ed il loro iter dura anni. Se è il Genio Civile a decidere imparzialmente ed inappellabilmente sulla tipologia dell'intervento e lo Stato si accolla la metà dell'eventuale gabella, il contenzioso si azzera ed i Tar possono smaltire gli arretrati dello sventurato passato. Se il piano-casa, invece, sancirà il trionfo della autocertificazione la semplificazione burocratica sarà solo illusoria perchè il Comune avrà sempre la facoltà di fermare i cantieri in corso d'opera ed il danno pecuniario sarà ancora più ingente sommandosi al tempo perso nelle more delle indagini. Non è solo del cittadino la tendenza a barare...
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 07-Mag-2009, 15:06
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Barare. Ho scritto che non è solo il cittadino a barare. Infatti può succedere - e succede - che sorgano tutte le difficoltà possibili, immaginabili e tassabili se il "foresto" intenzionato a restaurare o risanare un edificio vetusto per adeguarlo alle esigenze odierne di abitabilità non affida il progetto al tecnico indigeno consigliatogli dall'Ufficio tecnico comunale. Le difficoltà possono consistere in espedienti mangiasoldi giustificati da interpretazioni capziose del farraginoso ed ambiguo patrimonio legislativo concernente l'attività edile, oppure in formalità perditempo via via rilanciate senza soluzione di continuità. Quando é incappato nelle panie l'interessato viene a sapere, anche se é "foresto", che l'eventuale ricorso al TAR comporta dispendio di tempo e di denaro tale da trasformare in vittoria di Pirro l'improbabile - possibile, ma sempre improbabile - conclusione più favorevole a lui e deve decidere al buio se ridursi a subire l'ingiustizia (cioè pagare oneri urbanistici indebiti) oppure versare sottobanco oneri urbanistici neri, oppure imbarcarsi nell'avventura giudiziaria. Tutto questo succede perchè non esiste alcuna forma di prevenzione degli abusi comunali: il Comune è sovrano, quindi non c'è barba di Prefetto, Assessore regionale o provinciale che possa permettersi di censurare preventivamente le scelte interessate degli uffici tecnici comunali.
i quali ne possono approfittare con larghezza di vedute avendo sempre la giustificazione omnigiustificante che le casse del Comune piangono, che Robin Hood è un eroe popolare, che tutti i cittadini intenzionati a metter casa hanno l'albero degli zecchini in giardino e via dicendo.
Intanto il piano-casa è ancora sulle ginocchia di Giove...
 
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Girumin
  Inviato il: Giovedì, 14-Mag-2009, 19:14
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Altra puntata del mio monologo: nessuno si azzarda ad intervenire? Posso aver fallato, nel qual caso ho bisogno d'essere corretto, oppure faccio affermazioni ineccepibili e nessuno me lo riconosce. Perchè? Fra gli utenti pubblici ed i visitatori di questo blog ci sarà qualche sindaco od assessore di comuni grandi o piccoli...Ma torniamo alla storia dell'atteso piano-casa che sta diventando infinita. Uno scopo era quello di rilanciare l'edilizia abitativa popolare. Un altro fine era quello di rianimare le piccole e medie imprese edili che la crisi globale sta riducendo progressivamente all'inattività. Per prendere questi due piccioni con una fava la grande pensata iniziale è stata quella di consentire l'ampliamento delle abitazioni esistenti (con tutta una casistica articolata e condizionata), dimezzando gli oneri urbanistici e semplificando le procedure tramite l'autocertificazione. L'uomo della strada poteva intravvedere simile linea di condotta basandosi sui "si dice" sussurrati nelle stanze del potere e divulgati dalla stampa scritta e parlata. Quando si capì - molto presto -che il castello di carte non stava in piedi per i motivi che dirô dopo, i vertici tuonarono che erano state divulgate delle illazioni infondate ed errate. Gli ampliamenti - infatti - sono realizzabili solo in casi particolari, perchè innumerevoli sono nella realtà le limitazioni di legge e di fatto ; gli oneri urbanistici sono il pingue bottino di sempre per i Comuni e neppure il Cavaliere ha poteri sovrani sui Comuni anche se questi - faccio per dire - possono essere retti da semianalfabeti ; l'autocertificazione diventa semplificazione solo se il Comune non bara, cioé non s'intestardisce in controlli capziosi che sfociano in sospensione dei lavori. La vera semplificazione burocratica - che vorrebbe ridurre i tempi burocratici morti e stramorti - consiste nella riforma della legislazione in vigore concernente permessi, autorizzazioni e licenze edilizie, nella limitazione dei poteri degli uffici tecnici comunali e nell'istituzione di commissioni tecniche provinciali e regionali dotate del potere di censurare preventivamente i Comuni per eliminare malandazzo, concussioni, abusi di potere, esosità indebita ecc...Può darsi che i terremoti - quello d'Abruzzo e quello coniugale - abbiano contribuito a rallentare l'iter tecnico-politico del provvedimento tanto atteso, ma la vera ragione dell'inceppamento credo sia la lotta fra poteri locali e potere centrale intorno alla torta tributaria da spartire. Chi vivrà vedrà.
 
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 22-Mag-2009, 19:57
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L'ultima previsione, tutta da verificare, è che il piano-casa sarà approvato entro la fine del prossimo Luglio. Allora proseguo nella mia disquisizione solitaria. Più che un piano occorre - è indispensabile - una riforma delle leggi sull'edilizia: ne parlò tempo fa un esponente politico molto autorevole e credibile ora al Governo, l'On. Tremonti, in una intervista televisiva a commento delle mini-liberalizzazioni varate dal Ministro Bersani. Si espresse pressapoco così: "Una vera liberalizzazione è il concedere che ogni proprietario possa rimodulare la propria abitazione senza accrescerne il volume operando sulla sua partizione interna" (In altre parole: non dovrà esistere più la "concessione edilizia" onerosa - cioè gravata dagli "oneri urbanistici" - per le cosiddette e stramaledette RISTRUTTURAZIONI). Quando lo udii non credetti alle mie proprie orecchie, benchè avessi capito benissimo. Il brav'uomo credeva d'essere l'oste che fa i conti, ma i conti li fanno i Comuni ormai divenuti onnipotenti perchè le cosiddette RISTRUTTURAZIONI sono il toccasana dei bilanci più sgangherati. Mi spiego: Tizio vorrebbe ammodernare la vecchia casa di famiglia che ha una cucina molto vasta ed un solo sgabuzzino definibile cesso; affida ad un tecnico qualificato il progetto con l'idea di destinare a cucina un locale minore e di ricavare due servizi da un altro locale diviso in due con un tramezzo; il tutto senza aumentare nè superficie abitativa nè volume dell'appartamento. Può benissimo succedere che il tecnico comunale decida che l'operazione deve essere definita RISTRUTTURAZIONE e che quindi respinga al mittente il progetto di "manutenzione straordinaria con adeguamento igienico sanitario" omettendo di motivare, asserendo trattarsi di RISTRUTTURAZIONE ed invitando a ripresentare correttamente l'istanza di concessione edilizia. A questo punto l'istante rischia di
incamminarsi in un "iter" infinito se non accetta supinamente la sentenza. i TAR sono subissati da straripante contenzioso arretrato, la giurisprudenza precorsa è sterminata ed impugnare una decisione comunale è come giocare a tombola.
Morale: invece d'un piano casa, caro Governo, liberalizzate come disse Tremonti
ed azzerate gli arretrati dei TAR con un condono tombale! Le Regioni, le inutili Province e gli onnipotenti Comuni inventeranno altri balzelli meno odiosi degli ONERI URBANISTICI, ma si rimetterà impetuosamente in moto l'attività edilizia.
L'edilizia popolare è un'altra partita e può essere sviluppata con altri provvedimenti.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 02-Giu-2009, 17:59
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Nella recente relazione del Governatore Draghi all'Assemblea della Banca d'Italia si leggono poche ma incisive righe a proposito degli argomenti che evocano il Piano-casa. Le riporto testualmente, riassumendo poi la chiosa fattane da "Il Sole - 24 Ore". <<Le misure volte a mobilitare il risparmio privato nell'edilizia residenziale, che si auspica vengano rapidamente attuate nelle forme appropriate, contribuiranno alla ripresa degli investimenti>>. Per Mario Draghi, quindi, il rilancio dell'edilizia occupa un ruolo decisivo per il rilancio della domanda; le Sue esortazioni politicamente più attuali dell'intervento sulle infrastrutture sono quella sul Piano-casa e sul programma delle piccole opere pubbliche di competenza locale: la prima - in particolare - è dovuta perchè stenta a decollare l'interevento ipotizzato dal premier più di tre mesi fa. Le leggi regionali pertinenti prendono corpo soltanto ora e dovrebbero arrivare all'approvazione entro Giugno (magari!). Il decreto-legge è invece ancora fermo: non è arrivato al Consiglio dei Ministri per i contrasti fra Governo e Presidenti delle regioni, che hanno contestato alcuni passaggi sulla deregulation delle licenze edilizie. I lettori interessati non si annoieranno di leggere le mie conclusioni personali, e cioé. Il contenzioso che intasa i TAR è dovuto agli abusi degli U.T.C.
pressati dalle rispettive Giunte a rastrellare oneri urbanistici e diverrà sempre più straripante se non verrà abolita la stramaledetta (sic!) Legge 5.8.87 n.457, od almeno il famigerato suo Art.31/d sulla cosiddetta RISTRUTTURAZIONE, testi di diabolica ambiguità che si prestano ad una miriade di interpretazioni, pacchia degli azzeccagarbugli ed ossessione dei giudici. Siccome la RISTRUTTURAZIONE per la sullodata legge è vincolata a licenza edilizia onerosa - cioè gravata dagli ONERI EDILIZI - è indispensabile ridefinirla in modo chiaro ed univoco od eliminarla
assimilandola alla manutenzione straordinaria. Gli oneri urbanistici dovrebbero gravare esclusivamente sulle nuove costruzioni, rappresentando il giusto contributo di chi costruisce alle spese della connessa urbanizzazione cui deve provvedere il Comune. Liberalizzando e/o riformando l'attuale prassi iniqua si
cancella - è vero - la pacchia degli azzeccagarbugli, ma si stimola la diffusa propensione più che legittima e vantaggiosa a migliorare la fruibilità dei fabbricati, esistenti, quindi indirettamente a moderare il consumo di aree fabbricabili.
Il seguito alla prossima puntata.
 
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stefanin
Inviato il: Mercoledì, 03-Giu-2009, 11:34
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Buongiorno a tutti.....scrivo in qualità di "completo ignorante", quindi mi scuso con voi se il livello del mio intervento sarà molto più basso dei vostri, nei quali trovo numerosi riferimenti alla legislazione attualmente vigente, e proposte decisamente più articolate e puntuali di quelle che riesco a fare io.
Alua.....io sono un giovane, di origine arenzanese D.O.C.G.
Un anno fa decido di comprare casa con la mia dolce metà, una bella sgarzelletta genovese.....decidiamo di provare a vivere ad Arenzano.

E fin qui vi potete immaginare com'è andata a finire......le case già costruite sono vendute a prezzi irraggiungibili, persino per noi due che siamo due laureati, e con stipendio dignitoso.
Di edilizia popolare non se ne sente neanche parlare.
Gli affitti fanno letteralmente paura.
Di "aiutini" per i giovani"....guai a parlarne.

Fatto sta, che di giovani genovesi ad Arenzano ce n'è sempre meno.

E va bene, pazienza, siamo andati ad abitare a Genova, più precisamente Sturla....è pur sempre la città dove sono nato....ogni tanto ripenso al mio paese, e "me se strenze o co'". Ma va bene lo stesso. Pensa se finivo a vivere a Milano o Torino.....

Ne troviamo una, vicino al mare. Sembra la casa ideale, prezzo non esagerato, da ristrutturare. La compriamo.
Solo che nella compravendita abbiamo speso circa 10 mila euro di agenzia immobiliare (per un lavoro di consulenza pari a zero, a parte accompagnarmi a vedere l'immobile), più quasi altrettanti di notaio (che si è limitato a firmare l'atto, più un giro al catasto). Poi si lamentano che il mercato immobiliare è fermo......

Attualmente è circa un mese che stiamo aspettando tutte le autorizzazioni per l'azienda che si incaricherà dei lavori. Tra moduli DURC, DIA, belinate varie.....non si riesce ad iniziare sti lavori. O per il modulo che non arriva, o perchè per spostare un contatore del gas ci vuole il permesso del presidente della Repubblica, o per qualche altro motivo.

La stessa azienda che mi fa i lavori mi ha comunicato che in genere per iniziare i lavori si perdono 20 giorni per aspettare che arrivi il modulo X o Y......poi si lamentano che le aziende edilizie sono in crisi.......

Ovviamente....il tutto con un budget limitato come possono averlo due ragazzi ancora sotto gli "enta".......però appena devi presentare un papiro in comune ti pelano centinaia di euro. Non mi è chiaro perchè devo pagare ulteriori soldi per un servizio (ad esempio, una DIA) che dovrebbe essere già compreso nelle tasse che pago.....ma comunque pago.

E sottolineo una cosa: è la prima casa, in assoluto, che compro. E' la prima volta che ho una casa. E sono fortunato.
Mio puè ha 70 anni, operaio povero in canna in pensione, e sta ancora in affitto, perchè dopo 40 anni di attesa per le case popolari, gli son passati avanti i figli dei figli dei figli, e in qualche caso, pure qualche gabibbo foresto.

Il riassunto del mio intervento è il seguente: occorre un intervento RADICALE, senza sotterfugi, cavilli, rigiri strani.....bisogna dare l'opportunità di avere una casa a tutti, bisogna costruirne se non ce ne sono, bisogna mandare un po' a bagasce i foresti che hanno 3 appartamenti e li usano per 2 settimane all'anno, perchè prima vengono i locali. Se hanno la casa al mare hanno anche i soldi per pagarci qualche tassa sopra, visto il disagio che comportano, e con quei soldi aiutare le persone del posto. Punto.
 
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SPQI
Inviato il: Mercoledì, 03-Giu-2009, 23:55
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Posso esprimere il mio pensiero in poche righe?

L'economia genovese è ferma perchè chi ha i soldi li ha investiti nel mattone e non in attività commerciali e produttive. Perlopiù sono vecchiette e vecchietti o spocchiosi zitelloni senza arte nè parte che affittano una stanza a venti extracomunitari a 200 euro l'uno in nero o a studenti.

Genova ha tanti abitanti come nel 1926, anno della creazione della "Grande" (o Grossa?) Genova ed un volume di costruito decuplicato, si continua a costruire eppure le case costano sempre di più.

Le Riviere sono devastate da migliaia di seconde case che non portano alcuna ricchezza alle popolazioni che vi risiedono tutto l'anno e la gente nell'entroterra continua a costruire villette che poi i comuni devono servire con strade e allacciamenti.

L'unico piano casa possibile in Liguria è quello del bulldozer, dell'ipertassazione dei grandi proprietari (facciamo oltre la 5^ casa?) e della razionalizzazione dell'abitato per risparmiare soldi pubblici e far convergere le palanche su attività diverse dallo sterile investimento immobiliare.
 
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stefanin
Inviato il: Giovedì, 04-Giu-2009, 11:36
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SPQI ha ragione sull'ipertassazione dei superproprietari immobiliari....su quello sono nettamente d'accordo, anche se temo sempre nei vari "escamotage" che si possono prendere per aggirare queste leggi (penso ad esempio ad uno che ha 10 case, 5 se le tiene, 5 le intesta alla moglie o a un figlio).
Anche perchè se avessi io 5 appartamenti a quest'ora probabilmente avrei smesso di lavorare.
Io però farei una legge un po' più estesa: una tassa molto pesante sulla seconda casa. Del resto non servono assolutamente a niente alla nostra economia, anzi, a mio avviso:
- penalizzano le nostre strutture turistiche (penso agli alberghi o ai ristoranti, dal momento che chi ha la seconda casa si porta dietro pure la cartaigienica).
- penalizzano i residenti, che non possono comprarsi casa, o che devono pagare una tassa per avere la ZSL per parcheggiare (tra l'altro la ZSL la paghi, ma tanto ci parcheggia sempre chi vuole, tanto i vigili non si mettono certo a fare le multe a chi "in teoria" porta i soldi).
- penalizzano i comuni (come giustamente diceva SPQI) che devono costruire strade, parcheggi, allacci per le forniture, ecc......
- distruggono il territorio (penso ad esempio ai tratti di mare deturpati per costruirci porticcioli, o alle colline sventrate per costruirci residence).

Io poi per opinione personale vedo un po' male il settore del turismo, perchè quello che serve ai giovani oggi è un buon posto di lavoro, sicuro, stabile, che consenta di ragionare sul lungo termine per il proprio futuro, e questo non è certo nel settore del turismo (a parte in qualche caso).

Occorrono vincoli precisi sull'edilizia, e sulla destinazione d'uso che si fa dei fabbricati.
Deve esistere sempre una quota delle abitazioni costruite che deve essere a disposizione dei locali (ad esempio di chi risiede in liguria da almeno 20 anni).
Deve esistere un vincolo sul numero di fabbricati costruiti, rapportato al numero di residenti, ed al numero di persone del luogo che hanno effettivamente bisogno di una casa.
Devono esistere abitazioni a disposizioni dei locali che non possono acquistare casa, affittate a prezzi "ragionevoli".
Devono infine esistere dei vincoli di tipo "infrastrutturali", perchè non si può costruire un palazzo per 100 famiglie se la strada che porta al palazzo non è idonea, se la costruzione pone dei problemi ambientali, ecc....

P.S.: Aggiungo un'ultima cosa, visto che è "stagione": i litorali devono essere ACCESSIBILI ANCHE PER CHI NON SI PUO' PERMETTERE LA CABINA AI BAGNI. Specie se in quelle spiagge ci ha imparato a nuotare quand'era un bambino.
 
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Cicno78
Inviato il: Giovedì, 04-Giu-2009, 17:26
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Nemmeno le aree classificate come agricole ( E ) si salvano: vi si può edificare un'esigua volumetria ma con il vincolo dell'uso agricolo per 10 anni da parte di un imprenditore che vi risiederà. Come mai questi fabbricati rurali hanno tutto l'aspetto di villette indipendenti con viste panoramiche, vicine ai servizi e a 5' dal mare? Basta, ho detto troppo.
 
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SPQI
Inviato il: Giovedì, 04-Giu-2009, 21:58
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Basterebbe fare come gli antichi genovesi (cioè riportare alla modernità una semplice legge).

Costringere chi ha la seconda casa al mare a risiedervi stanzialmente per almeno sei mesi l'anno, in alternativa una iper tassazione.

Trovo che non sia corretto super tassare tutte le seconde case (anche di liguri che vivono in Liguria), fino alla quinta ma vi potrebbero essere limitazioni per chi trae profitto dalla proprietà di molti alloggi, come ad esempio l'accesso ad un posto pubblico.

Si dovrebbe attuare un'equa tassazione delle pigioni e prevedere regole precise per il prezzo dell'affitto e della precedenza, multe salatissime per il nero e ancora iper tassazione per gli alloggi sfitti.

Mi spiego in merito alle regole.

Se una persona nasce in un luogo di pregio e non è particolarmente benestante non si capisce perchè debba obtorto collu cambiare paese per il semplice fatto che non si può permettere di vivere nel proprio luogo natìo, stesso dicasi per chi in un determinato luogo ha il proprio lavoro. Questi casi dovrebbero avere diritto ad una sorta di prelazione e ad un equo canone (eventualmente prevedendo un'ulteriore minor tassazione dell'affitto). Stessa cosa per il prezzo di acquisto.
 
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