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Il futuro, E i giusti?
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zeneize
Inviato il: Venerdì, 08-Feb-2008, 12:45
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Il MIL ha molte idee e molte buone proposte. E non ha altro. Molte idee e molte buone proposte senza la possibilità di far conoscere le une e le altre, di farle discutere ed eventualmente accettare, sono come carburanti senza motori: inutili.

Il MIL ha bisogno di risorse: prima di tutto persone di buona volontà che vogliono smettere di lamentarsi di un presente grigio, gramo e deprimente, e decidono di darsi da fare per cercare di avere un futuro a colori, accettabile e magari anche esaltante. E poi, come ovvio, c’è bisogno di finanziamenti. Sì, lo so, la questione è delicata. Ma non parlarne o far finta che non esista non aiuta a risolverla.

Farò un esempio personale. Quando ho assunto la responsabilità dell’
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del MIL ho contattato una decina di persone: vecchi amici, ex colleghi, conoscenti. Tutte persone molto in gamba, capaci, intelligenti, affidabili, liguri. A tutte ho esposto i problemi, e ho chiesto se avevano voglia di darmi una mano. Risultato? Neanche una! E lo ripeto, perché quasi non ci credo io stesso: neanche una ha accettato!
Non erano le persone adatte – potreste dire. Possibile. Ma è probabile che su dieci persone io abbia sbagliato dieci volte scegliendo persone non adatte, sempre? Poco probabile, secondo me, soprattutto conoscendo le persone in questione.
E allora, perché? – potreste chiedere a questo punto. Non lo so, ma ho un’ipotesi: il solito, maledetto, incredibile, maniman ligure, la voglia costante di non fare, di non impegnarsi, di non esporsi, di non credere mai in nulla e in nessuno, nel dire, e pensare, e credere, che "intanto sono tutti uguali” e “intanto non cambia nulla”. Una cosa è certa: se non ci impegniamo a cambiare, non cambierà nulla. Tali sono i danni "culturali" che l'Italia e la sua politica di "casta" hanno fatto a questa gente.

Fra molte, validissime (lo garantisco!) persone, neanche una interessata. E’ triste. Chissà perché, mi è venuta in mente la storia biblica di Sodoma e Gomorra: se non ricordo male, il patriarca implorò Dio di salvare le due città, se solo avesse trovato almeno un giusto, uno solo, al loro interno. Sappiamo tutti com’è finita: Sodoma e Gomorra sono state distrutte. Nemmeno un giusto, neanche uno, al loro interno.

E per la Liguria? E’ la stessa cosa? Il destino è la distruzione, il nessun futuro, il nulla? Sembrerebbe proprio di sì, anche perché questa terra non ha nessun patriarca che possa intercedere.

Ma io credo di no, perché i giusti in Liguria ci sono, e ce e sono tanti. Allora, perché non parlano? Il silenzio urla …

 
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vincenzo
Inviato il: Venerdì, 08-Feb-2008, 20:24
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Occorre MOLTISSIMA pazienza e tenacia.
La "battaglia" del M.I.L. è DIFFICILISSIMA perchè NON dà "vantaggi" immediati a nessuno ! Però è l'UNICA che ha un futuro. Dobbiamo quindi NON MOLLARE e andare avanti cercando intanto di "fare quello che possiamo". L'importante è "MANTENERE ACCESA LA FIAMMELLA".
Gli "interventi" che alcuni di noi stanno facendo, quasi TUTTI I GIORNI, sui siti del "SECOLO XIX" e di "PRIMOCANALE" sono IMPORTANTISSIMI perchè "tengono aperta la strada" e nuove persone entrano in contatto con il M.I.L.
Sarebbe bene che TANTI lo facessero "qualificandosi" come INDIPENDENTISTI LIGURI.

Messaggio modificato da vincenzo il Venerdì, 08-Feb-2008, 20:25
 
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zeneize
Inviato il: Lunedì, 11-Feb-2008, 13:15
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“Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga come prima”. No, non lo dice un politico italiano del presente, in campagna elettorale. Lo diceva, se la memoria non mi inganna, il principe Salina di Tomasi di Lampedusa.
Sembra quasi la regola aurea della politica italiana. Tutti i politici, che non sono scemi, si accorgono della crisi della politica, e sanno che la gente si è stufata abbondantemente. Quindi? Cambiano modo di fare? No, cambiano modo di dire! Cambiano tutto, così tutto rimane come prima. Fanno una partito nuovo di qua, rispondono con un partito nuovo di là. Fanno una “cosa” di qua, rispondono con una “cosa” di là. E cosa cambia? Nulla, ovviamente. Rimangono la disoccupazione, le tasse stellari, i trasporti fermi, l’assenza di speranze, le carriere fatte a forza di clientele, i mali-ospedali (che fa pure rima), le montagne di rumenta, l’inquinamento … Altro? Ma certo: le pensioni diminuiscono, i salari fanno ridere (lo stato che preleva le tasse) e piangere (i lavoratori), le imprese non possono intraprendere niente, i pendolari devono sperare in un colpo di fortuna per arrivare al lavoro, i malati devono raccomandarsi l’anima …
Ma tutti i politici italiani, tutti, dicono la stessa cosa: “noi siamo il nuovo e i nostri avversari sono il vecchio”. Mah. Che abbiano ragione tutti? Che semplicemente il nuovo sia uguale al vecchio? Forse è proprio così: è cambiato tutto, e tutto è rimasto come prima.
Sarebbe quasi da farsi venire voglia di essere pessimisti. Per fortuna la cura c’è: si chiama Liguria Indipendente.

 
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draughtsplayer
Inviato il: Lunedì, 11-Feb-2008, 18:16
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Scusate ragazzi. Permettetemi di esporre il mio debole parere senza dirmi di tutto.
Ma dove volete che arriviamo? Vi illudete che per la Liguria ci possa essere un buon futuro?
Campa cavallo, che l'erba cresce. L'egoista società moderna se ne frega (permettetemi la parola) della situazione politica Ligure.
Lo stesso motivo per il quale nessuno parla più il genovese.
Come ho scritto sul mio blog, vi riporto un fatto di qualche giorno fa.
L'altro giorno mi trovavo in classe durante l'assemblea - per chi non lo sapesse, sono studente del liceo Classico - per deliberare quale sarebbe stato l'argomento della successiva assemblea d'istituto (questo perché non ci va giustamente nessuno, nemmeno io). E così, dato che ognuno poteva dire la sua, ho proposto: «Se volete, posso mettermi in contatto con Franco Bampi, è un professore esperto di genovese, nonché membro del M.I.L., Movimento Indipendentista Ligure».
Non l'avessi mai fatto! Ovviamente, a parte il fatto che nessuno conosceva Bampi, a nessuno poteva importare di meno della nostra regione. Va bene, come volete. Io ci ho provato.
Quindi, conclusione numero uno: ai giovani delle proprie tradizioni, parlate ecc. non gliene importa un accidente.

Io ho smesso di illudermi.
 
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Riccardo
Inviato il: Lunedì, 11-Feb-2008, 19:57
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QUOTE (zeneize @ Lunedì, 11-Feb-2008, 12:15)
“Bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga come prima”.

Quindi dovremmo fare in modo che tutto rimanga come prima affinchè tutto cambi?
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zeneize
Inviato il: Lunedì, 11-Feb-2008, 21:29
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Allievo Indipendentista
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Caro Draughtsplayer,
grazie per le tue osservazioni interessanti. Cerco di risponderti.

Scusate ragazzi. Permettetemi di esporre il mio debole parere senza dirmi di tutto.
Perché qualcuno dovrebbe dirti di tutto? Perché hai un parere da esprimere? Le tue idee sono la tua forza: esprimile, e sii tu a dire di tutto a quelli che non vogliono fartele esprimere! E ricorda, nessun parere è debole, quando rispetta il parere degli altri.

Ma dove volete che arriviamo? Vi illudete che per la Liguria ci possa essere un buon futuro?
I casi sono due: o Italia, o Liguria. Quale preferisci? Noi la Liguria. Ci illudiamo? Può essere. Dirò di più: nessuno sa veramente, al di là di ipotesi a buon senso, se con la Liguria Indipendente il futuro sarebbe buono, ma tutti sanno che con l’Italia non ci sarà nessun futuro vivibile. Semplice. Occorre scegliere fra le due cose, fra una nera certezza (l'Italia) e una rosea speranza (la Liguria Indipendente).

Campa cavallo, che l'erba cresce. L'egoista società moderna se ne frega (permettetemi la parola) della situazione politica Ligure.
Tu sei ligure, e tu non te ne freghi … e chi ti dice che sei solo?

Lo stesso motivo per il quale nessuno parla più il genovese.
Forse. Ma tieni conto del “lavaggio del cervello” a cui tutti sono sottoposti, e vedrai che il problema non è tanto la lingua, ma quello che si vuole comunicare. Oggi conta solo “il grande fratello” (scritto minuscolo, non a caso…). Il MIL forse sbaglia lingua, sbaglia strategia, sbaglia persone. Ma comunica un concetto importante, che si dovrebbe capire in ogni lingua: LIBERTA’! (scritto maiuscolo, non a caso).

Come ho scritto sul mio blog, vi riporto un fatto di qualche giorno fa.
L'altro giorno mi trovavo in classe durante l'assemblea - per chi non lo sapesse, sono studente del liceo Classico - per deliberare quale sarebbe stato l'argomento della successiva assemblea d'istituto (questo perché non ci va giustamente nessuno, nemmeno io). E così, dato che ognuno poteva dire la sua, ho proposto: «Se volete, posso mettermi in contatto con Franco Bampi, è un professore esperto di genovese, nonché membro del M.I.L., Movimento Indipendentista Ligure».
Non l'avessi mai fatto! Ovviamente, a parte il fatto che nessuno conosceva Bampi, a nessuno poteva importare di meno della nostra regione. Va bene, come volete. Io ci ho provato.
Primo: grazie per averci provato. Ci vuole coraggio, soprattutto in un ambiente come quello che hai descritto. Secondo: provaci di nuovo, ma questa volta non per un’assemblea alla quale non va nessuno. Terzo: quando Gandhi ha parlato per la prima volta di indipendenza dell’India, come hanno reagito tutti? Quanti conoscevano Gandhi? Eppure … chi ha vinto? Lui o gli altri?

Quindi, conclusione numero uno: ai giovani delle proprie tradizioni, parlate ecc. non gliene importa un accidente.
Certo che non gliene importa niente! E’ ovvio! Chi gliele insegna? Cosa viene loro insegnato, invece? Quali valori? La parola d’ordine è: tutto ciò che viene da fuori è buono, bisogna imparare sempre dagli altri, bisogna capire le culture diverse. Problema: per chi non ha cultura e identità proprie, capire una cultura di qualcun altro, diversa, estranea, non è solo difficile: è inutile.

Io ho smesso di illudermi.
Hai fatto bene a smettere di illuderti. Non bisogna illudersi. Bisogna crederci!


 
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draughtsplayer
Inviato il: Lunedì, 11-Feb-2008, 22:40
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Ciao zeneize
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Grazie per la risposta, mi fa piacere discuterne con voi.
Anche io preferisco la nostra bella Liguria.
Ed è vero, non sono il solo che cerca di riportare tra noi le vecchie usanze e parlate... (pensa che mi danno del vecchietto, e ho 15 anni, 16 a ottobre). Ammettiamolo: siamo in pochi. Troppo pochi per potercela fare... I valori che vengono insegnati giovani non sono più di tanto "sbagliati". Io penso che i giovani si facciano un po' troppo influenzare dalle usanze straniere... Ad esempio, quarant'anni fa, quando per vedere un cinese dovevi andare in Cina e la Cina nemmeno sapevi dov'era, c'erano altri valori...
Perché i giovani preferiscono sentire canzoni demenziali (per la serie "Dentro a una scatolaaaaa... ho visto la mamma e il mio papààààà"... hai capito a cosa mi riferisco vero?) a sentire De André, che - oltre a istruirli un po' sul nostro genovese - gli farebbe mettere la testa a posto?
Tu dici che ce la possiamo fare o siamo disperati?
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Messaggio modificato da draughtsplayer il Lunedì, 11-Feb-2008, 22:45
 
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zeneize
Inviato il: Martedì, 12-Feb-2008, 17:39
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Ciao zeneize. Grazie per la risposta, mi fa piacere discuterne con voi.
Bene. Lo scambio di opinioni è l’anima della democrazia: continua così.

Anche io preferisco la nostra bella Liguria.
Bene.

Ed è vero, non sono il solo che cerca di riportare tra noi le vecchie usanze e parlate...
Visto? Pensa, Gandhi era da solo e ha vinto lui … gli indipendentisti scozzesi hanno cominciato con una manciata di voti e in mezzo all’indifferenza generale e adesso hanno la maggioranza nel parlamento …

(pensa che mi danno del vecchietto, e ho 15 anni, 16 a ottobre).
Certo: chi te lo dice lo fa perché non sa come controbattere le tue idee, e allora la cosa migliori è squalificare te e loro e dire che tu sei vecchio; qualunque cosa dicano, la realtà non cambia: di fronte a loro, come di fronte a te, la scelta è fra Italia e Liguria. E, ricorda: la Liguria, la sua storia, la sua civiltà, sono molto più “antiche” dell’Italia. Ma quelli che ti criticano conoscono la differenza fra “vecchio” e “antico”? forse. Cosa credi?

Ammettiamolo: siamo in pochi. Troppo pochi per potercela fare...
Come detto sopra, Gandhi era da solo … noi siamo pochi: siamo già in vantaggio.

I valori che vengono insegnati giovani non sono più di tanto "sbagliati". Io penso che i giovani si facciano un po' troppo influenzare dalle usanze straniere... Ad esempio, quarant'anni fa, quando per vedere un cinese dovevi andare in Cina e la Cina nemmeno sapevi dov'era, c'erano altri valori...
I giovani hanno la tendenza a seguire i modelli che vengono loro insegnati. A volte, però, come è successo a te (e a molti altri) cominciano a pensare con la propria testa. Tu, in questo, potresti aiutare i tuoi coetanei. Non perché diano ragione a noi, ma perché se ci danno torto lo facciano pensando autonomamente e con cognizione di causa, e non perché pensano che siamo “vecchi” o “noiosi”, giudicandoci senza ascoltarci.

Perché i giovani preferiscono sentire canzoni demenziali (per la serie "Dentro a una scatolaaaaa... ho visto la mamma e il mio papààààà"... hai capito a cosa mi riferisco vero?) a sentire De André, che - oltre a istruirli un po' sul nostro genovese - gli farebbe mettere la testa a posto?
Loro hanno la testa a posto: dovrebbero solo avere stimoli migliori. La politica italiana, che sui “media” la fa da padrona, come tu sai non aiuta … La gente, i giovani come te, non è stufa della politica, è stufa della casta. Pensaci.

Tu dici che ce la possiamo fare o siamo disperati?
Siamo disperati. Ma sai come si dice … quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.


 
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SPQI
Inviato il: Martedì, 12-Feb-2008, 20:55
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Io, nel mio piccolo, qualcosa cerco di fare.

Al lavoro cerco di diffondere fra la gente che viene, quelli che ritengo più direttamente abbordabili e sensibili alle nostre idee, la giusta causa dell'Indipendentismo Ligure.

Non posso certo intavolare discussioni o dissertazioni di ore ma, quando posso, in pochi minuti esprimo il mio parere, invito ad una riflessione, lascio un foglietto con il sito del MIL.

Ora, se mi gira, mi faccio anche fare dei bigliettini da visita da un amico che ha una tipografia, e me ne tengo sempre una decina in tasca.

Non sarà un granchè e si può sicuramente fare molto di più ma è già un inizio e di più, ora, non posso proprio fare.

Il mio consiglio più spassionato è quello di battere molto il fero nelle valli, non tanto a Genova, nelle zone dove la lingua è più parlata e dove dell'Itali e delle sue istituzioni non se ne può di più.

Non bisogna fare gesti eclatanti ma presentarsi di fronte alla gente, non urlare le nostre idee ma proporle alle persone e proporre una riflessione in merito e far capire alla gente che, senza il suo aiuto, la Liguria non può avere un futuro.
 
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draughtsplayer
Inviato il: Martedì, 12-Feb-2008, 22:48
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Vi dirò: non è neanche molto che la penso così.
Sarà un annetto circa. Prima, il genovese lo parlavo così così (non che ora lo conosca bene, per carità, ma almeno acquisto libri su libri
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), e della Liguria sapevo solo che era una regione italiana
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Punto.
Poi, non so nemmeno perché, verso aprile-maggio dell'anno scorso mi è venuto 'sto pallino... e direi quasi "per fortuna".
E non mi ci sono ancora staccato e non penso che mai lo farò.
Prima di tutto direi che bisognerebbe inculcare nelle menti degli italiani le nostre idee, perché molti le ignorano.
A proposito degli italiani: ho notato che molti qua la trattino quasi come una "razza". Ovviamente non parlo in senso negativo, ma mi pare un po' superficiale definire gli italiani in generale come coloro che ci hanno rubato l'indipendenza.
 
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navegna
Inviato il: Lunedì, 06-Dic-2010, 10:27
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Grazie Draughsplayer,
Il tuo impegno é e resterà importante, e non é vero che non va avanti, gia il fatto che esiste questo sito, rappresenta un sucesso.
Mi dispiace che non riesco piu a risponderti in dialetto, lo capisco, non lo parlo piu, ma sto riimparando.
Tu sei entrato nel Mil a 15 anni, con la stessa età, 35 anni fa ho imparato l'italiano a Sturla lavorando nel settore della nautica, e lì, col solo italiano , non si poteva comunicare.
Son tornato in Ticino, son entrato in 5.a ginnasio(non esisteva ancora la scuola media da noi) con un accento poco conosciuto da noi.
Il sostegno da parte die miei compagni di lavoro di allora ha durato ben oltre la maturità, le amicizie perdurano tuttora.
Ho imparato due lingue, ma anche uno stile di vita degno d'essere difeso.
Continua, c'é soltanto da quardagnare!
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 09-Dic-2010, 18:13
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Attorno all'idea dell'indipendenza della Liguria ci abbiamo girato in tanti e per tanto tempo, senza risparmio di parole e non è saltata fuori neppure un'idea realistica da attuare. Io la butto lì in due parole. L'ordinamento regionale che vige ci dà la possibilità di rimodulare le strutture amministrative obsolete che continuiamo a tenere in vita: quindi approfittiamone! L'esecutivo ed il legislativo regionali provvedano a ristrutturare e gerarchizzare i livelli amministrativi subalterni che operano sul territorio ligure, cominciando col porsi alcune domande fondamentali del tipo: le Provincie che cosa ci stanno a fare? Non hanno troppi poteri i Comuni? Non sono troppo eterogenei per dimensione i Comuni? Chi controlla l'operato delle amministrazioni comunali? eccetera...Le risposte che verranno trovate saranno la base di partenza delle indispensabili riforme. Quando il "nuovo ordine regionale" sarà instaurato saremo molto più vicini al diritto d'indipendenza perchè avremo dimostrato di saper fare le cose per bene. O no?
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 31-Ago-2011, 19:59
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Cari Amici,
Questa "manovra", che assomiglia sempre di più alle famose "pulizie di Pasqua" che ai bei tempi si facevano ogni anno nelle abitazioni perbene, hanno messo in evidenza anche la necessita' di riorganizzare le strutture amministrative. Per il momento - dopo tormentose traversie - prevale l'idea di eliminare il livello amministrativo provinciale: meno male! Purtroppo, pero', la semiseria
(solo per il modo con cui la si e' presentata ) iniziativa di accorpare i comuni con meno di 1000 abitanti e' naufragata miseramente, impallinata dalla cricca dei sindaci campanilisti ad oltranza. Alle Calende greche - cioe' quando le Province spariranno davvero - vedremo come saranno ripartiti fra i Comuni e la Regione i poteri oggi detenuti dalle Province. Il guaio e' che - come sempre e' avvenuto - saranno adottati provvedimenti-tappabuchi improvvisati nelle solite circostanze di vera o presunta emergenza. Mai viene progettata e realizzata una riforma organica. Eppure e' consolidato da gran tempo l'ordinamento regionale, decentrato, che consentirebbe una differenziazione spiccata del governo della Liguria, prodromo o meno della auspicata autonomia completa. Non diamo la colpa a "Roma ladrona": la colpa e' dei politicanti liguri che siedono a Montecitorio, dei dilettanti amministratori regionali ed anche del sottobosco politico-affaristico che infesta i nostri lidi.
 
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