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Sindaci illetterati, Eleggibilità da limitare
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 09-Lug-2012, 21:57
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Caro Navegna,
m'accorgo con rammarico d'aver toccato due tasti dolenti per Te. In ogni caso apprezzo la Tua opinione ed ammiro la delicatezza con cui esprimi il dissenso.
Fusioni comunali: per Te funzionano benissimo i comuni che hanno conservato
nei decenni o addirittura nei secoli la loro estensione, i confini, le parentele. I comuni "modello Anker" (come li chiamo io e Tu mi capisci). Piacciono anche a me
se sono tenuti sotto controllo da un Ispettorato cantonale dei Comuni, così come succede in Svizzera. Anche in Svizzera, tuttavia, si fanno tante aggregazioni o fusioni: ad esempio nel cantone Glarona si sono ottenuti due soli comuni risultanti dalle fusioni dei precedenti otto/dieci. In Italia esistono complessivamente quasi 8.100 comuni, dei quali un'altissima percentuale ha meno di 5.000 abitanti, e non esistono organi di controllo delle gestioni comunali. Già ora i servizi essenziali sono consorziati per gruppi di comuni, con una enorme varietà di soluzioni disparate. Non tutti gli eletti, sindaci ed assessori, si mettono a disposizione dei cittadini: se vogliono possono convocare i consigli comunali due volte all'anno ed amministrano tramite delibere di giunta: Sindaco ed assessore anziano. Fanno tutto "in famiglia", alla buona. La carica elettiva appaga l'ambizione dei capetti locali ed offre loro l'occasione - se lo preferiscono - di curare i propri interessi meglio di quelli della comunità; si formano gruppi di potere (non voglio dire "cupolette") che a rotazione si scambiano i posti-chiave e...avanti o popolo!
Tecnici al governo: in due parole la differenza fra tecnici e politici é la seguente:
per i Tecnici 2+2=4 sempre; per i politici (minuscolo!) 2+2=3, o 5, o 1, secondo il momento, il clima, l'interesse personale, l'imminenza delle elezioni ecc...
Ne riparleremo.
 
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navegna
Inviato il: Venerdì, 13-Lug-2012, 09:35
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Caro Girumin,
rispondo, partendo da esperienze personali.
Ho lavorato per quasi 20 anni a Zurigo, causa speculazione fondiaria , ho traslocato diverse volte ed abitato, con permesso settimanale, in diversi quartieri, lì ci sono poi i "quartierbüro" che , guarda caso, si trovano nei ex municipi...... gran parte del lavoro viene fatto in questi uffici di quartiere , ex municipi, alcuni funzionano molto bene, alcuni .... meglio non parlare. Le fusioni, comprese certe megalomanie, come "limont" oppure per andare nell'estremo , stato unico d'europa, non risolvono i problemi base, cioè la dittatura dei ripudiosi del lavoro, questi infestano il clima sociale e politico. Tanti non sanno distinguere tra lucrare e lavorare, tra lauree, frutte d'intenso lavoro d'uno studente e lauree che non valgono la carta. Il nostro problema, non solo nel retroterra ligure, ma anche in Ticino, è la casta di lucratori non inclini al lavoro, ma al lusso , basato sul soldino che nevica da solo nel proprio borsellino. Sono fermamente convinto, che se a livello comunale non ci fossero più politici pagati, ma persone, con o senza laurea, che dedicano una parte del loro tempo a questo compito ed impegno d'onore, le cupole crollerebbero istantaneamente, e nel polverone scomparirebbe anche la grande complicazione, complicazione creata in malafede. Proporrei lo stesso volontariato per le regioni, lasciamole pure, ma su di loro non si lucra più...... diventerebbero una ricchezza al posto dell'attuale fastidio.
Allegri
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 14-Lug-2012, 18:35
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Caro Navegna,
mi sembra che - con parole diverse - Tu ed io sosteniamo la medesima tesi. Le mie filippiche riguardano i SINDACI ILLETTERATI, più che altro; le Tue sono contro gli incapaci, i fannulloni, i mangiatori di pane a tradimento. Tu hai più esperienza di Svizzera interna, io di Liguria. Anch'io sono nemico dei buoni a nulla, ma non punto l'indice accusatore verso di loro se non ambiscono a cariche pubbliche, che sono funzioni - secondo l'art. 54 della Costituzione italiana - che li obbligano a servire gli interessi pubblici ed i cittadini CON DISCIPLINNA E CON ONORE. Quindi, prima di assumere una simile responsabilità, dovrebbero fare un esame di coscienza approfondito per valutare la propria attitudine, la capacità, la preparazione, la voglia e tutto quanto é indispensabile. Siccome non tutti hanno l'onestà di riconoscere i propri limiti, io dico che devono essere le istituzioni ad esercitare un controllo affinché non si presentino agli elettori candidati incapaci, benchè, magari, in buona fede.
Concludo con un aneddoto attinente. Ad un giornalista che gli domandava se fosse convinto che gli Svizzeri, tra gli europei, sono più i laboriosi, ingegnosi, intelligenti, il noto industriale Hayeck (quello dell'orologio Swatch e dell'auto Smart) rispose (press'a poco): "No, non credo, però hanno le migliori istituzioni". In Italia - forse - vale il contrario (nella migliore delle ipotesi).
 
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navegna
Inviato il: Lunedì, 16-Lug-2012, 13:09
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Ecco i requisiti minimi, a mio modesto parere, per l'incarico di sindaco:
-Nessun precedente penale.
-Nessun'indagine prescritta.
-Non indagato.
-Minimo 2 anni di volontariato sociale
-Discrete conoscenze della o delle lingue nazionale /i.
-Conoscenza basilare del dialetto o della lingua locale.
-Residente nel comune da almeno 12 anni.
-Discrete conoscenze della storia locale.
-Gentilezza e modestìa .
Sembra poco, ma se dovesse entrare in vigore questa regola, i candidati idonei sarebbero pochi. Non pretenderei nemmeno la licenza scuola media, ma un 'estratto giudiziario esemplare, tutto il resto è lusso. Sono forse moralista, e sono stato anche insultato e ridicolizzato per questo, ma non cambio parere, ho voltato le spalle alla politica attiva proprio per questa mia incompatibilità, non riesco a convivere coi machiavellici, e forse condivido questa mia caratteristica col futuro dei giovani, un futuro , che sarebbe destinato a perire sotto il macchiavellismo.
Allegri
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 20-Ago-2012, 18:40
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Ben detto, caro Navegna: "requisiti minimi". Su questi sono d'accordissimo, sempreché ci si riferisca a comuni piccoli, di campagna o di montagna nei quali il sindaco funge da capo-tribù, quasi da "pater familias". Non per niente in certi articoli del codice civile si specifica che particolari funzioni devono essere esercitate con la sollecitudine del "buon padre di famiglia". Ancor più giustamente specifichi che se si controllassero per bene i "curricula" e le referenze dei candidati se ne troverebbero così pochi idonei che ci si ridurrebbe a chiudere un occhio su pecche o lacune. Ai tempi del buon "Segretario comunale" ritratto dal sublime pittore svizzero Anker - circa alla metà del 1800 - tutto era più semplice , la moralità pubblica era garantita meglio di oggi dai sani principi insegnati ed appresi alla scuola d'una vita dura ma giusta ed accettata. Soprattutto le leggi erano poche, chiare - quindi non abbisognevoli di interpretazioni - e fatte rispettare con
giusto rigore. Mancava la malizia d'oggi...Cicerone commenterebbe attribuendomi la qualifica onoraria di "laudator temporis acti" solleticando la mia vanità. Ma io difendo e lodo il passato solo per tutti i suoi aspetti positivi, che invece molti disprezzano perché sono vecchi, mentre non hanno neppure la caratura morale per rispettarli né la capacità di adattarli ad usi e costumi introdotti nell'oggi dal progresso. Riassumendo gli argomenti dibattuti, espongo - come hai fatto Tu - le caratteristiche che ogni amministratore pubblico - Sindaco, in particolare - deve
possedere, a mio giudizio:
- in primis le doti morali che hai enumerato. In aggiunta:
- una salda istruzione, garantita - come minimo - dal titolo di studio minimo legale.
Mi fermo qui senza vagheggiare finezze che se ci sono rendono perfetto il quadro; in altre parole "non metto limiti alla Provvidenza".
Sono stati fissati limiti giustamente stretti alla rieleggibilità perché il potere corrompe: un sindaco rieletto tre o quattro volte si fa attorniare dai suoi fidi, col tempo si assesta sulla cadrega, cioé diventa sempre più disinvolto e se non ha studiato da santo sbanda verso la spregiudicatezza o peggio. La rotazione delle cariche é un ovvio deterrente di tale pericolo: si alternano maggioranza ed opposizione, non s'instaurano oligarchie - leggi "mafiette" - locali perché il gioco di pesi e contrappesi garantisce controlli agli eccessi di potere.
Mi fermo qui e spero che qualcuno dei nostri ventiquattro lettori si faccia vivo a dire la sua.

 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 06-Mag-2013, 19:17
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In un comunello rurale di mia conoscenza in Liguria, con meno di mille abitanti sono quasi sempre mancate le risorse umane necessarie per affidare a persone istruite, degne e capaci i compiti dell'amministrazione pubblica. In parole povere si verifica il caso brutalmente esemplificato dal proverbio: "Nel mondo dei ciechi il monocolo é re". Si sono trovate spesso persone degne ma non capaci o capaci ma indegne: monocoli. In tempi recenti l'abbandono delle attività agricole ha consentito ad alcuni giovani d'intraprendere studi fino alle medie superiori: nel mondo dei ciechi sono comparsi i vedenti, ma i monocoli sono rimasti avvitati saldamente alle cadreghe con l'appoggio immutabile dei ciechi. Questo avrebbe molto minori probabilità di succedere nelle comunità di alcune migliaia di persone.
Il lassismo di legge a riguardo della candidabilità permane e permette tali assurdità, per superarle basterebbe accorpare i comuni piccoli.
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 14-Lug-2013, 11:48
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Tra gli obiettivi che gli statuti comunali impongono agli amministratori pubblici elettivi fa spicco quello della promozione dell'associazionismo cooperativo per mettere a frutto le risorse sia umane che materiali disponibili nelle comunità, specie in quelle piccole. I sindaci illetterati spesso non conoscono tale imperativo anche perché - molto probabilmente - la lettura e comprensione dello statuto comunale supera le loro capacità. Anche con questa omissione si alimenta la disoccupazione giovanile.
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 21-Ott-2013, 16:18
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Mi manca il controcanto di navegna. voglioprovocarlo ad interloquire. Sollevo il problema dell'autocertificazione per i candidati al seggio di sindaco. C'è chi, onestamente dichiara d'avere solo la licenza elementare (e, se é sulla settantina, lo si può compatire), ma anche chi
é stato buttato giù dalle scale dell'Università e si qualifica DOTTORE (o DOTTORESSA), segno che si autostima e vuol farsi stimare di più. Alla prova dei fatti temo che siano peggiori - come sindaci - i millantatodi degli analfabeti di ritorno. Tutto ciò discende dalla mancanza di controlli
meritocratici anche sulle candidature.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 16-Set-2014, 19:04
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Che fine ha fatto la proposta del Governo Monti di accorpare i comuni piccoli - spesso feudi di sindaci illetterati - per ridistribuire il potere nel labirinticamente assurdo mondo del quarto livello amministrativo sovrapposto (non sottoposto!!) agli altri. Simile riforma consentirebbe di superare la situazione attuale che troppo spesso vede primeggiare orbi in piccoli mondi di ciechi.
 
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navegna
Inviato il: Lunedì, 22-Set-2014, 15:49
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Considero più valido un candidato sindaco con soli 5 anni (o forse3) di scuola elementare , ma onesto sincero e con le vere doti d'un padre di famiglia che un plurilaureato furbone asociale ed arrivista. Il mestiere del sindaco, specialmente nei piccolo e medi comuni rurali si impara impegnandosi, ed in questo campo ci vuole semplicità ragionata, non complicazione voluta e spesso molto sempliciona. Ho conosciuto, di persona, ottimi politici locali, sia in Svizzera che in liguria, ma anche nel Vigezzo, con curriculum non academico, ma grande esperienza sociale e formidabile sensibilità ed anche , purtroppo , plurilaureati (economia e diritto) totalmente incapaci, assolutamente incapaci a vedere i problemi dei cittadini e totalmente senza fantasia..... veri disastri ambulanti.
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 22-Set-2014, 18:04
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Caro Navegna,
mi fa molto piacere ritrovarTi dopo tanto silenzio. La mia solita critica Ti fa reagire come se fosse la prima volta che compare: si vede che hai dimenticato i precedenti perché io ho sempre scritto che per esercitare la carica di Sindaco è necessaria - oltre alle doti che specifichi Tu - una istruzione di base che serve a capire tutti gli innumerevoli testi amministrativi e giuridici che devono essere rispettati ed applicati nella prassi quotidiana dei municipi. È vero: "meglio un asino vivo che un dottore morto". Io, poi, non ho mai affermato che occorra essere laureati per diventare sindaci, ma
potrei citare in separata sede casi di furboni asociali che, essendo analfabeti di ritorno, si sono buttati in politica e sfogano le loro frustrazioni taglieggiando chi ha avuto successo nella vita con un lavoro onesto. Sono i famosi monocoli nel mondo dei ciechi. Oggi succede che per fare lo spazzino è necessaria la licenza di scuola media ed anche che rispettabili laureati debbano accontentarsi di fare gli autisti di bus perché non hanno l'opportunità né gli appoggi per candidarsi come sindaci od assessori.
 
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navegna
Inviato il: Domenica, 28-Set-2014, 20:32
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Caro Girumin,
anche a me farebbe piacere vedere politici, non solo sindaci, con una formazione adeguata di cultura generale , sarei veramente contento, e questo vale anche per il cantone Ticino!
Ma vedo la realtà. e questa mi da parecchio fastidio:
- Precedenti penali come se fosse lo scontrino del supermercato.
- Conflitti d'interesse (mandati in consigli d'aministrazione)
- Incarichi plurimi , con un totale del 200 e più %
- Totale incapacità d'ascoltare la voce del cittadino.
- Totale mancanza si sincerità (lingue biforcute)
- TOTALE DISINTERESSE PER LA SOCIALITÄ.
- Nessuna nozione della cultura locale.
È vero, non è necessaria una naurea per entrare in politica comunale (e nemmeno per la politica nazionale) , ma se dovessero essere richieste le mie esigenze minime, i nostri parlamenti sarebbero deserti!
Forse mi ripeto, ma voglio insistere:
Gran parte dei politici attuali, anche in Ticino, non hanno i requisiti minimi e non sono degni di rappresentare noi cittadini, ne in Liguria, ne in Ticino ne in Italia, e questa situazione mi disturba enormemente.











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Girumin
Inviato il: Giovedì, 09-Ott-2014, 17:23
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Caro Navegna,
non c'è proprio bisogno di tirare in ballo il Ticino, con una operazione di "benaltrismo", per discutere sull'opportunità di negare il diritto di candidatura a cariche comunali in Italia a chi non ha conseguito la
licenza di scuola media, che è il titolo di studio minimo per concorrere ad impieghi pubblici. Se vuoi parlare del Ticino, dei suoi politici ed amministratori telefonami: sono tutto per Te.
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 12-Ott-2014, 18:11
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Caro Navegna, come Saulo sulla via di Damasco ho avuto una "illuminazione" che potrebbe indurmi a rinnegare tutte le mie convinzioni circa i sindaci illetterati. Da un ex-sindaco (non illetterato) mi sono stati svelati i principali "segreti di Pulcinella" relativi alla funzione di sindaco (nota che scrivo sempre minuscola questa parola). Riduco all'osso. Chi comanda nelle amministrazioni comunali è il Segretario, che spesso è al servizio d'una "eminenza grigia". Il sullodato svolge tutta l'ordinaria amministrazione con la competenza che gli è conferita dalla preparazione di base e dall'esperienza: generalmente è un professionista serio e preparato. Il sindaco e la giunta possono limitarsi a proporre provvedimenti - delibere - che servano a soddisfare gli appetiti degli "amici" ed "amici degli amici" ed a colpire i "nemici": il segretario provvederà a mettere nero su bianco ed in regola con la legge qualsiasi stortura gli venga richiesta. Il Consiglio Comunale - che dovrebbe fungere da Legislativo - è semplicemente una zavorra manovrata dalli superiori in Comune. Il Prefetto può commissariare il Comune solo se i bilanci preventivo e consuntivo non sono in regola. Amen. Bella la vita del sindaco!

 
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