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200 anni di occupazione "italiana": 1814 - 2014, Respublica superiorem non recognoscens
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repubricadezena
Inviato il: Domenica, 03-Nov-2013, 13:21
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Truppe inglesi soppressero la Repubblica Genovese nel Dicembre 1814 e essa fu annessa dal Regno di Sardegna il 3 Gennaio 1815.

200 anni di occupazione "italiana": 1814 - 2014

Qual´è il modo migliore per commemorare questo -triste- anniversario? Un referendum per
l´indipendenza (v. la Scozia, o la Catalonia !) ? Manifestazioni, un paio di minuti di silenzio, una coccarda all´occhiello con i colori di Genova?


 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 17-Nov-2013, 17:41
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Caro Republicadezena,
pur con tutte le ragioni storiche a dimostrazione dell'errore statuito dal Congresso di Vienna a danno della Repubblica d Genova non si può - a mio giudizio - parlare di occupazione iniziata nel 1814. Da allora la Liguria ha condiviso la storia dell'Italia partecipandovi: Se vogliamo l'indipendenza non accampiamo pretese campate in aria come questa dell'occupazione. Cerchiamo di distinguerci nel meglio invece di lasciarci invadere dal malaffare.
 
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repubricadezena
Inviato il: Venerdì, 29-Nov-2013, 02:02
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pretese campate in aria come questa dell'occupazione? Cerchiamo di distinguerci nel meglio invece di lasciarci invadere dal malaffare ? Malaffare??
Come dire che il Sacco di Genova del 1849 è un´invenzione progagandistica e che non è mai successo ...


... e a proposito dell´italia:

Vittorio Amedeo: ("L'Italie est un artichaut que la maison de Savoie doit manger feuille à feuille").
e “spazio vitale del Piemonte”, a sentire Carlo Alberto.

(citazione)
Regno d'Italia fu il nome assunto dallo Stato sardo il 17 marzo 1861 quando, in seguito all'annessione da parte di quest'ultimo del grosso dei territori degli stati preunitari, si ebbe l'unificazione politica della penisola italiana. Non vi fu, quindi, la costituzione di una nuova entità statuale, ma un semplice cambio di denominazione del precedente Stato sardo [2]. Il regno cessò di esistere nel 1946, quando la forma di stato fu mutata in repubblica, in seguito ad un referendum istituzionale.
Il 18 febbraio 1861 Vittorio Emanuele II, con un solenne discorso rivisto da Cavour, inaugurò a Torino il nuovo Parlamento formato dai rappresentanti di tutti gli Stati e territori italiani annessi al regno di Sardegna, al fine di esaminare il progetto governativo di Unità nazionale. Il sovrano sorvegliò la discussione per far respingere le manifestazioni di tipo democratico, e rifiutò il titolo di Re degli italiani con l'ordinale iniziale (Vittorio Emanuele I). Finalmente, il 17 marzo 1861 firmò col Cavour la seguente legge che proclamava il regno d'Italia: «Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, ecc, ecc, ecc,....il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico. Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del governo mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato». Ma non vi fu – dicono i manuali di Diritto Costituzionale - né in tale occasione, né in alcuna altra antecedente o susseguente, alcuna costituzione ex novo di una entità politica statale. Lo stesso appellativo di regno d'Italia, assunto con legge 17 marzo 1861 n. 4671 (suddetta), è solo il nuovo nome, più appropriato alla nuova situazione di fatto, assunto dallo Stato sardo. Per cui, concludono: l'attuale Stato italiano non è altro che l'antico regno di Sardegna...|Francesco Cesare Casula, Breve storia di Sardegna, pp. 244-245
(fine citazione)
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 02-Dic-2013, 19:01
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Mamma mia! Il Tuo Casula - caro Republicadezena - mi incenerisce...Eppure, ripeto, pur con tutte le buone ragioni dietrologico-storiche evocabili, mi sembra che lamentarsi della occupazione sabauda e poi italiana dopo duecento anni appaia una velleitaria battaglia di retroguardia, quasi come quella - sfortunata - di Orlando a Roncisvalle. La Repubblica di Genova fu conquistata dai giacobini francesi che la trasformarono in Repubblica Ligure (1797-1805), poi Napoleone l'inglobò nell'Impero Francese, (del quale fece parte fino al 1814) fino alla occupazione di Genova per opera delle truppe inglesi. Il Congresso di Vienna ristabilì "l'ancien régime" con qualche variante, come - appunto - l'annessione della Liguria al Regno di Piemonte e Sardegna. Fu quella una sconfitta diplomatica dei rappresentanti politici della Liguria. Il sacco di Genova, trentacinque anni dopo, fu un episodio sanguinoso di repressione in un momento molto critico del Regno Sardo-Piemontese, un'operazione esasperata di "ordine pubblico", non un'occupazione. Poi seguirono le vicissitudini del Risorgimento, cui anche i Liguri parteciparono da sudditi, non da schiavi. Per i Liguri l'Italia - Regno o Repubblica - é poi sempre stata la PATRIA. Ma la Liguria non é mai stata "Limonte", semmai si
é lasciata permeare da infiltrazioni più o meno organizzate, ciò che io chiamo malaffare.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 10-Giu-2014, 15:30
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Republicadezena ed altri amici dove siete? La vostra battaglia di retroguardia "ad orologeria ritardata" come va? In questa sede non avete trovato seguito né rinforzi. Io sto a vedere...
 
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repubricadezena
Inviato il: Domenica, 18-Gen-2015, 16:01
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Cao Giromin, scioscia e sciorbi no se peu: o ti te Zeneize, o ti te Italian - a stoia no a se peue cangia. Donde ti veu che semmo? Semmo qui, a aspeta che Zena a segge morta do tutto. De ciu no se peu fa. A Catalunya a l'a mantenuo a seu lengoa e a seu dignitae, a mi me fa raggia, che son ciu bon a scrive e pensa in Italian che in Zeneize. No me parla da Italia come se a fuse a PATRIA: de PATRIA ghe n'e unn-a sola, a Zeneize. In Italian se ghe dixe sindrome de Stoccolma. I Zeneixi en devegnui ciu Italien di Italien. No creddo propprio che a gente do " blog dei liguri indipendentisti (www.liguriaindipendente.com e M.I.L)"- ben scrito, ma in Italian - g'aggian ancon a poscibilitae de cangia quarcosa - a l'e finia, saieva megio anasene tutti a ca e scordase che un'otta gh'e staeta una nacion che a se ciamava Zena.
(Vanni a leze pe cuixitæ in scio blog a lettera do Matteo Mirenda (http://www.liguriaindipendente.com/index.php/lettere).
 
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