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Letti freddi, L'invasione di residenze secondarie
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 15-Ott-2012, 17:13
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Caro Navegna,
quand'ero ragazzo - molti anni fa! - faceva ridere una battuta di qualche professore che riprendeva un allievo affetto dalla tendenza a svicolare nelle risposte. Te la rammento. "Ti domando < Dove vai? >; mi rispondi <Porto pesci >". Il medesimo rimprovero ironico potrei rivolgere garbatamente a Te, che Ti lanci in deplorazioni sui massimi sistemi, a commento della mia notizia sulla aggravata fiscalità immobiliare riservata agli abitanti di Pontresina. Inoltre le Tue irruenti "tirate" contro le storture vere o presunte del fisco svizzero possono essere capite e valutate quasi solo da me, che vivo in Svizzera. I "maniman" leggono e tacciono marpionescamente. In questa discussione - che ho lanciato io - il tema centrale vorrebbe essere la critica alla Regione Liguria - intendo il Governo della Regione - motivata dal fatto che non solo tollera l'esistenza di oltre TRECENTOQUARANTAMILA abitazioni secondarie, e chiude entrambi gli occhi sugli squilibri connessi nel mercato immobiliare, ma addirittura mostra manica larga su progettate costruzioni di infrastrutture turistiche , come certi "porticcioli" faraonici. Che la Liguria debba rimanere regione della Repubblica italiana o riesca - come auspichiamo - a conquistare l'autonomia totale come stato indipendente, io credo che sia suo supremo interesse tutelare il proprio territorio e/o paesaggio eliminando il pauroso squilibrio numerico fra le abitazioni primarie dei residenti e quelle secondarie - i "letti freddi" appunto - dei "foresti". Perciò analizzo statistiche, notizie, regolamenti e leggi che riguardano le case di vacanza in genere e quelle che gremiscono la Liguria. Uno degli strumenti più efficaci per cercare di ridurre gli inconvenienti credo sia l'aumento della pressione fiscale sui non-residenti. Qualcosa é stato fatto con l'IMU e molto ancora può essere fatto dai Comuni resi sempre più famelici di imposte dai tagli delle rimesse statali. Dispieghino le antenne - quindi - coloro che hanno soddisfatto il legittimo desiderio di "farsi la casa al mare" o l'esigenza di investire i risparmi nel mattone ligure: si preparano tempi duri per loro. Ancor più duri dei presenti. Sappiano che quasi certamente il mercato immobiliare si volgerà finalmente a vantaggio di chi vive e lavora in Liguria ed aspira a "farsi la casa" senza svenarsi.
 
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navegna
Inviato il: Martedì, 16-Ott-2012, 10:42
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Caro Girumin,
Ti rispondo brevemente.
Le , purtroppo, vere storpiature fiscali svizzere sono molto sentite e criticate in Italia, ne sento parlare ogni volta a Genova, anche come lieve rimprovero, e Ti dico sincerament, io come svizzero , ho vergogna!
Saluo
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 27-Dic-2012, 19:46
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Caro Navegna,
apprendo con stupore che i campioni di evasione fiscale - cioé gli Italiani in blocco - si dilettano di deplorare vere o presunte storture del fisco svizzero. Basta considerare che l'IVA in Italia é fissata al 22% perché
decimata da evasione sistematica, mentre in Svizzera é dell'8% perché
la stragrande maggioranza dei cittadini la paga sempre. Sono due mondi diversi!
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 13-Mar-2013, 17:53
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Le elezioni avrebbero potuto costituire un'occasione per riscaldare temporaneamente i tantissimi "letti freddi" della Liguria: occasione molto importante per i riflessi politici nazionali. Eppure dalla "Lettere al Corriere" apprendo che in certi celebrati Comuni turistici - "rapallizzati", tanto per intenderci - vari seggi sono rimasti semideserti perchè avrebbero dovuto
ricevere i voti di possessori di "pseudo-abitazioni primarie", cioé - giova ripeterlo - di case di vacanza registrate ufficialmente come abitazioni primarie. Naturalmente se si giunge a questo punto le amministrazioni comunali interessate DEVONO ESSERE EDOTTE DA TEMPO del trucco che anche l'ultimo uomo della strada subodora, vede, registra mentalmente.
Se si indaga sull'astensionismo elettorale bisogna tenere conto anche di quanto incide la stortura delle false residenze primarie.
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 05-Mag-2013, 15:52
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Anche se sulle abitazioni primarie dovesse essere abolita, l'IMU rimarrebbe sulle abitazioni secondarie e non sarebbe trascurabile dopo l'aumento recente. Assume quindi ancor maggiore importanza la discriminazione tra abitazioni primarie e secondarie, sulla quale spetta ai Comuni vigilare. Sembra che finora siano stati
compiuti molti abusi come - tanto per esemplificare - finta separazione di coniugi con susseguente elezione di due domicilî separati, figli adulti che non vogliono più essere definiti "bamboccioni" e fanno credere d'essersi stabiliti nella casa di vacanza della famiglia riqualificandola come propria abitazione primaria, ecc...ecc. La fantasia degli evasori non ha limiti, diventa persino tracotante. Le cosiddette "Autorità" comunali sono di manica larga: non vedono o fanno finta.
Ora che scoprono di essere in perenne bolletta, con l'acqua alla gola e sulla soglia del fallimento dovrebbero svegliarsi e riqualificare secondarie le case pseudo-primarie. Almeno per fare cassa, non pretendo che perseguano scopi nobili come la giustizia distributiva e/o l'equità.
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 14-Lug-2013, 18:16
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Nell'ultimo numero - di Giugno corrente anno - di "Osservatorio Turistico Liguria News, giuntomi per vie traverse, leggo con sorpresa che "...il PIL attivato dal turismo in Liguria ha un peso del 5% circa sul PIL totale regionale...". La sorpresa nasce dall'esiguità della voce "turismo" nel bilancio della Liguria. Possiamo perciò
definire la nostra terre "a vocazione turistica"? Credo proprio di no. E qual'è l'attività che impingua il PIL ligure? Non certo l'agricoltura, presumo. Chi sa parli!
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 01-Ago-2013, 19:39
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Riporto un articolo molto interessante dell'ultimo numero di "Trucioli savonesi sul tema che tratto da tempo. Leggetelo

SECONDE CASE E ALBERGHI

I nostri amministratori e ciò che è più grave, anche i nostri imprenditori, (nonostante la ormai chiarissima crisi delle vendite immobiliari) non si sono ancora resi conto che non basterà lo slancio del passato per sostenere nuove iniziative in questo settore
Ho visto con interesse l’articolo di Guido Luccini pubblicato nella rubrica “Trucioli Savonesi “ e quindi su “”la “Stampa” del 20c.m. nella “La parola ai lettori”
In effetti oggi, con la crisi in corso, ci si può rendere conto del fatto che lo sviluppo industriale prima e poi anche quello turistico della Liguria (ma non solo) è stato completamente sbagliato e che è ormai necessario cercare nuove vie.
Le seconde case, almeno nei centri minori liguri, sono ormai una schiacciante maggioranza degli immobili civili.
Molte sono aperte due o tre mesi all’anno ma non tutte, in quanto una percentuale non indifferente non apre affatto e costituisce ormai una perdita secca di ricchezza per la società nel suo insieme.
Esse sono nate da una distorsione della economia, come rifugio dalla incalzante inflazione monetaria, che ha indotto a preferire questo investimento a scapito di un turismo più dinamico appoggiato alle strutture alberghiere (con conseguenze disastrose su di esso).
Negli anni ’70-80-90 il livello di inflazione ha oscillato tra il 10 e il 20% con punte del 30% tra periodiche svalutazioni della nostra lira.
A questa situazione gli italiani, per evitare di vedere i loro sudati risparmi squagliarsi come neve al sole, hanno reagito in diversi modi:
Alcuni (i così detti speculatori) hanno portato i propri gruzzoli all’estero per ottenerne un rendimento reale, con il risultato di privare di preziosi capitali lo sviluppo nazionale.
Moltissimi hanno acquistato buoni del tesoro statali che rendevano anche il 10% mentre la lira si svalutava del 20 o 30%, finanziando, in perdita, il debito che i nostri governi continuavano ad ingigantire allegramente creando, (nel migliore dei casi ) in cambio di voti, nuovi posti di lavoro per nullafacenti nei ministeri, regioni, province e comuni etc (come i mugoli di guardie forestali della Sicilia e della Calabria).
Altri compravano qualche sterlina o marengo d’oro che le organizzazioni internazionali si affrettavano svalutare.
Infine molti pensarono di impegnare i loro risparmi per acquistare un alloggio in località di mare o montagna dove passare le ferie, rinunziando ad esplorare il loro paese e impegnando un enorme potenziale di lavoro e capitali destinati, una volta che fosse cessato il processo inflazionistico, a rimanere, almeno parzialmente, inutilizzati.
La cosa ha in effetti funzionato in quanto, in genere, il valore monetario dell’immobile aumentava superando, qualche volta, anche l’inflazione.
Ma lo Stato ingordo ha iniziato a tassare il settore immobiliare (prima incentivato con l’esenzione fiscale venticinquennale) in un primo tempo con l’imposta sul valore aggiunto INVIM, poi con l’ICI ed infine con l’IMU, ponendo un grosso carico su questi investimenti cui si aggiungevano le tariffe speciali per acqua, luce e gas per i non residenti.
A causa della nuova pressione fiscale e della decisa flessione della inflazione, ridotta ormai a 2-3% (ossia un decimo rispetto agli anni 70-90) dovuta alla introduzione dell’Euro, la situazione è ormai cambiata e l’investimento in seconde case non regge più se non sotto forma di costoso lusso.
Con la nuova moneta europea i nostri governanti forse pensavano furbescamente di poter accollare il debito ai partners europei o di poter continuare con il gioco delle svalutazioni ma l’Europa impone ormai una moneta stabile con inflazione ridotta.
Pertanto oggi o si esce dall’Euro e si continua con la spesa facile, inflazione galoppante e conseguente disastrosa fuga di capitali, oppure occorre rendersi conto che il gioco delle seconde case non sta più in piedi.
Ma pare che i nostri amministratori e ciò che è più grave, anche i nostri imprenditori, (nonostante la ormai chiarissima crisi delle vendite immobiliari) non si siano ancora resi conto che non basterà lo slancio del passato per sostenere nuove iniziative in questo settore.
Si continua così a sentire di nuove e sempre più pesanti iniziative per la realizzazione di nuovi “residence” di cui riferisce la stampa, in seguito alla “delocalizzazione” di complessi industriali (Gavarry di Albisola, Olmo di Celle L., cave Ghigliazza, Piaggio di Finale etc) o a ristrutturazioni o sostituzione di immobili industriali o alberghieri.
¨
Progetto Gavarry

Anche alberghieri perché il settore è ormai in crisi profonda, a causa della frammentazione del settore in piccoli e medi complessi, (dovuta, almeno in parte, anche alla concorrenza delle seconde case) incapace di inserirsi nel mercato del turismo moderno basato su grandi numeri.
In conseguenza i nostri alberghi anche di una certa dimensione (vedi Hotel Royal di Spotorno, uno dei maggiori della provincia di Savona, è ormai chiuso da due anni) non riescono sopravvivere e sempre più tendono a trasformarsi in seconde case finendo con l’ aggravare la situazione sopra descritta.
In effetti, a parte il problema della ridotta inflazione e del nuovo carico fiscale, che renderà ormai impossibile il proliferare delle seconde case, si pone oggi quello di ristrutturare il sistema alberghiero nazionale adeguandolo alla scala attuale dei flussi turistici che si muovono con grandi numeri e grande flessibilità oltre che ad una revisione delle dimensioni delle unità abitative e della relativa normativa legale. (vedi art di cui sopra)
Abbiamo visto in questi ultimi 10.-15 anni lo sviluppo sorprendente delle crociere reso possibile dalla costruzione di navi di dimensioni molto grandi e continuamente crescenti che hanno alimentato una nuova e fiorente industria turistica.
E’ quindi ormai ora di affrontare una profonda ristrutturazione del settore alberghiero passando da una visione artigianale ad una industriale, basata su una adeguata scala delle strutture alberghiere capaci di attrarre non solo il turismo internazionale, la cui domanda è fortemente crescente ma anche di offrire al mercato interno un turismo interessante e variato (in alternativa a quello statico delle seconde case).
Ma occorre riflettere che non basta poter disporre di strutture alberghiere in grado di ospitare 1000-2000 persone nelle nostre migliori località.
Occorre, innanzi tutto, che esse possano giungere alle loro destinazioni in modo facile e rapido.
Il sistema autostradale e ferroviario nazionale si sta avviando ad una fase di sufficiente efficienza ma in particolare per la Liguria occidentale, abbiamo un grave handicap per quanto riguarda i collegamenti aerei in quanto il piccolo aeroporto di Villanova d’Albenga è ormai chiaramente insufficiente.
Sarà anche questa carenza che nel prossimo decennio si dovrà colmare per rendere possibile uno sviluppo equilibrato del settore (Vedi Google “nuovo aeroporto di Albenga)
E’ inoltre necessario pensare a predisporre iniziative per condurre, dai grandi alberghi, sul territorio i turisti alla scoperta non solo dei panorami, delle preziose strutture urbanistiche e architettoniche e dei musei ma anche per conoscere i tesori dell’artigianato e delle gastronomie locali.
Sarà in tal modo possibile sollecitare un nuovo e potente sviluppo della tradizionale sana e redditizia occupazione, caratteristica delle nostre popolazioni, che non sono adatte alla industria fumosa ma piuttosto alla fantasia dell’artigianato e della ristorazione
Solo in tale situazione i grandi Tours Operators internazionali saranno interessati a indirizzare in Italia un nuovo e consistente flusso turistico che ci consenta di riappropriarci del perduto primato.
Giorgio Berriolo
 
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 27-Giu-2014, 18:35
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La fiscalità è diventata di questi tempi un tema scottante. Specie quella comunale, eppure l'esercito di "blogger" che hanno cumulato centinaia di interventi del tipo "monosillabo onomatopeico" (esempio: gulp! sigh! ecc...) tacciono maestosamente. Dal mio osservatorio non arrivo a captare notizie sulla condotta dei Comuni. I responsabili si saranno finalmente tolte dagli occhi le fette di salame che impedivano loro di discernere un'abitazione primaria da una secondaria? Avrebbero tutto da guadagnare!
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 10-Ott-2015, 18:33
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Il balletto delle imposte comunali sugli immobili non è ancora finito: infatti è imminente uno sgravio lineare che interesserà le abitazioni primarie. Tutte, anche quelle fasulle perché qualificate tali con espedienti a volte addirittura suggeriti dai notai (vox populi). L'aberrazione delle stime catastali assurde che sussistono a milioni non è stata corretta da nuove stime realistiche, quindi tutta la struttura iniqua dell'imposizione sull'immobiliare si perpetua. E non se ne parla più. I letti freddi sono collegati strettamente all'elusione sistematica, la quale godrà del beneficio dell'abolizione dell'IMU. Bene: di bene in meglio. Alla faccia del rarissimo contribuente onesto.
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 27-Ago-2016, 21:57
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nella valanga di notizie sul terremoto ne ho trovata una che m'ha fatto trasecolare. Se è vera esprime una situazione inimmaginabile.
Nel Comune di Amatrice al percentuale di abitazioni secondarie ammonterebbe al 70% delle unità abitative: cifra che potrebbe avere una approssimazione per difetto, se si pensa che generalmente chi può gabellare per primaria un'abitazione secondaria lo fa subito.
La popolazione del paese ammonta a circa 2650 anime, ma in stagione di vacanze aumenta di DIECI volte. Amatrice sarebbe perciò il più luminoso esempio di "Comune fisarmonica". Altro che "Borgo più bello d'Italia! Quanti bei "letti freddi andati in briciole! I loro proprietari decideranno di ricostruire dov'era e com'era il proprio nido
di uccelli migratori' Ne vedremo delle belle. Molto belle ed alla fine il
pesantissimo conto lo pagherà il solito Sior Pantalone.
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 05-Set-2016, 14:30
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Nel numero odierno (5.9.'16) di "Repubblica leggo (e sottolineo):
"Un numero di telefono, il 3384996173, per mettere a disposizione dei residenti che hanno perso l'abitazione nel sisma del 24 agosto le seconde case agibili della zona. E a meno di 24 ore dal lancio dell'iniziativa, voluta dal sindaco Pirozzi e battezzata "Amatrice solidale", sono oltre venti le offerte ricevute. "Un dato destinato a crescere", assicurano dall'amministrazione. "Sarebbe bello - ha spiegato Pirozzi - che le seconde case fossero messe a disposizione gratuitamente anche senza usufruire del contributo di autonoma sistemazione. Il mio obiettivo sarà quello di far sì che nella fase della ricostruzione i proprietari delle seconde case vengano trattati allo stesso modo dei proprietari delle prime case".

Sisma: acqua non potabile ad Amatrice, sindaco vieta uso
Per i proprietari delle prime case le verifiche strutturali per definite l'agibilità partiranno martedì 6; mentre per coloro che possiedono seconde case fuori dalla zona rossa e che vorranno metterle a disposizione dei residenti i controlli di agibilità verranno eseguiti con priorità rispetto alle altre seconde case. Un patrimonio, quello delle seconde case, che ammonta a circa 5mila stabili.

Com'è grande l'Amatrice delle "seconde case"!! Se 5.000 case rappresentano il 70% del totale le "prime case" sono solo 2.100.
Non si divulga il numero di "seconde case" inagibili, ma su un totale di 5.000 ben 20 (dicesi venti) vengono messe a disposizione dai
proprietari. Il generosissimo Sindaco, poi auspica che anche ai proprietari delle "seconde case" vengano "trattati come quelli delle
"prime case", che - aggiungo io - hanno diritto ad un sussidio statale.
Si sono già verificati tentativi di ufficializzazione di "seconde case" come "prime", destando legittimo sospetto nelle Procure. Bene!
Alla fine il conto lo pagherà - come sempre - Sior Pantalon de' Bisognosi.
 
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