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Letti freddi, L'invasione di residenze secondarie
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MacLucky
Inviato il: Mercoledì, 12-Set-2007, 21:22
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Caro Scimun ti ricordo che la Liguria è una delle regioni italiane tra le più patriottiche e attaccate al tricolore quindi purtroppo è vero che chi parla in dialetto è mal visto, motivo per il quale infatti da noi sta via via scomparendo mentre in altre regioni rimane ben saldo.
Il compito del M.I.L., proprio perchè in Liguria, è assai difficile
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 29-Nov-2007, 16:14
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QUOTE (vincenzo @ Giovedì, 06-Set-2007, 11:00)
Ci sono CONTRADDIZIONI

Se fosse vero che la Repubblica di Genova aveva "assenza di cultura ligure e di consapevolezza dei legami che intercorrono tra una comunità e il suo paesaggio storico e naturale......L'assenza di identità in breve.." allora come si spiega che proprio durante il periodo della Repubblica di Genova abbiamo avuto la MASSIMA tutela dei nostri "borghi" , dei nostri "centri storici", del nostro paesaggio e della nostra agricoltura ( le "fascie", le "creuze") ????....
Tutto quello che c'è di veramente BELLO nelle città liguri è stato costruito durante la REPUBBLICA di GENOVA.
E' con l'avvento dell'occupazione italiana che è iniziato e perdura lo "scempio" !!!

Se fosse vero che la Repubblica di Genova aveva "assenza di cultura ligure e di consapevolezza dei legami che intercorrono tra una comunità e il suo paesaggio storico e naturale......L'assenza di identità in breve.." allora come si spiega che proprio durante il periodo della Repubblica di Genova abbiamo avuto la MASSIMA tutela dei nostri "borghi" , dei nostri "centri storici", del nostro paesaggio e della nostra agricoltura ( le "fascie", le "creuze") ????....
Tutto quello che c'è di veramente BELLO nelle città liguri è stato costruito durante la REPUBBLICA di GENOVA.
E' con l'avvento dell'occupazione italiana che è iniziato e perdura lo "scempio" !!!

Io direi, caro Vincenzo, che lo scempio della Liguria dipende proprio dalla sua contaminazione sociale - comune, del resto, a tutte le regioni. Anche dopo la Repubblica di Genova il "bello" ha continuato ad esistere, ma ha cominciato ad essere stravolto solo da quando i Liguri si sono lasciati sopraffare dai "foresti" dotati di "grana". E perchè si sono lasciati sopraffare? Semplicemente perchè - a mio modesto parere - non hanno saputo tenere il passo con il progresso economico. Dov'è, qual'è la libera iniziativa ligure nell'edilizia, nel commercio, nell'industria? Non parliamo di piccole e medie imprese! L'iniziativa imprenditoriale è quasi sempre dei forestieri, poi verranno gli Arabi ed i Cinesi. non credo d'essere catastrofico. Conclusione: lo spirito ligure animava il progresso, ma
quando il progresso (culturale, economico, civile) s'è rivelato insufficiente, anche lo spirito ligure è decaduto. Riportarlo all'antica forza è molto, molto arduo! Purtroppo.
 
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scimun
Inviato il: Giovedì, 29-Nov-2007, 17:38
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Attivo
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diciamo pure che ha fatto comodo anche a noi che i foresti venissero a bruciare baracche qui...
quanti contadini hanno svenduto e svendono i terreni in cambio di appartamenti che consentono loro di vivere di rendita?
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 17-Gen-2008, 12:52
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Cari Amici,
ho ripassato tutto il corso della discussione proposta da me: credo che si possa considerarla conclusa e giudicare in modo positivo le conclusioni raggiunte attraverso analisi storiche ed osservazioni sociologiche. Apprezzo molto gli interventi di Scimun, che dimostra - secondo me - d'aver capito molto bene il meccanismo della decadenza ligure. Occorre domandarsi: la Liguria ha toccato il fondo' Io risponderei di sì, se non altro perchè dopo aver toccato il fondo si trova
la motivazione e la forza di risalire. E sarà proprio l'indipendentismo la molla
della ripresa!
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GMB
Inviato il: Giovedì, 17-Gen-2008, 15:16
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Allievo Indipendentista
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Possiamo anche dire che, a un certo momento, è venuto meno il sentimento di appartenere a una comunità. Questo ha fatto si che si sia creata una spaccatura tra scelte private e interesse pubblico. La politica, ovviamente insensibile al concetto di 'Liguria', non è intervenuta e ha lasciato che le cose avessero il loro infausto corso. Oggi misuriamo quegli errori. L'unica strada per ripartire è restituire alla società ligure un progetto che abbia come cardini un territorio e la sua cultura, senza peccare di astrazione e cercando su questa scia occasioni di concreto e autentico sviluppo umano.
 
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SPQI
Inviato il: Giovedì, 17-Gen-2008, 20:26
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Patriota Ligure
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QUOTE (Girumin @ Giovedì, 17-Gen-2008, 11:52)
se non altro perchè dopo aver toccato il fondo si trova
la motivazione e la forza di risalire

Purtroppo si può anche continuare ascavare.
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Certo l'indipendenza, se ben governata, sarà una soluzione ai mali della società. Se però lasceremo che intervengano le stesse forze che finora hanno consentito alla società ligure, e più in generale italiana ed europea quando non occidentale, di disgregarsi e di8 trasformarsi in altro che una civiltà, per noi non ci sarà altra strada che il sempre più giù.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 30-Nov-2010, 20:43
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Indipendentista
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Mi sembra giusto riportare anche in questa discussione i dati già esposti in "Piano-casa". Come risulta dall'articolo del Signor Aldo Pastore in "Trucioli savonesi", il numero di case di vacanza in Liguria è sterminato. L'Assessore regionale al Turismo ricorre ad un pietoso eufemismo quando afferma che la presenza di seconde case "deve integrarsi, in modo efficace, con l'offerta alberghiera". Io credo invece che sia
precisamente la rovina degli alberghi. Ma ne discuteremo se qualcuno, oltre al fido Navegna, vorrà scendere in campo.

Aldo Pastore è l'autore dell'articolo cui mi riferisco, dal quale traggo il brano seguente:

In LIGURIA vi sono 328.033 SECONDE CASE, ovvero ABITAZIONI NON OCCUPATE, DESTINATE A VACANZA; SI E’ VERIFICATA, IN OTTO ANNI, UNA CRESCITA DEL LORO NUMERO PARI AL 75 PER CENTO.

La parte più consistente riguarda il Territorio Savonese con 107.999 Seconde Case, seguita dall’Imperiese con 92.678, dal Territorio Genovese con 91.059 e dallo Spezzino con 36.297.

In questa occasione, l’Assessore Regionale al Turismo Angelo Berlangieri è giunto a dichiarare:
“Le seconde case in affitto rappresentano per il turismo ligure una opportunità economica e di sviluppo territoriale, anche se questa opzione deve integrarsi, in modo efficace, con l’offerta alberghiera.”

Mi permetto di dissentire da questa dichiarazione dell’Assessore, facendogli osservare che le scelte neo-edificatorie, che conducono alla creazione di Seconde Case, servono unicamente agli interessi finanziari e speculativi dei piccoli e grandi Paperoni; per il resto, esse sono lesive per la fragile bellezza del nostro Territorio e, di conseguenza, per l’Economia Turistica.

Aggiungo che, se si vuole investire, ancora una volta, nel Settore Edilizio, occorre concedere la priorità alla PRIMA CASA, venendo incontro agli elementari bisogni degli Sfrattati, di tutti coloro che non sono in condizione di pagare un affitto ed, infine, di tutti i Disperati, definiti “Senza tetto di Sera”, che sono costretti a frequentare le tendopoli periferiche della Città, perché privi di alloggio".

L'articolista si sofferma sugli aspetti fiscali della questione. a me interessa, invece,
l'enorme carico ambientale che il numero sterminato di "letti freddi" od "abitazioni occupate ad intermittenza" comporta per il territorio ligure.
Per ora Vi lascio meditare sulle cifre: i commenti alla prossima puntata.
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 10-Gen-2011, 18:54
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Il Ministro Calderoli s'è accorto che esistono "i furbi della prima casa", cioè quei probi cittadini che - non sapendo di diventare evasori - adottano ingegnose gherminelle (sempre le stesse!) per far registrare come abitazioni primarie le loro case di vacanza.
Ne avevo accennato pure io, tempo fa, eppure sembra che le occhiute ed onnipotenti amministrazioni comunali non se ne siano accorte. Io credo, invece, che conoscessero bene la tendenza in atto e che avessero fatto un accurato bilancio costi/benefici concludendo che l'operazione è ugualmente redditizia in un bilancio onnicomprensivo.
Probabilmente anche i vicini dei trasgressori s'erano accorti dell'inghippo e tacevano per non passare per delatori. Ipotesi mie, del tutto gratuite e fantasiose. il fatto è che
ora è Roma Ladrona a doversi occupare del malandazzo ed a sentirsi in dovere di studiare un'apposita riforma, tanto per ristabilire la certezza del diritto, o della legalità.
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 12-Gen-2011, 18:54
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Indipendentista
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Caro Romano,
scopre l'acqua calda il Ministro Calderoli, quando afferma "scoveremo i furbi che mentono sulla prima casa". La seconda "prima casa" è una pratica molto diffusa da decenni a tutti i livelli.
La prima "prima casa" in città è intestata ad un familiare e la seconda "prima casa", al mare o in montagna, è intestata ad un altro componente della famiglia. La diffusione di questa pratica è stata indubbiamente agevolata dalla connivenza delle amministrazioni locali, le quali sino a due anni fa, si accontentavano di incassare l'ICI.
Con l'abolizione dell'ICI è sparita una fonte consistente di entrate per i comuni ed ecco la trovata di scoprire i furbi, di cui tutti conoscono l'esistenza e la consistenza.
Cordiali saluti
Attilio Lucchini


Riporto integralmente il testo d'una "Lettera a Romano", ovverosia al Corriere della Sera comparsa oggi. Commento: "Poveri Comuni" dei letti pseudo-freddi!
 
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cesaremortola
Inviato il: Lunedì, 17-Gen-2011, 08:26
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carissimi compatrioti , accedo a questo sito dopo una scelta a lungo meditata e mi piacerebbe far parte di questo forum .
purtroppo di liguria se ne vede poca in giro , soprattutto a zena ;infatti mi sono trasferito a camogli terra natale di mio papà e patria dei miei avi per poter sentir parlare ancora in zeneize ; ma anche qui uno sfacelo .. politici criticabili , privilegi , sprechi, seconde case , vorrei capire con voi cosa c'è da fare per portare avanti un progetto (il vostro) che sin da tenera età mi ha coinvolto emotivamente .
ho 34 anni e credo che sia veramente dura ; ma forse uno spiraglio può essere trovato e se vi si fa breccia senza indugio alcuno , mirando al centro della questione (le palanche) , come la prora di un rompighiaccio questo statico piattume andrà in frantumi .
cesaremortola@yahoo.it
 
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navegna
Inviato il: Lunedì, 17-Gen-2011, 09:28
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Interessato
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Esiste una possibilità semplice , ma che comporta qualche rinuncia:
Non vendere i terreni a chiunque e non vendere tramite agenzie, ma cercare di persona un nuovo proprietario.
Aspettare la soluzione "Piattino pronto" non funziona, anche se avessimo soltanto politici onesti e capaci, non possiamo delegare tutte le responsabilità, altrimenti ..... basti quardare fuori della finestra.
Secondo passo, integrare piu rapidamente possibile i nuovi arrivati.
alegri
 
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navegna
Inviato il: Giovedì, 20-Gen-2011, 20:44
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Interessato
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Odio é un sentimento che solitamente non é parte di mio carattere, ma talvolta divento xenofobo, se vado a piedi da una chieso all'altra, e mi rendo conto che non conosco nessuno ( sono quasi 2km) e sono a casa mia, quardo a destra ed a manca, cosa vedo?
Videocamere e cancelli in acciaio V4A, non canosco nemmeno i nomi di questi abitanti, mi passano quasi sopra i piedi con le loro macchine, non ho nessun contatto tranne con qualche legale che rompe le palle, se espongo la mia biancheria, perche stendere la biancheria sullo stenditoio sta male e perturba questo nobile ambiente di case di vacanza.
Devo asciugare i miei panni con energia atomica, soltanto per colpa di fannulloni che disprezzano il lavoro onesto???
direi proprio di no.
 
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 21-Gen-2011, 17:58
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Caro Navegna,
conosco abbastanza bene (quasi come Te, ma dall'esterno) le situazioni incresciose create spesso in Ticino dall'inserimento di persone estranee nelle comunità agresti.
Estranei che pretendono di portare nelle più solitarie località montane tutte le comodità ultramoderne di cui godono in città, che sono pieni di pretese come conquistatori e che trascorrono nelle loro case di vacanza poche settimane all'anno, non curandosi perciò di stabilire rapporti di conoscenza, amicizia, buon vicinato con i residenti stanziali. L'infittirsi di residenze secondarie ha provocato varie difficoltà alle amministrazioni comunali, tanto che si può dire d'aver varcato il limite della tollerabilità. Il bilancio costi/benefici non è più attivo per i Comuni rurali, perciò il Consiglio Federale sta già da tempo studiando metodicamente provvedimenti atti a frenare e bloccare la crescita dei "letti freddi" in tutta la Svizzera. In Italia, invece, si avanza a tentoni ed a strappi verso la nuova invenzione che è il FEDERALISMO MUNICIPALE, dando un colpo alla botte ed uno al cerchio: una partita a nascondino che vede a confronto l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ed il Ministero calderoliano. Pare che la confusione sia al massimo perchè dall'alto si preme affinchè avvenga un impossibile salto di qualità entro termini di settimane, come se chi comanda avesse la bacchetta magica delle fate. Stiamo a vedere!
Per quanto riguarda l'idiozia suprema - ormai consumata, purtroppo! - della vendita del territorio, ho già detto che si potrebbe ovviare a molti degli inconvenienti che comporta adottando e generalizzando il ricorso all'istituto giuridico del "Diritto di superficie" tipico della legislazione anglosassone, che consentirebbe di "vendere a termine" ogni bene immobile, case o terreni. Il prezzo di cessione del diritto di superficie sarebbe modulato sulla durata del diritto stesso - massimo 99 anni - quindi imporrebbe un calmiere al mercato - ormai arrivato a prezzi folli, oltrechè irrealistici - e lascerebbe ai Liguri la loro terra e le loro case allo scadere del diritto di superficie accordato ai foresti.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 01-Mar-2011, 17:37
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Le oltre trecentomila abitazioni secondarie censite in Liguria sono davvero tante! A chi appartengono? Per la maggior parte a cittadini padani (nuova stirpe eletta inventata dalla Lega e costituita da Piemontesi, Lombardi ed Emiliani). Prendendone atto dobbiamo allora ammettere che ci siamo avvicinati pericolosamente alla realtà detta Limonte. Non solo, ma anche LIGDIA e LIGUILIA. Vi pare? Andate a vedere, cari amici, la discussione intitolata Limonte.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 08-Mar-2011, 16:49
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Ho visto per caso su di una bancarella un libretto: "Les résidences secondaires" di Max-André Brier, edizione Dunod. L'o comprato e l'ho letto. È del 1970 e compendia
la già lunga ricerca analitica fatta dagli studiosi francesi in materia, spaziando dalla urbanistica alla sociologia all'economia. Molto interessante! Certo è stato fatto qualcosa di simile anche in Italia, ma ne sono edotti i sindachetti di comunelli selvaggi dell'entroterra? Magari semianalfabeti...Si sono preoccupate le amministrazioni provinciali, regionali, consorziali - e chi pù ne ha più ne metta - di erudire i pupi? Dai risultati - lì da vedere - sembrerebbe di no, anche se la barca va (perciò lasciala andare!). A titolo di confronto orientativo cito una cifra: nel 1970 le abitazioni secondarie in tutta la Francia - com'è grande la Francia, il Pentagono! - erano circa 1,5
milioni: solo il quintuplo di quelle censite - ufficialmente - nel 2010 nella piccola Liguria.
Censite ufficialmente significa che possiamo ritenere di conoscere l'ordine di grandezza
dell'elenco. In Francia il 20-25% delle abitazioni secondarie rapportato al totale era considerato il limite oltre il quale il fenomeno dell'inforestierimento saltuario produce danni. Ed in Liguria?
 
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