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Letti freddi, L'invasione di residenze secondarie
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 03-Set-2007, 19:09
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"Letti freddi" sono denominati, in Svizzera, i posti-letto delle residenze secondarie. E già da una quarantina d'anni - in Svizzera - i politici e gli amministratori locali si sono posti il problema di regolamentare la vendita di beni immobiliari a forestieri.
La Confederazione ha dettato le leggi-base, il parlamento le ha approvate, il popolo le ha accettate ed i singoli Cantoni le hanno adattate alle rispettive problematiche locali, regolando in senso limitativo il diritto - teoricamente intoccabile - di acquisto da parte di forestieri. Occorre precisare che i più forestieri
sono gli stranieri, ma subito dopo vengono i confederati. Esempio: uno Zurighese é
forestiero in Ticino. Nonostante ciò, in certe zone turistiche - esempio: Zermatt in Vallese - i prezzi delle case sono saliti a livelli irraggiungibili per gli indigeni, ma
ragionevoli per i miliardari russi che arrivano con le valige piene di svanziche.
Non mi risulta che in Liguria si cerchi di limitare l'invasione immobiliare dei Padani.
Agli amministratori locali insipienti ed incapaci fa gran comodo taglieggiare il foresto che occupa per dieci settimane all'anno il suo "letto freddo": l'IVA e tutti i tributi sono maggiorati, non occorre sovradimensionare i servizi e non si é soggetti
alla censura politica che il residente può esercitare col voto. Una pacchia!
Mi piacerebbe che la discussione si accendesse su questa mia provocazione, sempre legata ai temi "Sindaci illetterati" e "In Liguria esiste il malaffare?".
 
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SPQI
Inviato il: Lunedì, 03-Set-2007, 19:42
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Sono pienamente d'accordo. Specie in merito agli amministratori.

Faccio però una previsione, con l'Indipendenza della Liguria, molte seconde case diverranno le prime case di nuovi cittadini liguri.

Ovvero speriamo che avvenga cioè, io ritengo sia molto probabile, che molti che qui hanno la seconda casa vi si trasferiscano in pianta stabile, pagando tasse e spendendo qui i loro soldi.
 
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scimun
Inviato il: Martedì, 04-Set-2007, 15:59
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Quello delle seconde case è un circolo vizioso che è degenerato dopo gli anni '90.
ad un certo punto la vacanza sulla riviera, specie di ponente, è diventata insostenibile grazie ad albergatori ristoratori bagnari vari che hanno fatto salire i prezzi alle stelle, così è diventato conveniente fare la vacanza vera in grecia spagna sardegna ecc. e comprare una casa qui da usare nel week end, eventualmente dopo la pensione o da rivendere facendo un ottimo affare.
per i comuni i vantaggi sono stati incalcolabili, ici elevata su seconde case e bella figura con i residenti che hanno la prima casa, come detto da girumin.
il problema è che ora stiamo assistendo, anzi siamo in pieno fenomeno, ad un ulteriore passaggio.
le case vengono realizzate con appartamenti di pochi metri quadri e non vengono mai abitate, neppure un giorno, chi le compra a prezzi astronomici sono investitori che non metteranno mai piede in liguria ma che immobilizzano un capitale.
altro capitolo è quello degli hotel trasformati in seconde case..
mi allarma vedere oggi quello che già avvenne quarant'anni fa.
mi spiego fino agli anni 60 la zona di pietra ligure e loano era soprattutto agricola finchè impresari edili calabresi o piemontesi fecero capire ai contadini liguri che la terra valeva di più con trenta appartamenti al posto delle pesche, con il vantaggio non trascurabile, che gli appartamenti li tirano su i muratori e poi non serve ne zappare ne "scieguare" ne campare le pesche.
praticamente dalla fatica del lavoro agricolo hanno regalato a proprietari di modesti appezzamenti la possibilità di vivere di rendita, loro e le generazioni successive.
da noi è pieno di somari che hanno preso a stento il diploma di ragioneria e poi il babbo gli ha aperto l'agenzia immobiliare in cui vendere e comprare i beni di famiglia.
oggi questa mentalità sta pericolosamente intaccando la piana di ALbenga...avete idea di che cosa mostruosa potrebbe realizzarsi con la piana interamente edificata?

come sempre i liguri sono stati assenti, impegnati a trovare il loro bell'impiego statale o a coltivare gli spazi residui o a battersene il belino aspettando il vantaggio meschino immediato.

la liguria indipendente deve radere al suolo non svendere o regalare

prendiamo esempio dai corsi che minano i cantieri edili e incendiano le villette dei parigini.

apro una parentesi sui bagni marini.
ormai sono feudi trasmessi iure hereditatis in cui lavorano in nero bagnini e camerieri minorenni che devono comprarsi la moto piuttosto che pagare l'università..
in romagna i bagni sono imprese.
qui, come sempre, si tira a spremere più che si può subito.
così le attrattive sono sempre meno, di sera le spiagge sono sprangate e inaccessibili, spiagge libere se ne vedono sempre meno.

mi spiace dirle ma la liguria indipendente dovrà avere il pugno di ferro anche con i liguri stessi..prepariamoci a rispolverare odiose esperienze tipo il prefetto o il podestà perchè se lasciamo eleggere dai cittadini i sindaci e le giunte, saremo di nuovo da capo,anche con la croce di san giorgio al posto del tricolore.
 
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vincenzo
Inviato il: Martedì, 04-Set-2007, 16:42
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TUTTO VERO, ma......

Dovendo condurre la nostra "battaglia" in un "sistema DEMOCRATICO", dovete solamente dire come facciamo ad ottenere il "CONSENSO POPOLARE" per ottenere tutto questo.
 
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Riccardo
Inviato il: Martedì, 04-Set-2007, 17:01
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QUOTE (scimun @ Martedì, 04-Set-2007, 15:59)
mi spiace dirle ma la liguria indipendente dovrà avere il pugno di ferro anche con i liguri stessi..prepariamoci a rispolverare odiose esperienze tipo il prefetto o il podestà perchè se lasciamo eleggere dai cittadini i sindaci e le giunte, saremo di nuovo da capo,anche con la croce di san giorgio al posto del tricolore.

Non sono del tutto d'accordo su questo... forse un'eventuale indipendenza potrebbe far recuperare ai liguri la mentalità e la voglia di fare dei tempi passati... e forse (speriamo!) anche un maggior rispetto per il proprio territorio...
 
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Riccardo
Inviato il: Martedì, 04-Set-2007, 17:04
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QUOTE (scimun @ Martedì, 04-Set-2007, 15:59)
apro una parentesi sui bagni marini.
ormai sono feudi trasmessi iure hereditatis in cui lavorano in nero bagnini e camerieri minorenni che devono comprarsi la moto piuttosto che pagare l'università..
in romagna i bagni sono imprese.
qui, come sempre, si tira a spremere più che si può subito.
così le attrattive sono sempre meno, di sera le spiagge sono sprangate e inaccessibili, spiagge libere se ne vedono sempre meno.

Un altro degli scandali all'italiana...
Le aree demaniali delle spiagge vengono concesse di volta in volta sempre alle stesse persone, senza indire veri e propri concorsi...
Inoltre i concessionari pagano all'anno poche migliaia di euro, a fronte di fatturati milionari!!!
In tutto il mondo penso che solo in Italia ci sia una tale concentrazione di spiagge private...
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 05-Set-2007, 10:02
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Bravo Scimun! Quello che io ho sintetizzato con cautela - anche perché sono documentato solo su situazioni locali - l'hai sciorinato con cognizione di causa e critiche pertinenti. Oggi arrivano i palazzinari a braccetto delle autorità regionali a saturare completamente il litorale con porti turistici e grattacieli, mentre i comunelli dell'entroterra si preparano a vendere il loro patrimonio immobiliare a prezzi che fanno impallidire quelli della Provenza: Avanti tutta! Ma sono convinto che un cambiamento radicale di gestione politica farebbe diventare liguri molti proprietari di seconde case. Il difficile é cambiare la mentalità del popolino in modo radicale, rapido e sicuro!
 
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GMB
Inviato il: Mercoledì, 05-Set-2007, 11:34
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Avevo aperto tempo fa un thread simile. Il problema dei letti freddi e delle speculazioni edilizie, a mio avviso, va letto nell'ottica del mercato immobiliare. Io non amo il ricorso alla fiscalità o l'alterazione della domanda e dell'offerta, ma forse in merito a questo problema è lecito fare un'eccezione: ormai questo paese, non solo la Liguria, vive - e si prepara a morire - attraverso l'immobilizzazione della ricchezza. Il problema è che - per non disturbare speculatori che oggi rispondono a nomi molto altolocati - non si vuole intervenire attraverso leggi e leve fiscali per razionalizzare la domanda di case. Il problema è fare divenire poco conveniente l'investimento immobiliare; poco conveniente l'edilizia. Ma non solo: se si ancora il bilancio dei comuni all'ICI e agli oneri di urbanizzazione invece che al reddito, al valore aggiunto, alle concessioni automobilistiche, alle imposte sui carburanti etc. come si può sperare che gli effetti non siano devastanti?
Quando Bertinotti ha parlato di requisizione delle terze case ha detto l'unica cosa giusta in vita sua. E si è comportato da capitalista vero: da chi non concepisce l'impresa come speculazione ma come 'performance'.
 
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scimun
Inviato il: Mercoledì, 05-Set-2007, 13:43
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intanto i liguri giovani mettono su casa nell'entroterra "immediato" a pochi km dalla costa.
ad esempio i loanesi si trasferiscono in massa a toirano o boissano, i pietresi a tovo o magliolo, paesini che si avviano a varcare la soglia dei due tre mila abitanti.
oltretutto più vicini alla autostrada e alle future o nuove stazioni della ferrovia a monte...

quello che succede è una scena vista e rivista.
arrivarono i celti e i liguri si rifugiarono nell'entroterra, arrivarono i saraceni e i liguri si rifugiarono nell'entroterra, arrivano i pensionati e gli extra comunitari e noi lasciamo le palazzine a chi ha il grano e i caruggi dove il telefonino non prende, i muri sono umidi e le vie strette senza parcheggio agli extra comunitari mentre noi ce ne andiamo sui colli mettendoci la solita ligustica pezza.

l'entroterra di imperia ha poi un'ulteriore aspetto.
sta diventando per svizzeri e tedeschi quello che è il chianti per gli inglesi..ci mancherebbe ottima cosa perchè si tratta di un turismo di qualità che inizialmente ha recuperato borghi sull'orlo dell'abbandono.
il problema è che ora le lobbies del mattone e le agenzie immobiliari stanno facendo disastri anche lì.
mi chiedo.. la regione cosa sta facendo?
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 05-Set-2007, 17:16
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Risposta a Scimun:
La Regione promulgò nel 1987 una legge - la n.25 - per sussidiare il recupero del patrimonio edilizio. Gli statuti comunali - che sono stati redatti su un unico modello - pongono tra gli scopi dei Comuni il dovere di adeguare la propria azione amministrativa alle direttive statali, regionali e provinciali, eppure molti Comuni - quelli retti da semianalfabeti, da incapaci ecc.. - hanno disatteso sia il recupero abitativo sia le direttive statutarie. La legge di cui sopra é cessata nel 2004: il tempo per capire e fare qualcosa c'era. Mancava la cosiddetta volontà politica!
 
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scimun
Inviato il: Mercoledì, 05-Set-2007, 21:25
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bene ma visto che in regione siedono quelli che dovrebbero tutelare l'ambiente e che ce l'hanno con i capitalisti..perchè non seguono i loro ideali e promulgano un testo unico draconiano retroattivo che faccia tornare in piemonte gli agenti immobiliari e in calabria gli imprenditori edili?
scusate la franchezza.
 
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Franco
Inviato il: Giovedì, 06-Set-2007, 08:12
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Personalmente penso che la vendita o, peggio, la svendita del proprio territorio sia una vergogna da combattere. Chi usa o, peggio, permette di usare il proprio territorio per cementificazioni selvagge, per speculazioni immobiliari (ossia costruzione di grandi quantità di immobili di nessun pregio), per discariche abusive, per industrie inquinanti, ecc. ecc. non è degno di governare e/o di convivere con la comunità residente e andrebbe allontanato senza ritardo!

Purtroppo lo Stato Italiano che ci occupa non è capace a fare alcun intervento in questa direzione. Io penso che in certe situazioni ci voglia un atto di coraggio che ha anche un costo economico: demolire il malfatto e ripristinare l'ambiente.

Io spero, e lo spero di cuore, che chi amministrerà la Liguria indipendente sia capace di fare questa scelta coraggiosa.
 
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GMB
Inviato il: Giovedì, 06-Set-2007, 09:03
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Ma perchè si è arrivati a questa triste situazione? A mio avviso per poter intervenire è necessario capire.

Io ho due ipotesi: la prima è che la speculazione immobiliare sia stata vista come via di fuoriuscita dalla povertà che assillava le nostre terre. Opporvisi, in quegli anni, sarebbe stato assolutamente impopolare nonostante la scarsa lungimiranza di una ricchezza prodotta sulla pelle del paesaggio e della qualità ambientale.

La seconda è l'assenza di cultura ligure, l'assenza di consapevolezza dei legami che intercorrono tra una comunità e il suo paesaggio storico e naturale. L'assenza di identità, in breve. Questo è stato il più grave limite della Repubblica di Genova, foriera di innovazioni tecnologiche ed economiche ma incapace di fare cultura, vuoi per il proprio carattere oligarchico incapace di divenire 'nazionale' vuoi perchè le difficili condizioni di vita materiale della popolazione forse sconsigliavano certi afflati dal sapore aulico.

La mia tesi è forse ardita, ma penso che le cause della fine di una Repubblica millenaria (o meglio la sua fatale esposizione alla 'malizia dei tempi') siano fortemente intrecciate con l'assenza di una coscienza geo-filosofica ligure.
 
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vincenzo
Inviato il: Giovedì, 06-Set-2007, 13:00
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Ci sono CONTRADDIZIONI

Se fosse vero che la Repubblica di Genova aveva "assenza di cultura ligure e di consapevolezza dei legami che intercorrono tra una comunità e il suo paesaggio storico e naturale......L'assenza di identità in breve.." allora come si spiega che proprio durante il periodo della Repubblica di Genova abbiamo avuto la MASSIMA tutela dei nostri "borghi" , dei nostri "centri storici", del nostro paesaggio e della nostra agricoltura ( le "fascie", le "creuze") ????....
Tutto quello che c'è di veramente BELLO nelle città liguri è stato costruito durante la REPUBBLICA di GENOVA.
E' con l'avvento dell'occupazione italiana che è iniziato e perdura lo "scempio" !!!

Messaggio modificato da vincenzo il Giovedì, 06-Set-2007, 13:02
 
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scimun
Inviato il: Giovedì, 06-Set-2007, 15:09
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quarant'anni fa più che per povertà si è avuta l'ubriacatura edile per cui avere i palazzi significava diventare cittadini e uscire dalla provincialità.
questa smania di essere sempre al passo con i tempi e le mode ha distrutto tutta la nostra coscienza storica insieme al paesaggio e al dialetto.
un po' ci siamo venduti noi per primi.
 
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