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EuroSflora, Come ti frego di nuovo i liguri
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zeneize
Inviato il: Domenica, 06-Gen-2008, 14:50
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Nel 2011 si dovrebbe svolgere Euroflora a Genova. Per questo a Torino hanno deciso di svolgere una manifestazione florovivaistica della durata di circa sei mesi. Euroflora dura all’incirca una ventina di giorni. Pensate: proprio in corrispondenza con una delle manifestazioni più importanti della nostra città e della nostra regione, ad un’altra città italiana viene in mente di fare la stessa cosa. Che coincidenza, non trovate? E sapete perché lo fanno? Per celebrare (!) il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia. E sapete come lo fanno? Con l’alto patrocinio e con i soldi dell’Italia. Cioè con una buona dose di soldi liguri – visti i nostri livelli contributivi – organizzano una bella manifestazione per fregarci ancora una volta. E visto che gli espositori non potranno permettersi due manifestazioni così impegnative in contemporanea, secondo voi verso quale “spingerà” (economicamente) lo stato Italia?

Che bravi, lorsignori. Torino celebra, come è suo diritto fare, un evento importante della sua storia. E organizza una manifestazione. Su che cosa? Sul vino, di cui il Piemonte è uno dei maggiori produttori mondiali, e probabilmente il migliore del mondo? No, certo. Sui tartufi, di cui il Piemonte è un grandissimo ed apprezzatissimo produttore? Ma certo che no! Sulle bellezze storiche, artistiche ed architettoniche, di cui Torino e il Piemonte sono ricchissimi? Macchè. Lo fa sui fiori, cioè su una delle produzioni di punta della Liguria, e di cui la Liguria va giustamente fiera. E quando lo fa? Lo fa in concomitanza con Euroflora, la (ex) più importante manifestazione florovivaistica del mondo. Ma certo: in fin dei conti, loro hanno fatto l’Unità d’Italia. La colpa è dei genovesi, che si ostinano a voler fare le loro manifestazioni proprio in concomitanza con le celebrazioni degli altri! Meno male che i nostri politici, lungimiranti, continuano a progettare il Limonte!

Di questa cosa hanno parlato i giornali oggi. Ma la cosa, da quel che ho capito, si sapeva da tempo. Domanda: avete visto quanti politici liguri e genovesi hanno innalzato gli scudi indignati contro questo nuovo attacco alla nostra tradizione, al nostro presente e al nostro futuro? Tanti, eh?

Possibile che non si rendano conto che una volta che non ci saranno più liguri da amministrare non ci saranno neanche più liguri a cui chiedere il voto?

Più probabilmente la colpa è nostra, di noi liguri: la prossima volta che vedremo un nostro politico mettersi alla pecorina di fronte a un qualche “foresto” di turno che vuole saccheggiare la nostra ricchezza, perché non gli diamo un bel calcio nel sedere? Forse – e dico forse – in tal modo si rialzerà e si metterà più dritto.

 
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scimun
Inviato il: Domenica, 06-Gen-2008, 15:20
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ma perchè in liguria coltiviamo i fiori?
a me sembra che li compriamo in marocco e li rivendiamo come nostri..
idem per le olive di pontedassio che arrivano dalla spagna
 
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zeneize
Inviato il: Domenica, 06-Gen-2008, 15:27
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Lettera aperta al sindaco di Genova, Marta Vincenzi:


Signor sindaco,
leggo con costernazione da genovese ed arrabbiatura da ligure che Torino ci soffierà la ribalta florovivaistica del 2011 con una manifestazione collaterale ad Euroflora. Così, dopo libertà, tradizioni, storia, ricchezza e futuro, adesso ci scippano pure i fiori. Da quel che ho capito, la cosa era nota da tempo. Allora mi permetto, rispettosamente, ma con la tenacia da genovese e l’amore del ligure per la sua terra, di chiederLe, signor sindaco, che cosa Lei sta facendo al proposito. Perché lei STA facendo qualcosa, vero?
Lei rappresenta Genova, la sua gente e la sua storia, ed è chiamata ad amministrarne il presente e prepararne il futuro. Ci sarà un futuro, signor sindaco? Perché se ci scippano anche Euroflora, non si sarà nessun futuro. Che cosa preferisce? Alzare la testa e far valere le nostre ragioni, quelle della sua gente e della sua città, con orgoglio genovese e lungimiranza ligure, oppure chinare la testa all’imposizione esterna e inchiodare la bara di questa città? La scelta e Sua, signor sindaco. Se opterà per la prima strada, stia sicura che in noi indipendentisti troverà dei collaboratori entusiasti, e a Sua completa disposizione.
Qui ed in altre cose si gioca tutto. Vuole passare alla storia come il sindaco che ha accettato e si è piegato, o come quello da cui è partita la riscossa? Credo – conoscendola politicamente – che Lei non ami arrendersi. E piegarsi a cose del genere rappresenterebbe la resa più ignominiosa.
Con stima e con speranza.
 
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SPQI
Inviato il: Domenica, 06-Gen-2008, 16:27
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Ho idea che scrivere alla Vincenzi sia come pestare l'acqua nel mortaio, val la pena provarci però.
 
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malaaik
Inviato il: Sabato, 08-Mar-2008, 00:33
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Salve a tutti. Sono un indipendentista subalpino. Non condivido la vostra posizione sul Limonte. Premetto che "Limonte è un nome che fa schifo anche a me, ma siccome ho studiato geostrategia posso dire che una Liguria indipendente, diverrebbe immediatamente molto più dipendente dall'esterno di quanto non lo sia ora. Con il piemonte, la valle d'Aosta, il Nizzardo, la Savoia e i territori della Lomellina e del vogherese uniti in una confederazione indipendente, costituita da cantoni di peso assolutamente paritario, io penso che potremmo tutti insieme riacquisire non solo una reale indipendenza, ma anche una dimensione statuale di primissimo piano. A che serve essere indipendenti dal Piemonte se poi si deve comperare il latte a 3 euro il litro a Cuneo per rifornire i genovesi (è solo un esempio tra tanti).
malaaik
 
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SPQI
Inviato il: Sabato, 08-Mar-2008, 00:45
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Coi porti che abbiamo? Il latte ce lo andiamo a prendere in Ucraina!
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Vorreste ristabilire l'antico regno di Sardegna?

Il fatto è che la Liguria da sola ha le potenzialità di divenire uno stato e non la Liguria ha bisogno del retroterra ma il retroterra che ha bisogno della Liguria.
 
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malaaik
Inviato il: Sabato, 08-Mar-2008, 00:58
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Guarda che non vi sto smontando anzi. Ma ribadisco: l'energia la prendi in Ukraina? Le carni? E gli oleodotti o Gasdotti? Passerebbero da Nord o da Ovest o da est no? E le comunicazioni? Guarda che il vostro bilancio già segna rosso. Non parlo da uno che se la tira. Sono preoccupazioni comuni e sentite. Io lotto per la stessa causa. Ma bisogna pensare in grande per essere grandi.
 
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malaaik
Inviato il: Sabato, 08-Mar-2008, 00:59
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Ah no. Nè regni ne stati unitari stavolta. Ogni cantone fa da sè. Così la pensiamo
 
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malaaik
Inviato il: Sabato, 08-Mar-2008, 01:01
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Devo staccare SPQI. Se un giorno organizziamo un incontro (ne vogliamo fare anche in Riviera) magari qualcuno faccia un salto Ok? Così per conoscerci. Mi piace confrontarmi con persone con un coraggio intellettuale come il vostro.
Angel
 
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SPQI
Inviato il: Sabato, 08-Mar-2008, 16:18
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QUOTE (malaaik @ Venerdì, 07-Mar-2008, 23:58)
Guarda che non vi sto smontando anzi. Ma ribadisco: l'energia la prendi in Ukraina? Le carni? E gli oleodotti o Gasdotti? Passerebbero da Nord o da Ovest o da est no? E le comunicazioni? Guarda che il vostro bilancio già segna rosso. Non parlo da uno che se la tira. Sono preoccupazioni comuni e sentite. Io lotto per la stessa causa. Ma bisogna pensare in grande per essere grandi.

Scusa ma queste sono minacce?

Ci risiamo, o con voi o contro di voi. L'entroterra di riferimento privilegiato per Genova e la Liguria non è solo il Piemonte ma e soprattutto la Lombardia, la Svizzera, la Mittel Europa.

La verità è che il nord ovest ha un bisogno vitale dello sbocco al mare.

Tu che hai studiato dovresti sapere che sono sempre stati i Savoia (e prima i Monferrato) a cercare di conquistare la Liguria, per avere lo sbocco al mare e mai Genova si è interessata alla conquista del retroterra, se non per questioni di difesa.

Il bilancio è in rosso perchè paghiamo le tasse a Roma e non in Liguria. Solo il porto di Genova manda laggiù 4 miliardi di euro, più Savona-Vado e Spezia.

Il Principato di Monaco è grande proprio perchè è piccolo e lì la lingua ufficile è il Liguru (oltre al francese).

P.s. si può mandare anche un messaggio alla volta.
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SPQI
Inviato il: Domenica, 09-Mar-2008, 13:01
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QUOTE (malaaik @ Venerdì, 07-Mar-2008, 23:58)
Guarda che non vi sto smontando anzi. Ma ribadisco: l'energia la prendi in Ukraina? Le carni? E gli oleodotti o Gasdotti? Passerebbero da Nord o da Ovest o da est no? E le comunicazioni?

Una piccola precisazione.

Fino a prova contraria gli oleodotti arrivano a Genova e a Spezia c'è l'unico rigasificatore d'Italia, percui anche qui non siamo noi ad avere bisogno dell'entroterra subalino ma il contrario. La carne la si può prendere dovunque, anche in Lombardia o Veneto, Toscana, Emilia oltre ad un po' di produzione locale.

Noi non vogliamo una Liguria nemica dell'Italia (o dello stato subalpino) ma indipendente e fulcro logistico di un sistema economico che va dalla Francia orientale alla Germania centrale, raccogliendo il commercio di un'area vasta quanto il mondo, con la creazione di società in grado di proporsi su altri scali per controllarne dei settori (come oggi gli stranieri fanno in Liguria e come noi facevamo un tempo).

Pe quanto riguarda le comunicazioni vorreste sbarrarci la strada? Andate a prenderle a Marsiglia o Livorno le merci, ad un costo maggiore.
 
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GMB
Inviato il: Domenica, 09-Mar-2008, 13:45
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QUOTE (malaaik @ Venerdì, 07-Mar-2008, 22:58)
Guarda che non vi sto smontando anzi. Ma ribadisco: l'energia la prendi in Ukraina? Le carni? E gli oleodotti o Gasdotti? Passerebbero da Nord o da Ovest o da est no? E le comunicazioni? Guarda che il vostro bilancio già segna rosso. Non parlo da uno che se la tira. Sono preoccupazioni comuni e sentite. Io lotto per la stessa causa. Ma bisogna pensare in grande per essere grandi.


Seguendo questo ragionamento bisognerebbe perorare uno Stato eurasiatico. Come minimo. Invece sovranità statuale non significa chiusura economica. Certo la sovranità politica incentiverà i mercati locali, differenzierà la produzione e permetterà al tessuto produttivo ligure di aumentare una quota del proprio valore aggiunto. Ma esiste anche il libero mercato, esistono le importazioni. L'importante è poter valorizzare le proprie risorse e saper crearne di nuove per pagare ciò che si acquista. Magari guadagnandoci anche. E' quello che Genova ha sempre fatto. Dal tuo ragionamento traspira tutta la tua piemontesità, che di fatto demarca i confini tra noi e voi: tu sei erede di una legittima civiltà basata sulla terra, sulla produzione materiale di beni di largo consumo, tendenzialmente protezionista o comunque preoccupata di dipendere il meno possibile dall'estero. Noi, come liguri, sappiamo che il rapporto con l'estero è indispensabile. Che l'apertura dei mercati è indispensabile. Che la globalizzazione deve essere governata, non abolita. E pensiamo che in assenza di beni da scambiare si possa sopperire inventando e innovando servizi. Noi abbiamo uno dei principali porti d'Europa, non dimenticarlo: nessuno può pensare di prendere la Liguria per la gola. O - detto simpaticamente, sia chiaro - pensare di scendere da Torino, proprio da Torino, a proporci soluzioni.

Messaggio modificato da GMB il Domenica, 09-Mar-2008, 13:50
 
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malaaik
Inviato il: Lunedì, 10-Mar-2008, 00:59
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Dal tuo ragionamento traspira tutta la tua piemontesità, che di fatto demarca i confini tra noi e voi

Io veramente per metà son Siciliano. Un piemontese 100% non potrebbe mai arrivare a disfarsi dello Stato. I Piemontesi idolatrano lo stato che li asserve, quasi ne fossero iptnotizzati. E' il retaggio della cultura sabauda, ahimè. Ne abbiamo discusso molto con gli altri del gruppo e abbiamo convenuto che il più grosso ostacolo qui in Piemonte per diffondere un'idea di indipendenza è la mentalità del piemontese tipico, ligio allo stato fino alla morte.
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nessuno può pensare di prendere la Liguria per la gola. O - detto simpaticamente, sia chiaro - pensare di scendere da Torino, proprio da Torino, a proporci soluzioni

Io non son di Torino e i Torinesi mi stanno sul .. belino. Nessuno vuole prendere nessuno per la gola. Noi siamo dei realisti e in base al nostro progetto uno stato con i controcoglioni dovrebbe più o meno avere le dimensioni e i confini dell'ex stato Sardo di terraferma. Ma da ciò a piemontesizzare o invadere la Liguria ne passa. Siamo democratici. Qualsiasi forma di indipendenza futura deve realizzarsi col consenso di ogni singola comunità locale. Che a voi piaccia o meno queste sono le regole della democrazia.
 
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GMB
Inviato il: Lunedì, 10-Mar-2008, 09:55
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QUOTE (malaaik @ Domenica, 09-Mar-2008, 22:59)
Io veramente per metà son Siciliano. Un piemontese 100% non potrebbe mai arrivare a disfarsi dello Stato. I Piemontesi idolatrano lo stato che li asserve, quasi ne fossero iptnotizzati. E' il retaggio della cultura sabauda, ahimè. Ne abbiamo discusso molto con gli altri del gruppo e abbiamo convenuto che il più grosso ostacolo qui in Piemonte per diffondere un'idea di indipendenza è la mentalità del piemontese tipico, ligio allo stato fino alla morte.

Io non son di Torino e i Torinesi mi stanno sul .. belino. Nessuno vuole prendere nessuno per la gola. Noi siamo dei realisti e in base al nostro progetto uno stato con i controcoglioni dovrebbe più o meno avere le dimensioni e i confini dell'ex stato Sardo di terraferma. Ma da ciò a piemontesizzare o invadere la Liguria ne passa. Siamo democratici. Qualsiasi forma di indipendenza futura deve realizzarsi col consenso di ogni singola comunità locale. Che a voi piaccia o meno queste sono le regole della democrazia.

Ci sono alcune cose che non capisco: che valore aggiunto avrebbe una proposta Liguria+Piemonte sul piano del consenso o della strategia per ottenere l'indipendenza in rapporto alla Liguria indipendente? E' un progetto che non ha nemmeno un nome, se non quello di Alpazur, Limonte o Subalpinia. La gente ha bisogno di punti di riferimento storici e culturali noti, credibili, condivisi. E' perfino più forte l'idea di Padania, che almeno si basa sull'idea di Nord.
 
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SPQI
Inviato il: Lunedì, 10-Mar-2008, 13:39
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Non dimentichiamo che l'entroterra privilegiato per la Liguria è la MittelEuropa, solo in parte l'oltralpe occidentale e solo per il porto di Savona potrebbe essere di facile realizzazione un collegamento con quest'area.

Purtroppo il porto di Savona è l'anello più debole del sistema Liguria semplicemente perchè dei tre porti principali è il più piccolo, seppure vi si trovino grandi professionalità.

Perciò Savona, per svilupparsi ha bisogno di una profonda sinergia con Spezia e Genova e la Liguria per non dover abbandonare quei traffici ponentini ha un bisogno naturale e profondo di Savona.

Stessa cosa per Imperia che oggi è poco più che un porto turistico ma che in collegamento diretto con glia ltri porti potrebbe avere grosse opportunità di crescita.

Certo che in una Liguria divisa o non indipendente non si avrebbe interesse a queste sinergie ed ogni porto correrebbe per conto suo (come avviene oggi) sacrificando molti ommerci sull'altare della concorrenzialità fra porti Liguri.
 
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