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Fiscalità comunale, Rapina imparabile di tributi inventati
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 03-Mar-2011, 17:12
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Ieri la Camera dei Deputati ha completato il ciclo delle approvazioni di provvedimenti federalistici con un ennesimo voto di fiducia al Governo.
È entrato in vigore il Federalismo Municipale! Ne vedremo delle belle, credetemi. Per cominciare, i Comuni piccoli sfrutteranno al massimo tutte le possibilità di aumento di tributi, tasse, balzelli ecc...Prima che nei cervelli
comunali emerga il dubbio d'essere sulla strada sbagliata passeranno lunghi anni difficili (per i contribuenti!). Poi si invocherà un'altra soluzione calata dalla stratosfera dei palazzi romani avulsi dalla realtà. Forse i nostri nipoti
- sotto un governo cinese - troveranno pace e benessere nei piccoli comuni.
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 04-Mag-2011, 18:50
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Mi giungono echi dei preperativi elettorali dall'innominabile (ed abominevole...perchè abitato da "aborigeni"!) paesello ligure d'origine. I candidati si fanno la campagna mercanteggiando sul favore elettorale contro impegni miopissimi. Non dico che dovrebbero elucubrare sui massimi sistemi: sarebbe un "dare perle ai porci" contravvenendo al diktat evangelico. Credo, invece che sarebbe necessario un realistico pre-esame delle tristi prospettive future, alla luce della reiterata riduzione delle risorse e rimesse provenienti dallo Stato. Si comincia - al massimo - a prospettare l'opportunità di fare ora ciò che poteva benissimo essere fatto almeno cinquant'anni fa: consorzi intercomunali per la gestione dei servizi. Questa è illuminata lungimiranza!
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 23-Ago-2011, 22:42
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Il dibattito politico sulla cosiddetta manovra evidenzia le pulsioni particolaristiche dei vari gruppi di manovratori: mi sembra uno spettacolo indecoroso ed inconcludente. Vincera' chi griderà di piu'.
Indubbia la sorte cui - in ogni modo - va incontro la fiscalita' comunale: aumento delle imposte e dei tributi esistenti, accompagnato dalla creazione di nuove voci (= partite di esazione come "tassa municipale", "tassa di scopo". Gli accorpamenti poi si rivelano impresa impossibile...
Sempre arribaaa!
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 27-Feb-2012, 19:14
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Anche se non lo dà a vedere, la Lega ha accantonato il monotono ritornello del FEDERALISMO per dedicarsi a manovre sui massimi sistemi ed a schermaglie polemico-populistiche per raggranellare favore fingendo di distanziarsi dal grande Alleato. Il federalismo dovrebbe essere già entrato nella coscienza* degli Italici , almeno sulla carta, con la creazione dell'IMU. Le famiglie di furbastri che hanno tante abitazioni primarie quanti sono i loro componenti se ne accorgeranno.
Gli altri staranno a vedere, sperando in bene.

P.S: * la locuzione "entrare nella coscienza" mi ricorda una barzelletta salace che
circolava quasi clandestinamente ai tempi della mia infanzia. Ve la racconto sintetizzandola. Tizio: "Il Duce ha affermato che il Fascismo è entrato nella coscienza degli Italiani!". Caio: "Non sapevo che il fondoschiena si chiamasse coscienza!".
 
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raffa74
Inviato il: Giovedì, 01-Mar-2012, 15:33
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Curioso
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Il M.I.L. si presenterà alle prossime elezioni comunali in una lista civica unica insieme con il Movimento Gente Comune, mantenendo sempre il suo simbolo.
Chiunque fosse interessato a partecipare sia per il Comune che per le Circoscrizioni è caldamente invitato a contattarmi al num. 338 58 02 066

salùo
raffaele migliorini
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 19-Lug-2012, 16:44
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Cari Amici,
Rileggendo le mie previsioni di oltre un anno fa rimpiango di non aver impiegato le mie qualita' divinatorie per giocare al Lotto, all'Enalotto ed a qualunque altro gioco d'azzardo: s'e l'avessi fatto sarei ricco sfondato!
 
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Girumin
Inviato il: Lunedì, 22-Ott-2012, 19:19
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Cari Amici,
sembra che il Governo voglia davvero fare sul serio: il progetto di accorpamento delle Provincie per sfoltirne il numero ha fatto un balzo avanti. Dopo verrà il turno dei Comuni: con il tempo e con la paglia maturano le mele! Intanto i Comuni cincischiano sull'IMU: probabilmente aspettano l'imbeccata dei satrapi locali - cioé i grandi elettori e guide occulte di sindaci illetterati e di giunte dilettanti - per decidere sull'aliquota IMU. Nel mio stramaledetto comunello del profondo entroterra, dove si respira aria di cinquant'anni fa (si può dire di annata!) e dove
imperano appunto dilettanti ed illetterati si tessono tele consorziali con grande fatica intellettuale per fare in modo che un domani non venga più in mente a nessuno di parlare di aggregazioni. È un triste spasso assistere da lontano....
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 14-Nov-2012, 19:31
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Gli accorpamenti comunali sono sempre stati un "tabu" sia dei piccoli che dei grandi comuni. Perché? Secondo me proliferano dappertutto le mezze calzette che aspirano con tutta l'anima ad emergere sulla mandria per avere potere, possibilità di lucrare in qualsiasi modo e prestigio fasullo. Naturalmente ci sono anche rare persone oneste, capaci e soprattutto disinteressate che - come prescrive la Legge - mettono a disposizione i propri talenti per il bene della comunità. Ma oltre tutto le comunità di oggi non sono più come quelle di una volta per colpa della grande mobilità geografica di tutti, compresi i "foresti" per eccellenza, cioè i "comunitari" e soprattutto gli "extracomunitari". Quindi l'identità comunale ed il senso di appartenenza alla comunità si sono diluite fin quasi a scomparire del tutto. Il Comune-tipo, dal punto di vista sociologico, oggi può essere paragonato al condominio nel quale i vicini si conoscono tra loro solo di vista e si salutano a malapena - per obbligo di educazione - quando entrano insieme nell'ascensore, mentre sono prontissimi a litigare a spada tratta per le più futili inezie.
Perché faccio questa premessa? Semplicemente per sostenere il progetto di accorpamento, contando anche sul fatto che le difficoltà finanziarie nelle quali si dibattono comuni piccoli e male amministrati possono essere notevolmente attenuate dopo le fusioni. Navegna non sarà d'accordo: pazienza! Il tempo é galantuomo e - spero - mi darà ragione: vedremo sempre più comuni che vantano una fiera identità e sono popolati da cittadini dal deciso senso di appartenenza che falliranno miseramente o dovranno aumentare il carico fiscale. Daranno la colpa al solito Monti...
 
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navegna
Inviato il: Giovedì, 15-Nov-2012, 11:02
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Non sono contrario ai accorpamenti, se le popolazione danno il loro consenso, anzi, ma sono nemico viscerale delle fusioni coatte e di tutti contratti "senza ritorno" e senza via d'uscita, Prima cooperazione informale, come lo si fa già a livello delle scuole, poi passi formali e se si dovesse vedere l'opportunità d'una fusione, la si faccia , ma col consenso dei abitanti, e questo significherebbe referendum obligatorio. Nell'attuale situazione di mancanza di fiducia nelle autorità a tutti livelli, e si tratta d'una sfiducia fondata ed a piena ragione, non conviene seminare sospetti d'una volontà di ritorno a sistemi tipici del ventennio. Le mezze calze si leveranno di mezzo , se con decisioni democratiche si toglie il terreno sotto i loro piedi, mentre qualsiasi azione coatta destabilirebbe ulteriormente la società. Se una fusione comunale porta tanti vantaggi reali e pochi problemini, non ci sarà nessuna apposizione di rilievo, se invece venisse imposta, la cooperazione verrebbe sicuramente sabotata con tutti mezzi possibili.
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 15-Nov-2012, 16:51
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D'accordo, caro Navegna, non voglio neanch'io le fusioni né qualsiasi altro provvedimento coatto. Il guaio é che da nessuna parte si accetta di mettere in discussione l'intoccabilità delle partizioni amministrativo-territoriali in vigore spesso dall'epoca del feudalesimo. Si evita di parlarne o si tronca sul nascere la discussione perché i centri di potere che una volta erano partitici ed ora sono di nuovo feudali non vogliono rischiare di perdere il potere stesso. Il popolo-bue
(purtroppo l'astensionismo e la sopportazione ad oltranza sono manifestazione di natura bovina sempre) si lascia facilmente convincere o subisce. La fiscalità comunale, diventata sempre più invadente ed insensata perché ad ogni costo deve racimolare mezzi di sopravvivenza a causa della precarietà e scarsezza delle rimesse statali, risente direttamente della disorganizzazione strutturale che affligge il territorio. In tempi di vacche grasse tutti i Santi aiutano: ora é necessario e sempre più urgente ristrutturare i Comuni per fare in modo che la fiscalità comunale non diventi insopportabile, peggio di quella statale.
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 24-Nov-2012, 16:03
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Cari amici, riporto integralmente dal Corriere della sera odierno (24.XI.2012)
una notizia concernente la proposta di fusione di cinque comuni emiliani.
La motivazione della scelta - che verrà sottoposta a referendum - é il fatto che appare certo un risparmio ingente sui costi amministrativi. Si tratta quindi d'un tema inerente la fiscalità comunale.
Vi esorto a leggere il breve articolo nonchè alcuni commenti dei lettori.

QUELLE "NOZZE" TRA CINQUE SINDACI
LA prima consultazione per chiedere ai cittadini di unirsi sotto un solo «campanile»Valsamoggia, Emilia: cinque paesi pronti a fondersi «per essere più forti». Domani il referendum

SAVIGNO (Bologna) - Tutti depressi, al bar Stella d'oro. «Un brindisi per il nostro ultimo giorno», è giù un altro calice di rosso. Ogni bicchiere è un addio, recitato con toni da melodramma che per fortuna si sciolgono in una risata. «In fondo non muore mica nessuno» dice il proprietario Adriano Nanni, che pure, a rigor di logica, sarebbe il capo dei trecento arditi che con le loro firme hanno cercato di fare fronte «al progetto contronatura», così lo definisce un volantino appoggiato sul bancone per attirare l'attenzione del viandante.

La Valsamoggia, tendente al rosso per fede politica, domani sarà chiamata a una scelta difficile. No, non quella . Un'altra, che riguarda solo i destini di questo stupendo angolo di Emilia, una manciata di paesi che dall'alta pianura a ovest di Bologna si arrampicano sulle ultime colline dell'Appennino verso Modena. «Bello, vero?», Augusto Casini Ropa, primo cittadino di Savigno, si compiace del paesaggio. «Magari questo matrimonio ci aiuterà a farci conoscere in giro». La metafora nuziale è leggermente forzata, ma tra i favorevoli alla fusione tra i comuni di Bazzano, Crespellano, Monteveglio (gente di pianura, vocazione industriale), Castello di Serravalle e Savigno (gente di collina, tartufi e altre prelibatezze ) gode di una certa popolarità. Nel suo piccolo anche questa domenica di provincia andrà ricordata. Michela Zanna, sindaco di quella Castello di Serravalle in possesso del maniero simbolo identitario della vallata, avverte il peso della prima volta. «In Italia non era mai successa una cosa del genere, altro che primarie». Nel Paese delle divisioni perpetue non si era ancora visto un referendum «inclusivo» che propone l'unione di cinque realtà diverse in un unico Comune da trentamila abitanti, una Valsamoggia 2.0 con cinque opzioni per il nuovo nome, da scegliere nel segreto dell'urna.

Succede qui, nella terra adottiva di Giuseppe Dossetti, che nel Medioevo fu teatro della battaglia per la Secchia rapita, all'origine dei rapporti ancora oggi poco cordiali tra bolognesi e modenesi. Ma se parli di vittoria sul campanilismo imperante, quelli della Stella d'Oro minacciano di annacquarti il vino. «Cherchez i soldi, insomma, la pilla», ride Nanni.
Sono tempi che funziona così, il portafoglio prevale sul sentimento, anche se dirlo è brutto. Ma l'unione tra i comuni della Valsamoggia è soprattutto una bella pensata per fare cassa e sfuggire alla scure dei tagli governativi. Tanto per cominciare la nuova creatura riceverà un obolo di avviamento pari a 18 milioni di euro, erogati da Stato e Regione. Nei prossimi due anni avrà la deroga al Patto di stabilità, che rimane l'incubo notturno di ogni amministratore, piccolo o grande che sia. Infine, con l'unificazione di giunte e consigli comunali si risparmierà una cifra stimata intorno ai quattrocentomila euro. «E così esulta Elio Rigillo, sindaco di Bazzano, «saremo anche i primi a ridurre l'Imu sulla prima casa e l'Irpef».

Le dimensioni contano e, in tempi di crisi, piccolo non è più così bello. I sindaci dei cinque Comuni, un pokerissimo Pd, si scambiano sorrisi da «tutti per uno» e intanto sognano di diventare il capoluogo della municipalità, segno che il campanile viene messo da parte per ragioni contingenti ma esiste ancora e lotta insieme a loro. I rivoltosi di Savigno sono già rassegnati alla sconfitta, annunciata da tutti i sondaggi. In questi mesi non l'hanno mai buttata sul becero, ma su argomenti rispettabili, come l'assenza di un vero progetto nel lungo periodo. «Non c'è progresso là dove si passa da cinque Feste dell'Unità a una sola» sbotta davanti a un altro calice Mario Postacchini, sosia perfetto di Gino Cervi, fede politica più a sinistra di Peppone. E davanti a questa inoppugnabile verità, ci si rimette per forza di cose al giudizio del popolo sovrano.

Marco Imarisio
24 novembre 2012 | 9:10
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COMMENTI DEI LETTORI

24.11|14:49 CHIPIETRO
Speriamo siano in molti a seguire questo esempio. Non si possono tenere in vita comuni dei 200/300 abitanti o 2000/3000.

l'emilia al top

24.11|14:10 Lettore_2198017
io vivo a 5 km da bazzano ,è secondo me l'emilia è il top...........bravi complimenti

In attesa di eliminare i trasferimenti statali e dare autonomia impositiva.

24.11|12:58 Lettore_2082276
Bravi! Di gente di buon senso, ce ne vorrebbe un po' di più in Italia. Speriamo che la cosa prenda piede. Se diminuiranno le spese di gestione dell'amministrazione, ci saranno un po' più di soldi per far le cose serie.

Speriamo nel buon esempio

24.11|12:41 MC48
Sarebbe bellissimo unire comuni che duplicano o addirittura moltiplicano le risorse con il solo scopo di esistere. Penso in Liguria, la mia regione, all'assurdo caso di Albissola Mare e Albisola Superiore, due entità divise da un fiume ed ormai periferia di Savona. Oppure Chiavari e Lavagna nell'identica situazione geografica. Per non parlare della ridicola situazione dei Diano, cinque comuni con lo stesso nome e l'aggiunta di un suffisso per distinguersi (Marina, Arentino, Castello, ecc.) Tutti soldi cacciati via!

Emiliani sempre al TOP della buona amministrazione.

24.11|12:26 Massimiliano_Mirri
Se il centro e il sud d'Italia fossero come l'Emilia saremmo come la Germania e invece assomigliamo alla Grecia.




 
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Girumin
Inviato il: Venerdì, 12-Apr-2013, 15:25
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Si preannuncia una bella novità: la TARES. Una tassa, quindi, inedita e creata al solo scopo di fare cassain base a motivazioni opinabili - si dice - persino dal punto di vista costituzionale. Il tutto mentre vengono perpetuati estimi catastali stravecchi e ringiovaniti più volte, le aliquote sono alla mercé degli appetiti comunali e le false abitazioni primarie pullulano. Questa é, oggi, la fiscalità comunale che fa sopravvivere amministrazioni decotte di micro-comuni che negano l'accorpamento.
 
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navegna
Inviato il: Domenica, 14-Apr-2013, 09:01
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Caro Girumin, questa mala fiscalità non è monopolio dei microcomini, e nemmeno dei comuni d'Italia, ma una questione d'onestà o la mancanza di questa, ti ricordo ai "fallimenti" di comuni negli USA, ed in Germania.... comuni più grandi della liguria intera, anche qui in Ticino esistono comuni malgovernati e non sono fra i piccoli.
Non considero un tocca sana universale la fusione dei comuni e , anzi, considero deleteria qualsiasi fusione coatta, fonte di reciproco disprezzo all'interno del nuovo mostruoso costrutto antidemocratico.
Soltanto il ritorno a valori etici e morali, ormai cestinati e considerati superflui dal "neoliberismo" a et antimorale , può creare le premesse per amministrazioni comunali funzionanti in favore del bene pubblico e della socialità, ma per questo bisogna abiurare ai antivalori neoliberisti ed eliminare l'attuale tendenza a cleptocrazie, che si basano unicamente sul principio "una mano imbratta l'altra" dello scambio di luridi favore.
Posso sembrare di vecchio stampo, mi va anche bene, e ripeto : Senza ritorno ad una sana etica ed onestà, non ci saranno mai più amministrazioni comunali degne di questo nome.
saluo
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 28-Apr-2013, 14:30
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Caro Navegna,
capisco sempre meglio che parlare con te di fusioni comunali - anche non coatte - Ti fa venire l'orticaria (così si diceva una volta: ora si usa dire "ti provoca una reazione allergica). Ma la mia argomentazione é diversa: i comuni piccoli sono in difficoltà in questi tempi che vedono perfezionarsi tutti gli strumenti della politica amministrativa locale. Le comunità piccole soffrono quasi tutte da tempo di mancanza di mezzi finanziari e, di conseguenza, dopo aver aumentato fino al limite dell'insopportabilità tasse, tributi, canoni, balzelli, devono disattivare gradualmente i servizi. Con le economie di scala realizzabili nei consorziamenti si può ovviare fino ad un certo punto all'inconveniente. Si può migliorare di più - o peggiorare di meno - attuando le fusioni od accorpamenti. I Comuni piccoli, inoltre, mancano molto spesso di risorse umane valide perché diventano anticamere dei cimiteri ospitando quasi solo vecchi pensionati perché i giovani più intelligenti, ambiziosi ed intraprendenti - dove ce ne sono - migrano verso qualsiasi lido che offra loro possibilità di ascesa sociale. In Italia tutto ciò non viene tenuto in considerazione e si mantengono senza discussione, passivamente, entità territoriali-amministrative dimensionate come in epoca feudale e si pretende che possano tenere il passo con i tempi. Ti posso fare esempi di comuni la cui popolazione é dimezzata numericamente ed arretrata civilmente e rimasti entro confini tracciati in epoca feudale. Proprio nella Liguria che conosco. Nessuno si sbilancia, colà, a proporre fusioni perché i centri di rozzo potere locale si vedono minacciati dalla diminuzione delle "cadreghe". A ciò si aggiunga il degrado del senso morale imperante sulla traccia del malo esempio proveniente dall'alto:
la rovina - seppure lenta e graduale - é assicurata e non mancherà il bersaglio.
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 04-Mag-2013, 14:39
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L'abolizione dell'IMU sulla prima casa - sia villa principesca che tugurio - e la restituzione di quella pagata nel 2012 sono diventate la chiave di volta che fa stare in piedi il governo. Ciò perché un illuminato membro della "Grande coalizione" prese un impegno che gli consentì di comprare molti voti con i soldi degli Italiani.
A quel momento, però, la benemerita ANCI (Assoc.Naz.Comuni Italiani) non fece una piega. Oggi, invece, il presidente ANCI di allora, diventato ministro, si strappa i capelli per la disperazione perché con la perdita del gettito IMU quasi tutti i Comuni finirebbero sul lastrico. Credo che il male non sia l?IMU in sè, bensì la sua applicazione indiscriminata e indifferenziata. Non credo che possa esserci restituzione, mentre sono convinto che se verrà l'abolizione la seguirà l'invenzione di un'altra tassa.
 
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