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lingua internazionale
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Pierin
Inviato il: Sabato, 13-Ott-2007, 14:36
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Mi è accaduto di leggere qui in uno dei forum, non ricordo quale, diverse proposte per l'uso di una lingua che definisco internazionale onde non essere sottomessi, con la probabilità peraltro già in fase di realizzazione abbastanza avanzata, all'uso derlla lingua inglese.
Poichè sono del tutto d'accordo che l'impiego predominante di una lingua porti ad uno stato psicologico di dipendenza, inizialmente virtuale e in seguito effettiva con l'aggiunta di quella concreto-materiale, appoggio incondizionatamente l'idea di adottare una lingua "nuova" (per così dire) che metta tutti gli Stati sullo stesso piano.
A mio parere, almeno per l'Europa, detta lingua può essere quella LATINA .
Il "Latino", come comunemente si dice, viene studiato in tutti gli Stati: in Svezia, durante un mio viaggio, non conoscendo io nessuna delle lingue sassoni e il mio interlocutore nessuna di quelle cosiddette di derivazione latina, ci siamo intesi agevolmente conversando nella lingua di Cicerone.
So che mi si può obiettare che 'il latino' ha una grammatica complessa, nella quale le eccezioni soffocano le regole e che, quindi è di difficile apprendimento. Ricordo che nel merito, posso rammentare che esistono due forme di latino: quella classica
 
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Pierin
Inviato il: Sabato, 13-Ott-2007, 14:46
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Utente Nr: 51
Iscritto il: 28-Lug-2007



continuo il brano predcedente che, per mera casualità avevo cliccato come concluso.
Dicevo che di latino esistono due forme: quella usata da Cicerone, classica, e quella "volgare" usata da Giulio Cesare, ad esempio, nel suo "De bello gallico". Tra le due c'è grande differenza in ogni senso: nella forma, nella grammatica e nella sintassi. A mio parere basterebbe apprendere il latino "vulgaris" modificandolo o semplificandolo, se del caso, mediante l'opera di ricercatori e/o docenti.
Non credo che porterebbe grosse difficoltà lo studio di detta lingua.
 
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Franco
Inviato il: Sabato, 13-Ott-2007, 18:51
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Utente Nr: 2
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Circa il problema posto da Pierin, vorrei ricordare che il Mil ha già fatto una proposta: quella di usare l'esperanto, che ha il vantaggio di non avere eccezioni e di avere una sintassi piuttosto semplice. Gli esperti dicono che si impara dieci volte più rapidamente dell'inglese.

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Speekix
Inviato il: Venerdì, 19-Ott-2007, 11:10
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anche io appoggio l'idea dell'esperanto, mette tutte le lingue sullo stesso piano e aiuta a impare quelle che non conosci
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 23-Ott-2007, 14:47
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Amici,
mi dispiace di apparire sempre come quello che frena, ma lo faccio anche questa volta perche' ho i piedi per terra. L'idea d'uno stato ligure indipendente e' di per se' audace e se aggiungiamo il proposito di adottare una lingua diversa dall'italiano finiamo nell'utopia spinta, se non - scusatemi - nel ridicolo. A San Marino si parla l'italiano, ad Andorra il catalano, nel Lussemburgo tutte le lingue degli stati circonvicini. Una lingua a parte per la Liguria diventerebbe per tutti i Liguri una complicazione. Ed io la eviterei.
 
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Franco
Inviato il: Martedì, 23-Ott-2007, 19:32
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Patriota Ligure
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QUOTE (Girumin @ Martedì, 23-Ott-2007, 14:47)
...  L'idea d'uno stato ligure indipendente e' di per se' audace e se aggiungiamo il proposito di adottare una lingua diversa dall'italiano finiamo nell'utopia spinta ...

Due brevi considerazioni.

1. Perché l'idea di una Liguria indipendente è "audace"? Moltissimi sono gli stati che sono venuti indipendenti di recente: perché se lo facesse la Liguria sarebbe audace?

2. L'esperanto non sarebbe la lingua della Liguria: se mai sono le parlate locali che vanno rivalutate. L'esperanto sarebbe la lingua internazionale, da usarsi per parlare con altri popoli evitando così di usare l'inglese che è stato definito linguofago: mangiatore delle altre lingue!
 
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Luca
Inviato il: Venerdì, 26-Ott-2007, 11:18
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Credo che sia brutto usare una lingua artificiale. L'inglese si usa perchè il mondo anglosassone occupa da circa due secoli 1/3 delle terre emerse. E' necessario riconoscere la triste realtà: il mondo latino e il loro campione, la Francia, hanno fallito. Il mondo germanico, in particolare gli anglosassoni, sono i romani dei nostri giorni...se non sbaglio lo stesso Marx li riconobbe come tali.
Ho fatto due calcoli : i paesi anglosassoni ( i più importanti inclusa l'India ed escluso il Sud Africa ) rappresentano il 40% della prudzione mondiale ( il 37, 32 % senza l'India ), se aggiungessimo i paesi germanici la quota salirebbe al 48, 45 %. I paesi latini ( incluso il Sud America ) rappresentano invece il 17, 1%.
Dal punto di vista demografico i paesi anglosassoni sono il 6,344% della popolazione mondiale ( esclusa l'India ovviamente ), mentre i paesi latini sono il 7,78%. Pertanto, credo che usare l'inglese sia necessario per qualsiasi persona che intenda studiare e lavorare all'estero o relazionarsi con un'azienda straniera. D'altra parte non vedo perchè gli anglosassoni dovrebbero essere d'accordo ad imparare l'esperanto e a parlarlo nei loro affari, sarebbe stato come se un tempo i piccoli regni confinanti che vivevano grazie al grande impero di Roma, avessero chiesto ai romani di parlare loro in un'altra lingua. Piuttosto è normale subire l'influenza del grande impero e imparare dalla storia che i popoli alleati di Roma ricevettero grandi benefici dalla loro fedeltà.
 
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Riccardo
Inviato il: Venerdì, 26-Ott-2007, 11:58
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QUOTE (Luca @ Venerdì, 26-Ott-2007, 11:18)
Credo che sia brutto usare una lingua artificiale. L'inglese si usa perchè il mondo anglosassone occupa da circa due secoli 1/3 delle terre emerse. E' necessario riconoscere la triste realtà: il mondo latino e il loro campione, la Francia, hanno fallito. Il mondo germanico, in particolare gli anglosassoni, sono i romani dei nostri giorni...se non sbaglio lo stesso Marx li riconobbe come tali.
Ho fatto due calcoli : i paesi anglosassoni ( i più importanti inclusa l'India ed escluso il Sud Africa ) rappresentano il 40% della prudzione mondiale  ( il 37, 32 % senza l'India ), se aggiungessimo i paesi germanici la quota salirebbe al 48, 45 %. I paesi latini ( incluso il Sud America ) rappresentano invece il 17, 1%.
Dal punto di vista demografico i paesi anglosassoni sono il 6,344% della popolazione mondiale ( esclusa l'India ovviamente ), mentre i paesi latini sono il 7,78%.  Pertanto, credo che usare l'inglese sia necessario per qualsiasi persona che intenda studiare e lavorare all'estero o relazionarsi con un'azienda straniera. D'altra parte non vedo perchè gli anglosassoni dovrebbero essere d'accordo ad imparare l'esperanto e a parlarlo nei loro affari, sarebbe stato come se un tempo i piccoli regni confinanti che vivevano grazie al grande impero di Roma, avessero chiesto ai romani di parlare loro in un'altra lingua. Piuttosto è normale subire l'influenza del grande impero e imparare dalla storia che i popoli alleati di Roma ricevettero grandi benefici dalla loro fedeltà.

Ricordo che uno dei miei docenti universitari ci ripeteva sempre che fra 50 anni (anzi, rapportandoci a oggi, fra 40 anni), la lingua internazionale sarà il CINESE.
Viste come vanno le cose oggi, penso che avesse ragione!!!!
 
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Luca
Inviato il: Venerdì, 26-Ott-2007, 12:42
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???
 
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Luca
Inviato il: Venerdì, 26-Ott-2007, 12:51
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La dicotomia Occidente-Oriente non è così facilmente eliminabile neppure dalla globalizzazione, vecchio concetto che si è già realizzato nel mondo antico e nel XIX secolo, comunque essere in grado di parlare l'inglese non significa sostituire quello con la propria; infatti, hai imparato l'italiano senza scordare il ligure, parlare una terza lingua cambia qualcosa ?
 
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vincenzo
Inviato il: Sabato, 27-Ott-2007, 10:47
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E' questione di OPPORTUNITA'

Se una lingua che fa riferimento ad un popolo "vuole essere la lingua più diffusa" , nasce spontaneamente un "rigetto" perchè la si sente come "colonizzatrice".
Fino a quando il concetto politico dominante è stato quello di "conquistare altri popoli e territori" , poteve anche "andare bene".
L'Unione Europea nasce invece proprio per CONTRAPPORSI a tale "concetto" e quindi ritengo più che giusto, in un mondo che sempre di più va verso la DEMOCRAZIA, la PACE e la NON VIOLENZA, che si "discuta" se non è il caso di adottare una lingua "mondiale" come l'ESPERANTO che non fa riferimento ad alcun popolo.
Oltre tutto è facilissima e non è "colonizzatrice" e darebbe finalmente l'opportunità, ad ogni Comunità di usare invece localmente le proprie "lingue" come per noi potrebbe essere il "genovese" con tutte le sue varianti locali.
E' una battaglia che i Radicali l'avevano impostata e portata avanti , ma poi l'hanno abbandonata.
Per il M.I.L. potrebbe essere uno dei suoi "cavalli di battaglia" INTERNAZIONALI.

Messaggio modificato da vincenzo il Domenica, 28-Ott-2007, 07:10
 
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Luca
Inviato il: Lunedì, 29-Ott-2007, 11:01
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La lingua inglese non è una lingua ufficiale, cioè di diritto, la si parla nelle relazioni internazionali perchè è la lingua madre più diffusa al mondo ( ad esempio più di metà continente africano parla l'inglese e la situazione è ancora più drammatica in India, dove esistono oltre 1000 lingue diverse e l'inglese è l'unico modo per intendersi ) e perchè nel mondo degli affari la maggior parte delle aziende, ubicata nel mondo anglosassone, la parla. Noi, se vogliamo unirci a loro e porci come intendiamo noi, possiamo farlo e parlare l'esperanto, ma non è possibile modificare una situazione de facto e costringere due miliardi di persone a parlarlo perche 400 milioni di europei lo desiderano.
Inoltre, il progetto non è mai partito, benchè se ne parli da decenni, perchè è evidente come due miliardi di persone non trovino interesse nell'accontentarci.
Inoltre, circa il 60% dei documenti legali UE sono redatti in inglese, malgrado la popolazione europea di lingua inglese sia circa 65 milioni.
Infine, sono d'accordo sull'idea di rigettare una lingua colonizzatrice, cioè espressione di un'autorità straniera che si impone sui costumi di un popolo, ovvero una lingua priva di qualsiasi utilità per chi la parla. L'italiano, ad esempio, o fiorentino moderno ( all'estero ) è una lingua imposta di diritto e una classe dirigente politica e culturale la impone come unica vera lingua ettichettando le altre peninsulari come dialetti. La sua utilità sociale, inoltre, sarebbe nulla, se la stessa classe dirigente non incitasse all'emarginazione sociale e dal mondo del lavoro di coloro che non la sanno parlare, stigmatizzando i comportamenti e le realtà di queste persone, e , infine, nel mondo degli affari non serve a nulla.
 
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Ul Rij
  Inviato il: Lunedì, 29-Ott-2007, 14:53
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Io promuoverei l'esperanto (o ancora meglio l'Ido, che è la versione ampliata e riveduta dell'Esperanto).

Me volas kun vi la bela Ido parolar, pro ke olu esas la maxim facila ed omna valenta!
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 21-Nov-2007, 18:27
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E dàgli con l'Esperanto! È un bellissimo idioma per sognatori colti: mio Padre, che era un idealista, lo studiò nei primi anni '20 (quasi un secolo fa!) ma non potè mai servirsene per usi pratici. Molto meglio il dialetto Genovese. Tuttavia - ripeto - ci
si complicherebbe la vita rendendo ancora più difficile da accettare - per gli "Itagliani" - l'indipendenza della Liguria. Ho definito "audace" l'impresa anche perchè, purtroppo, la nostra amata regione non si identifica con la sua capitale - la "Superba" - presentando ancor oggi vaste plaghe di sottosviluppo civile, economico e politico. Andate in certi paesi che dico io a parlare di indipendenza ligure! Al massimo riscuotereste mugugni generici da quella gente che poi - a cose fatte - salterebbe festante sul carro del vincitore, "Itaglia" o Liguria indifferentemente.
 
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vincenzo
Inviato il: Mercoledì, 21-Nov-2007, 18:43
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Carissimo Girumin,

nei tuoi interventi c'è SEMPRE quasi il "convincimento" che "NON CI SIA NULLA DA FARE" !
Come puoi "CONVINCERE" altri sui DIRITTI della LIGURIA di RI-tornare ad essere uno Stato indipendente, se tu stesso sei PESSIMISTA su tale possibilità ?
La stessa cosa è per la "battaglia" sull'ESPERANTO.

Secondo te, quante POSSIBILITA' aveva Ghandi di vincere la "battaglia" contro l'impero inglese, quando l'ha iniziata? Non credo che nella "profonda" India le condizioni fossero "migliori" di quelle della "profonda " Liguria del Ponente !
 
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