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Sindaci illetterati, Eleggibilità da limitare
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 03-Feb-2011, 16:12
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Stavo per dare il contentino ai miei contraddittori dicendo che gli illetterati sono una razza in via di estinzione, quando, proprio stamattina, ho trovato in Repubblica l'articolo che segue. Meditate, gente!
* Sei in:* Repubblica /* Scuola /* Italia, allarme della commissione Ue …
Italia, allarme della commissione Ue
"Semianalfabeta un 15enne su cinque"
Nei test Ocse-Pisa 2010 pubblicati a dicembre l'Italia fa registrare il 21% di quindicenni "con scarsi risultati in lettura". E i commissari li giudicano a rischio per il loto futuro, sociale e sul lavoro di SALVO INTRAVAIA

Italia, allarme della commissione Ue "Semianalfabeta un 15enne su cinque"
Un quindicenne su cinque, in Italia, è semianalfabeta. Cioè privo "delle capacità fondamentali di lettura e di scrittura". Questa volta, a certificarlo è la Commissione europea che "per contribuire a risolvere il problema, ha istituito un gruppo di esperti indipendenti con l'incarico di individuare metodi per migliorare i livelli di alfabetizzazione", si legge in una nota della stessa commissione. Le lacune emerse in Lettura rendono per i giovani italiani ed europei "più ardua la ricerca di un lavoro e li pone a rischio di esclusione sociale".

Il gruppo di esperti si è incontrato per la prima volta l'altro ieri a Bruxelles ed è stato presieduto dalla principessa Laurentien dei Paesi Bassi, inviata speciale in tema di "Alfabetizzazione per lo sviluppo" per l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (Unisco) I ministri dell'Ue si sono prefissi l'obiettivo di ridurre a meno del 15 per cento entro il 2020 la percentuale di alunni che riscontrano difficoltà nella lettura, nella matematica e nelle scienze.

"L'avvio di questo gruppo - spiega Androulla Vassiliou, commissario europeo per l'Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù - segna l'inizio di una campagna europea volta a individuare le cause principali dei bassi livelli di alfabetizzazione. Troppi europei si trovano esclusi dal mercato del lavoro e incapaci di contribuire pienamente alla società poiché non
possiedono le capacità fondamentali di lettura e di scrittura. Se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi per l'Europa 2020 per una crescita intelligente e inclusiva, dobbiamo agire ora per risolvere il problema".

"Questa iniziativa - aggiunge la principessa Laurentien contribuirà a sfatare il tabù che persiste a tutt'oggi. L'analfabetismo - spiega - ostacola la crescita economica e l'integrazione. Affrontando il problema dell'analfabetismo, possiamo anche contribuire a soluzioni in una vasta gamma di altri settori, quali povertà, occupabilità e condizioni sane di vita. Insieme agli esperti, speriamo di fornire un quadro chiaro delle questioni da affrontare e in che modo l'alfabetizzazione può aiutarci a creare economie forti e competitive e società sane all'interno dell'Ue"

E in Italia, come stanno le cose? Il Belpaese, per bassi rendimenti in Lettura, è in coda tra i paesi più sviluppati. Nei test Ocse-Pisa 2010 pubblicati a dicembre l'Italia fa registrare il 21 per cento di quindicenni "con scarsi risultati in lettura". Cioè ragazzi "in grado di svolgere soltanto gli esercizi di lettura meno complessi come individuare una singola informazione, identificare il tema principale di un testo, o fare un semplice collegamento con la conoscenza di tutti i giorni". Appena il compito diventa più complesso, cominciano le difficoltà.

Paesi come Danimarca (15,2 per cento), Olanda e Svezia sono molto vicini all'obiettivo del 15 per cento. In altri contesti (come la Finlandia) la percentuale di adolescenti con scarse capacità di Lettura è addirittura al di sotto del 10 per cento. Mentre in Francia (19,8 per cento), Germania (18,5), Regno Unito (18,4), Spagna (19,6 per cento) e perfino Portogallo (17,6 per cento) le cose vanno meglio che in Italia, che supera la media europea di un punto e mezzo. Segno che c'è parecchio da lavorare.


(03 febbraio 2011)
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 26-Feb-2011, 17:23
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Il federalismo municipale or ora fortunosamente approvato porta alle estreme conseguenze la decadente evoluzione amministrativa delle piccole comunità (le statistiche mostrano che la stragrande maggioranza degli oltre OTTOMILA Comuni d'Italia ha meno di CINQUEMILA abitanti): credo si possa affermare che le conduce al "crash-test". Sopravviveranno quelle amministrate bene da sindaci e giunte onesti e capaci ; le altre falliranno e dovranno essere salvate dal solito Sior Pantalon. Rimedio preventivo razionalmente proponibile: migliorare da subito la selezione dei candidati alle elezioni amministrative (cominciando, se possibile da quelle ormai imminenti) e progettare gli accorpamenti - o fusioni - comunali. La discussione "Fiscalità comunale" diventa strettamente complementare di questa: spero che molti interlocutori trasformino questi miei monologhi in dibattiti
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 13-Mar-2011, 18:25
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L'intervento di Navegna nella discussione "Letti freddi", in difesa degli onesti sindaci che con la sollecitudine dei "buoni padri di famiglia" spesso faticano a difendersi dalle prepotenze di villeggianti di città, che talvolta spadroneggiano nelle piccole comunità agricole o montane per affermare il diritto a fare tutti i propri comodi, mi fa ricordare
un grazioso racconto autobiografico di Susanna Agnelli, intitolato "Addio, addio mio ultimo amore". L'illustre e nota autrice - scomparsa da qualche anno - fa entrare nella letteratura le pene che patì durante il Suo mandato di sindaco di Orbetello (opulento comune litoraneo toscano, meta di vacanzieri potenti e talvolta prepotenti -così risulta dal racconto). L'infelice Signora (che fu anche Ministro in uno dei fugaci governi degli anni '90) dovette lottare ai ferri corti contro gli speculatori e gli egocentrici accaniti che volevano colonizzare con le loro ville più o meno pacchiane il promontorio dell'Argentario, intoccabile riserva naturale, gemma del patrimonio paesaggistico-ambientale. Mi riferisco ad un caso-limite forse non troppo raro: in ogni caso l'illustre dama si difese grazie all'intervento di personaggi politici di spicco (Spadolini, ad esempio) e vinse quasi tutte le sue battaglie. Il buon diritto può essere difeso in ogni caso da chi è in buona fede e combatte la buona battaglia. Io, invece, deploro il fatto che l'ordinamento amministrativo sia retto da regole che non impediscono a chi non ha titoli sufficienti l'accesso a cariche di grande responsabilità. Una volta elette ed appagate nella loro vanità, quelle persone vanno incontro incoscentemente a responsabilità troppo superiori alle loro pur generose ma insufficienti risorse culturali, intellettuali e professionali e debbono limitarsi ad una neghittosa gestione di sopravvivenza, a danno di tutti i loro elettori.
 
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navegna
Inviato il: Domenica, 13-Mar-2011, 19:15
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Un vero sindaco rurale acquista la sua necessaria autorità con l'onestà e la conoscenza della storia locale, spesso trasmessa a voce , tramandata da generazione in generazione, con la gentilezza e l'amore per la cultura generale locale, spesso introvabile nei libri di storia.
Un vero sindaco rurale, ma non solo, é una spece di padre di famiglia, se non é così, non potrà "mandar avanti la baracca" ed il comune perde le basi vitali.
Il mestiere del Padre del Villaggio, scritto consapevolmente con la maiuscola, si impara sul posto e non in qualche università.
L'ignoranza della tradizione e cultura locali rovvina il comune rurale ed apre la porta ad estremismi di ogni genere.
Lo stesso, con efetto più lento, vale anche per comuni grandi, e probabilmente anche per regioni.
Abbiamo urgente bisogno di sindaci capaci di ascoltare, il resto lo possono imparare strada facendo, e sicuramente non questi signori distinti, lontani dalla gente anni luce.
Se il cittadino, in particolare nelle piccole comunità, non viene ascoltato, cerca uno, che finge d'ascoltare e spesso trova on populista dell'estrema destra.
E pura illusione, poter risolvere i problemi dei comuni con una formazione universitaria del futuro sindaco, non nuoce, ma ci vuole una persona sensibile , che ascolta attentamente, per il resto basta la scuola d'obligo.
(Forse vale a tutti livelli.)
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 15-Mar-2011, 16:36
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Caro Navegna, sono d'accordo con Te. Il guaio è che i Sindaci di cui parli non esistono più: appartengono al mondo dei quadri di Albert Anker. Così non esistono più neppure i parroci di paese che avevano a modello il Santo Curato d'Ars: sono scomparsi e va bene se si trova qualche volonteroso prete polacco o indiano che cerca di non farli rimpiangere. Le comunità di oggi sono come i condominî: gli abitanti non si conoscono fra loro, si salutano a fatica, se ne stanno asserragliati nel proprio guscio come il Paguro Bernardo e sfoderano le unghie per prevenire improbabili menomanzioni dei loro pretesi diritti. Non è un caso che, perciò, spesso cerchi di comandare chi ha degli interessi da impinguare e non chi vuole mettersi al servizio della comunità per agire "con disciplina e con onore" (come prescrive la Costituzione italiana). Purtroppo la realtà è questa. L'umanità d'una persona deriva dalla sua educazione e dal suo carattere e può essere incrementata, aiutata e resa efficace solo dall'istruzione. Questa può e deve essere al passo con i tempi: quando Anker dipingeva bastava saper leggere, scrivere con la penna d'oca e far di conto col pallottoliere; oggi bisogna capire, apprendere ed applicare leggi e regolamenti sempre più assillanti ed ineludibili.
Siamo nell'era della comunicazione globale. Ne convieni ?
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 16-Apr-2011, 14:37
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Si sta lavorando, in alto loco, ad un progetto di legge voluto concordemente da destra come da sinistra (non scriverò mai "bipartisan!) che modifica - perfezionandoli i requisiti di eleggibilità attiva e passiva abbassando il limite di età dei candidati al
Parlamento. Diventerebbero eleggibili i diciottenni per la Camera dei deputati (ora lo sono i venticinquenni) ed i venticinquenni - se non erro - per il Senato (ora i quarantenni). Nella notizia scheletrica di agenzia non si fa menzione di titoli di studio:
speriamo che su questo si innovi alzando l'asticella dei requisiti d'istruzione. Speriamo!
 
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Girumin
Inviato il: Domenica, 19-Giu-2011, 17:54
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Oggi vorrei spendere qui una buona parola sull'indipendentismo ligure attuabile "dal basso", cioè dal livello comunale. Gli ordinamenti regionali sono quelli che sono ed incomberà al legislativo regionale il compito di perfezionarli. In ambito comunale si può intanto fare molto sul campo pratico, della politica amministrativa spicciola che regola la vita quotidiana: allora saranno gli "uomini della strada" o "di paese" (e naturalmente le loro donne) a doversi impegnare per eleggere i sindaci e gli assessori migliori possibili, spinti dall'aspirazione a dimostrare a tutti la propria superiorità civile. Così miglioreranno poi le Province e la Regione ratificherà in testi di legge che sanciranno il salto di qualità civile realizzato: Solo allora potremo pretendere con successo l'indipendenza.
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 20-Ago-2011, 19:31
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Se potesse - magari! - andare in porto il progetto di sfoltimento dei comuni piccoli si potrebbe conseguire anche l'effetto collaterale di diminuire la probabilità che diventino sindaci (od assessori) persone prive dei requisiti minimi d'istruzione. Meno sindaci illetterati! Speriamo.
 
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Girumin
Inviato il: Martedì, 06-Set-2011, 14:41
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Lo spazio di un mattino e' bastato - purtroppo! - per far tramontare e scomparire l'idea - ovvia piu' che geniale - di accorpare i comuni piccoli ai grandi. Su 8094 Comuni ne sarebbero scomparsi poco più di 1500, ma hanno vinto i misoneisti accaniti, pretesi difensori del campanile e di usi e costumi amministrativi ormai obsoleti. Quello che mi ha stupito molto e' l'incapacità o mancanza di volontà dei rappresentanti dei comuni "accorpatori". Speriamo che l'accorpamento dei piccoli Comuni venga riprogettato ed attuato in concomitanza con l'eliminazione delle amministrazioni provinciali.
 
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navegna
Inviato il: Martedì, 06-Set-2011, 17:30
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La fusione dei comuni rurali è un problema spinoso, inutile fissare un numero e accorpare senza tenere in considerazione le consequenze. In situazioni particolare conviene lasciare un minicomune come è, per non dover fare un servizio navetta tra i diversi fu comuni trasformatesi in frazioni. Se io devo risolvere un problemino legato al mio terreno, devo rivolgermi al comune (gran comune) e all'ufficio patriziale poco lontano dal ex municipio. Vantagioso??? no, un fastidio in più!
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 07-Set-2011, 12:20
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Caro Navegna,
Conosco il Tuo Comune diviso fra monte e piano. Non nego che gli "accorpamenti" o "fusioni" (come li chiamiamo qui) provochino qualche inconveniente logistico; escludo, pero' che si debba evitare con questi anche le rezionalizzazioni. In Italia i Comuni con meno di 1000 abitanti sono per lo più i relitti di comunita' ben piu' popolose in passato. Il mio comune d'origine in Liguria nel 1860 aveva 1600 abitanti, otto parrocchie, una farmacia, due medici ed annoverava famiglie borghesi benestanti accanto ad onesti agricoltori semianalfabeti; oggi gli abitanti sono meno di 900, in maggioranza pensionati sia locali che originari della Padania, non ci sono più negozi per cui tutti devono percorrere dieci chilometri per raggiungere il supermercato nemo lontano ecc...ecc...
In compenso c'e un Municipio retto da dilettanti che fanno tutto "in famiglia" (non so se mi spiego...). A parte la palese incompetenza degli amministratori, quello che oggi non funziona più e' la mancanza di quella che i fisici chiamano "massa critica", ossia la dimensione minima degli organismi che dovrebbero garantire i servizi essenziali. Si supplisce con il consorziamento, giusto per salvare i cadreghino dei dilettanti del Municipio. Volete la vita facile? Un tempo il popolo bue rispondeva "NOOOO!"
 
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Girumin
Inviato il: Giovedì, 24-Nov-2011, 17:26
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Amici!
Se non ci fosse il buon Navegna che tiene vivi i dialoghi sui vari argomenti mi sembrerebbe di parlare al vento. Ci sara' pure - tra i soliti ventiquattro lettori - un ex-sindaco, un assessore, un amico di sindaco, una morosa di figlio:8 sindaco! Nessuno interviene, eppure tutti pensano, hanno una opinione propria e magari sanno cose che io non so. fatevi avanti...c'e posto!
 
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Girumin
Inviato il: Sabato, 03-Dic-2011, 18:13
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Mi viene in mente una metafora sportiva per illustrare l'assurdita' della candidabilita' ed eleggibilità di amministratori comunali - specie di Sindaci - privi del titolo d'istruzione minimo legale: quelli che io chiamo "ILLETTERATI" e che sarebbe giusto definire senza riguardo "SEMIANALFABETI". C'e ne sono! Ebbene, la metafora e' questa: e' come ammettere gli zoppi a gare di velocità su pista o di marcia su strada.
Vi pare?
 
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Girumin
Inviato il: Mercoledì, 04-Lug-2012, 18:55
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La cosiddetta "spending rewiew" toglierà il sonno anche agli amministratori comunali, già tartassati. Tutti dovranno ingegnarsi con le limitate risorse disponibili
per far quadrare i conti. Le circolari esplicative scritte dai "tecnici" non saranno in "politichese" benché redatte dai soliti operatori, ma non é prevedibile che le si scriva "ad usum sanculottorum". I sanculotti saranno messi a dura prova: specie quelli che a furor di popolo sono stati issati sulla cadrega di sindaco: forse é la volta buona che capiscono di doversi mettere da parte per cedere il campo a chi capisce a fondo la lettera e lo spirito dei provvedimenti. Il rimedio sta - secondo me - nell'accorpare comuni piccoli in entità amministrative che sommano più di 5.000 abitanti, come - del resto - raccomandano i "tecnici".
 
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navegna
Inviato il: Giovedì, 05-Lug-2012, 13:49
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Caro Girumin, è una delle poche volte che proprio non posso condividere! Non parlarmi di "tecnici" già uno è troppo. I comuni piccoli condividono un problema con le metropoli, la complicazione sia nella legislazione , sia nei comunicati, nelle regole interne complicatissime , espresse in un linguaggio complicatissimo e di varia interpretazione. Finche non si riesce a porre fine a questa stupida gara di aulicazione delle cose più semplici, puoi anche accorpare tutti comuni sotto i 5 millioni d'abitanti cambia solo in peggio. Qualsiasi scritto, che lascia un municipio dovrebe essere comprensibile per un'allievo di 4 . elementare, chiaro e non interpretabile, l'accorporamento di piccoli comuni dovrebbe essere PROIBITO, se le distanze cittadino - municipio dovessero superare i 5km ed ogni municipio dovrebbe essere raggiungibile coi mezzi pubblici. In piccoli comuni, che per ragioni pratiche non vengono accorporate, il municipio è composto da volontari non retribuiti, si tratta d'un impegno sociale. Qualsiasi fusione coatta è categoricamente da escludere, non siamo, spero, più nel ventennio.
 
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