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Don Paolo Farinella, per la serie "I normalizzatori del 2000"
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SPQI
Inviato il: Giovedì, 27-Nov-2008, 21:16
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Don Paolo Farinella è un acuto e capace sacerdote del centro storico, peccato che agisca per conto delnemico, dei Normalizzatori di Stato, tant'è vero che il suo intervento contro la memoria dei morti del 1849 viene proprio dalle pagine di Repubblica, giornale diretto dal mega Normalizzatore a pagamento Vittorio Zucconi, uno dei Pontefices Maximi del giornalismo italiano e che intanto se ne sta a Washington con passaporto Statunitense.

Questo l'intervento molto acuto , anzi molto subdolo del don:

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e questa a mia lettera alla repubblica:


QUOTE
eggo con interesse l'intervento di don Farinella in merito alla targa posta dal comune di Genova in piazza Corvetto per ricordare l'eccidio del 1849, quello che i libri di storia non citano mai.

Trovo le osservazioni del sacerdote molto coerenti seppure non ne condivida né i fini né ne comprenda l'utilità. Condivido la sostanza e trovo comprensibilissima la preoccupazione che un sacerdote, quale guida di una comunità, deve per  suo mandato esprimere in merito a questioni quali la povertà e ciò che le istituzioni laiche fanno (o non fanno) per contrastarla. Questo, però, non è il fine dell'invettiva farinelliana, non può essere una targa la fonte dei mali del comune e, seppure il parroco scriva “Non cito questo evento (si fa per dire) perché sia particolarmente meritevole di menzione”, non credo proprio al fatto che non sia l'evento in sé a disturbare la quiete di chi dal pulpito, spesso (e con ragione), si occupa di politica.

Don Farinella, certamente, non misconosce il fatto che quegli stessi governanti che hanno ordinato il massacro a Genova sono gli stessi che hanno soppresso ordini religiosi, puntato i cannoni contro i conventi, impedito le celebrazioni religiose pubbliche e neppure ignorerà il fatto che proprio il clero genovese, quello “rivoluzionario” perché repubblicano si dimostrò, per molti anni dopo l'infausta annessione, dalla parte del popolo, quello che amava le istituzioni repubblicane, quello che aveva una particolare devozione verso la Vergine Maria, una devozione che venne (e viene tutt'ora) demolita a colpi di piccone (e di cannone) dalla massoneria sabauda e cittadina. Di certo non dimenticherà i molti sacerdoti impegnati in prima fila nella rivolta anti Savoia, col popolo, coi poveri che egli con tanta veemenza tira, in modo indegno, nel discorso.

D'altra parte un'amministrazione comunale non può così a lungo dimenticare i suoi figli morti nell'impegno di ridare alla città la libertà ed il lustro che ebbe e che forse non avrà più, almeno finché la città (e con essa la Liguria) non prenderà coscienza di sé o finché questo le sarà scientemente impedito. Credo che tutto sommato 200 anni siano un tempo ragionevole per ammortare la spesa di una targa.

Propongo, tuttavia, una soluzione al problema economico della posa della targa, che non ha alcun errore, come sostiene il “don” ma che può dare molto fastidio a chi parla dalle pagine di un giornale molto allineato. Il comune potrebbe vendere la statua di Vittorio Emanuele II con piedistallo e intitolazione per coprire le spese e, se ci fosse del disavanzo, potrebbe donarlo alla parrocchia di don Farinella il quale potrà lenire le casse della bellissima chiesa di San Torpete in ristrutturazione e, poi, fare qualcosa per quei poveri che ha trascinato per i capelli nella discussione.
 
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Liguria Nazione
Inviato il: Venerdì, 28-Nov-2008, 11:24
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Indipendentista
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vittorio zucconi é una delle peggiori espressioni dell'idaglianità

non vedo contraddizioni col suo americanismo in quanto usa e l'idaglia una e indivisibbile sono sempre state legate a doppio filo
 
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vincenzo
Inviato il: Venerdì, 28-Nov-2008, 13:24
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X SPQI

il direttore de "la repubblica" non è Vittorio Zucconi, ma Ezio Mauro.

Messaggio modificato da vincenzo il Venerdì, 28-Nov-2008, 13:25
 
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SPQI
Inviato il: Venerdì, 28-Nov-2008, 14:07
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Zucconi è direttore di Repubblica.it
 
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zena féin
Inviato il: Venerdì, 28-Nov-2008, 15:00
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Bravo SPQI !!!!!!!!
10 e Lode!!!!
salùo
 
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Cicno78
Inviato il: Mercoledì, 17-Giu-2009, 14:52
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Curioso
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Anche idaglia e massoneria sono legate da interessi comuni.
Gli inglesi. Chi li capisce è bravo: Bentink ci restituisce l'autonomia e Lord Hardwicke ci bombarda. Vabbè!

Non capisco il Farinella quando dice "confonde le fave con le nespole", non trovo errori nel testo della lapide.
Tutto l'articolo comunque, mi sembra poco costruttivo.
 
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SPQI
Inviato il: Giovedì, 18-Giu-2009, 00:02
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Patriota Ligure
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Don Farinella, assieme a Don Prospero e ad altri prelati genovesi si ritengono delle specie di dei in terra, in grado anzi chiamati a decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato per il semplice fatto si essersi spruzzati un po' di "acqua di contrarietà post chic".

I preti vicini al popolo sono stati bombardati dai Savoia (ricordo ancora i frati cannoneggiati per aver chiesto pane per i poveri) ed alcuni di loro hanno combattuto a fianco degli insorti.

Naturalmente i don Prospero e i don Farinella sono quelli che vorrebbero vedere libero qualsiasi altro popolo della terra che non sia il loro perchè molto vicini ad un certo potere politico/sociale ultranazionalista, postcomunista, filoarabo, neonazista. Il cammino che molti estremisti e terroristi, soprattutto tedeschi e francesi, hanno fatto dagli anni '60 ad oggi.
 
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